PREGHIAMO INSIEME IL PADRE CHE STA
NEI CIELI
«Padre nostro...»
Con Gesù nel Getzemani impariamo a pregare, e a pregare con
Lui il Padre. Il padre è il genitore dei suoi figli. Ogni genitore deve essere
amato, rispettato, quasi venerato.
Il Padre Celeste, Genitore di tutti i genitori, deve essere
adorato perché da Lui dipende la nostra vita: in Lui con il Figlio Suo e lo
Spirito Santo.
L’uomo
si dimostra il più delle volte crudele nel suo essere verso l’Essere infinito,
che in ogni istante della vita lo sovviene con la Sua Provvidenza, che è prima
di tutto sguardo d’amore.
Così fu per Gesù: «Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto. AscoltateLo» (Mt 17,5).
La voce del Padre è quella del Figlio, che nel
Suo Vangelo ogni giorno ci ammaestra donando al nostro spirito quella manna
celeste di cui ha bisogno per vivere serenamente la sua giornata.
Ogni
giorno, al mattino quando ti alzi, pensa a questo Padre immenso, nel quale in
ogni istante ti muovi, ricevi e operi cose buone. Sia, questo appellativo
dolcissimo, la prima parola che esce dalla tua bocca al mattino e nella notte,
nei ritagli di tempo, tra la preghiera e il riposo: «Padre nostro... Padre
di tutti, quindi Padre anche mio, guardami e scrutami, perché io Ti amo anche
se non so dimostrarteLo sempre come vorrei, perché Tu sei l'Amore infinito,
insuperabile; volgi a me, a tutti noi, sempre, i Tuoi occhi meravigliosi e
immensi, più profondi degli oceani, più ricchi delle perle preziose dell’arena
del mare, che non è altro che un frammento del Tuo pensiero eterno,
indivisibile, dal quale è uscito l’uomo e tutto il creato.
Ti amo, Padre nostro, per me e per tutti
quanti non Ti amano, perché non Ti hanno mai conosciuto, o perché Ti hanno
dimenticato».
Promessa: «Amerò sempre, in
ogni giorno della mia vita, il nostro Padre e Lo invocherò appena svegliato e
sempre, in ogni istante, mediante le opere buone, e quando, colto dalla
tentazione, sono alla ricerca di una forza che mi liberi dal male».
