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n°26
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Trimestrale: Luglio - Agosto - Settembre 2008
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Cari Amici pag. 3
Vita di P. Luigi Duilio Graziotti pag. 5
Sr. Fiorella Graziotti pag. 16
Testimonianze su Sr. Fiorella pag. 18





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In questo numero di Virgo Potens, mi permetto inserire una triste notizia: la mia famiglia è stata colpita da un lutto, con la morte della sorella Sr. Fiorella, avvenuta nella notte del ventotto Maggio scorso.
Sr. Silvana, l'altra nostra sorella, che abitava insieme, perchè erano ambedue collaboratrici parrocchiali nella Parrocchia di S. Andrea a Concesio (BS), la trovò priva di vita alle ore 6,30 del mattino.
Dopo il racconto della mia vita da Seminarista, durante gli studi del Liceo, permettetemi che inserisca alcune testimonianze sulla sua vita, non perchè appartiene alla mia famiglia, ma perchè l'esempio del suo vivere, di fervente Religiosa, possa essere di aiuto alla nostra vita spirituale.
Nel leggere quelle testimonianze, rilasciate spontaneamente da tanti che l'hanno conosciuta, viene il desiderio di imitarne le virtù, soprattutto nel come amava Gesù, e Lo trasmetteva alle persone che incontrava.
Io sono vissuto solo undici anni accanto a lei, perchè nell'Ottobre del 1951, abbandonò la famiglia per recarsi tra le Suore Dorotee di Cemmo (BS), e consacrarsi a Colui che sarebbe stato il suo sposo: Gesù.
Ricordo di lei poche cose. Alcune però mi sono rimaste impresse. Era sempre affabile, e pronta a tutti i lavori con molta sollecitudine. Pregava molto e volentieri. Faceva ogni giorno la meditazione in Chiesa, dopo la S. Messa, con la sorella Silvana, la quale poi la seguì alcuni anni dopo, entrando anche lei a far parte delle Suore Dorotee di Cemmo in Valcamonica.
Frequentava assiduamente i Santi Sacramenti con la Con

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fessione settimanale, e la Comunione quotidiana. Diceva che la Comunione e la Confessione le davano tanta gioia, e anche la forza di vivere bene e di amare il prossimo.
Ricordo che si era anche fidanzata, ma ad un certo punto non si sentì adatta per un amore umano. Solo Gesù le riempiva il cuore, e le donava consolazioni vere, che la aiutavano nel lavoro quotidiano e nell'esercizio delle virtù. Ascoltava con attenzione gli insegnamenti dei Genitori, e seguiva i loro esempi di bontà, di carità, di pazienza e di preghiera. Soprattutto osservava scrupolosamente i Comandamenti di Dio.
Frequentava pure periodicamente i corsi di ritiro spirituali, che si tenevano periodicamente in un paese vicino e che erano organizzati da un Sacerdote incaricato dalla Curia della Diocesi di Brescia. Dopo tali incontri, tornava a casa tutta entusiasta e molto fervorosa nell'amare di più il Signore. Una delle cose che le costò di più nel seguire la sua vocazione è stato il distacco dalla sua macchina da cucire. Spesse volte scriveva dei pensieri dopo la Confessione e dopo gli Esercizi Spirituali: eccone un esempio: "
Per chi crede nessuna prova o miracolo è necessario; per chi non crede nessun miracolo è sufficiente".
Termino, ringraziando vivamente, a nome di tutta l'Associazione, i nostri Cari Benefattori, che con tanto sacrificio ci sostengono e ci aiutano giorno per giorno con le loro generose offerte.
Invito nuovamente, tutti coloro che desiderano far celebrare delle Sante Messe, a indicare il numero preciso di quelle che intendono far celebrare, mettendo pure il giorno in cui desiderano siano celebrate. Assicuro che desidero essere preciso nella celebrazione, perchè è una cosa molto seria e grave.
Vi benedico di cuore e vi assicuro la mia preghiera.

Vostro aff.mo
P. Luigi
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Fondatore con Madre Provvidenza
(11ª puntata)
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gentilezza, che tale formula forse era un po’ diversa da quella che era scritta nel libro. Spesse volte portava in classe dei minerali, e tante altre cose. Sinceramente la sua materia non mi piaceva proprio.
Durante quei tre anni, oltre alla storia della Filosofia, nella quale si studiava il pensiero dei vari Filosofi, che purtroppo erano molti e mi creavano una gran confusione in testa, c’era da studiare anche tre volumi di Filosofia: Logica, Critica, e Teodicea. C'era anche lo studio degli Scrittori e Poeti italiani che mi piaceva tanto, perché mi aiutava ad imparare meglio la nostra lingua, e a conoscere le magnifiche poesie. Il Professore di italiano era P. Giuseppe Manzoni. Un giorno, mentre si accingeva a consumare il pranzo con i Confratelli Sacerdoti, disse con molta semplicità: "
Questa mattina mi sono laureato in lettere e il voto è stato di: - 130 Summa cum laude". Era tanto buono, sorridente e generoso, ma qualche volta ci giocava degli scherzi poco simpatici, perché era capace di interrogare lo stesso alunno per due o tre giorni di seguito, per vedere se aveva studiato. Infatti noi tutti pensavamo che, una volta interrogati, il giorno dopo sicuramente non ripeteva l’interrogazione allo stesso alunno. Invece no! Ogni giorno quindi si correva il rischio di essere chiamati nuovamente, così si studiava con più impegno.
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Cappella
dello
Scolasticato

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quotidiano, e le preghiere del mattino, la meditazione che durava mezz'ora, la Santa Messa, la visita a Gesù Sacramentato a mezzogiorno, e la bella abitudine della lettura spirituale privata. Durante i sedici anni di formazione, ho letto molti libri di Santi e di Fondatori. Anche tale lettura mi lasciava nel cuore un grande desiderio di imitarli, e di essere buono e umile come loro. Attraverso il loro esempio, ho capito che le virtù che possedevano erano queste: grande fiducia in Dio e abbandono nelle Sue mani, semplicità di cuore nell’amarLo, profonda umiltà e carità immensa verso il prossimo, al punto
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da non risparmiare mai la propria salute per il bene degli altri.
Oltre a tutto ciò, il nostro Padre Maestro, P. Luciano Tavilla, responsabile della nostra formazione Religiosa e Sacerdotale, teneva ogni settimana, a turno, nelle varie classi, una Conferenza di istruzione generale. Parlava soprattutto delle virtù da esercitare, e trattava anche argomenti di cultura religiosa. Un giorno ci parlò degli Istituti Religiosi Femminili. Ad un certo punto disse: "
Per esempio, Graziotti potrebbe diventare un giorno fondatore di Suore". Ci fu una gran risata da parte di tutti. Per
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fortuna non capii allora che in quel momento fece una profezia, altrimenti sarei morto di paura. La data precisa non la ricordo, ma sono certo che ero in seconda liceo, e quindi era l’anno 1960. Precisamente dopo undici anni Gesù mi chiamò a fondare i Missionari della Fede, e in seguito anche le Missionarie della Fede.
In seconda liceo successe anche un altro fatto. Si tratta di un incarico che mi venne dato, e che era riservato a uno studente che frequentava già il quarto anno. Il P. Maestro mi nominò parrucchiere personale dei Padri della Comunità. Dalla bocca di tutti gli studenti uscì un’espressione di grande meraviglia. Ma pure io non me l’aspettavo: fu davvero una sorpresa. Forse il P. Maestro aveva deciso così, per non cambiare parrucchiere tutti gli anni. Il fatto è che, avendo tale incarico per almeno tre anni, fu per me, anche se un onore, pure un vero autentico onere, perché i cari Padri, benchè tanto buoni, per non perdere tempo durante le ore di studio o di lavoro, mi chiamavano sempre durante le ricreazioni dopo pranzo o dopo cena, per tagliare le loro belle chiomme. Ma quello che si aggiungeva di doloroso a tale lavoro, era soprattutto dover fare la chierica su certe teste mezze pelate. Era davvero un bel problema. La chierica doveva essere fatta dietro la testa cioè in vertice capitis, quindi abbastanza in alto, proprio dove inizia più facilmente la calvizie. Doveva essere bella rotonda, e non troppo grande, dal diametro di tre centrimetri circa. Che fatica facevo! Prima dovevo stabilire il posto preciso, e poi cominciare a tagliare con la punta delle forbici quei pochi capelli. Mi costava molto, perché ci voleva più tempo a fare una chierica che tagliare i capelli a due persone. Ci voleva quindi un’attenzione particolare. A quel tempo non c'era ancora stato il Concilio Vaticano II°, perciò era obbligatoria per tutti i Sacerdoti, anche diocesani, perché era un segno di distacco dalle vanità del mondo. Era bello vedere le chieriche fatte bene, belle rotonde, in cima alla testa. Quando incontravo qualche Sacerdote, mi divertivo

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P. Luigi è colui che ha la Fisarmonica
durante una passeggiata

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ni che se ne andavano nel dimenticatoio. Per fortuna che una volta alla settimana si andava a passeggio in campagna, così mi rilassavo. Durante quelle passeggiate, che in genere avevano come meta il Parco Piccolo di Monza, ricordo due episodi. Il primo è questo: un giorno passando vicino ad un boschetto, sentiamo un rumore strano. Era un fagiano che si era impigliato e non riusciva a svincolarsi. Non ci pensammo due volte ad aiutarlo, ma, invece di fargli prendere il volo, dato che nessuno ci vedeva, gi tirammo dolcemente il collo, e subito lo nascondemmo sotto la veste di un nostro compagno. A quel tempo portavamo tutti la veste, e quindi in quel caso ci fu davvero utile. Il secondo episodio riguarda proprio me. Era arrivato un inverno assai rigido, e la temperatura era scesa diversi gradi sotto lo zero. In tale condizione anche le acque dei torrentelli si erano ghiacciate. Nel Parco Piccolo di Monza (da notare che esiste anche il Parco Grande) c’era appunto un torrente, le cui acque erano diventate completamente ghiacciate. Allora approfittammo per fare delle scivolate sul ghiaccio. Salivamo sull’argine, e poi, prendendo la rincorsa, facevamo delle lunghe scivolate,

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usando solo le nostre scarpe e non altri mezzi. Ad un certo punto io persi l’equilibrio e caddi sul ghiaccio. Non mi accorsi di nulla. Mi ritrovai sull’argine sdraiato per terra. Chiesi ai miei compagni che cosa fosse successo. Mi risposero che ero caduto e che avevo perso i sensi. Mi rialzai subito in piedi, e non ripeterei mai più quel pericoloso gioco. Per fortuna non riportai nessuna conseguenza, neppure una piccola frattura, o dolori fastidiosi: potevo considerarmi, in qualche modo, un miracolato.
Tra noi tutti, sia Sacerdoti che Seminaristi, esisteva una grande armonia e serenità. Non ho mai visto nessuno litigare, anche se qualche discussione, su argomenti di Filosofia, era inevitabile. Esisteva pure tanta collaborazione nei lavori di pulizia della casa, e in altre necessità che si presentavano di giorno in giorno.
C'è da sottolineare che avevamo un Padre Maestro molto saggio e buono, che ci aiutava assai nella vita comune e liturgica.
Ci si aiutava molto anche nello studio, soprattutto in occasione degli esami. Credo che era sicuramente merito della vita di preghiera, e del nostro Padre Spirituale che ci guidava sulla via della santità. Come Padre Spirituale c’era allora Padre Edoardo Pezzotta, tuttora vivente, che non esito a definire: "
Sacerdote di grande e sincera devozione al Sacro Cuore, di spirito di sacrificio e di intensa preghiera". Quando mi recavo da lui per la direzione spirituale, ne uscivo carico di gioia e di entusiasmo per la mia vocazione, e per vivere
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Sala da pranzo dello Scolasticato

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meglio il mio spirito di riparazione e di devozione al Sacro Cuore di Gesù. Mi piaceva tanto lo spirito che ci aveva trasmesso il nostro Fondatore, Padre Leone Giovanni Dehon.
Per vivere meglio lo spirito di riparazione, ecco che un giorno il mio Padre Spirituale mi chiama e mi dice:
"Ho pensato di farti un bel regalo: un cilicio da mettere nelle gambe sotto le ginocchia". Detto ciò me lo presenta e mi chiede: "Ti piace?".
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Cilicio usato da P. Luigi
Io naturalmente risposi di sì, ma sinceramente dentro di me sentii una grande ripugnanza quando lo vidi, e mi veniva voglia di buttarlo giù dalla finestra. Però accettai come se me l’avesse dato Gesù, pensando anche ai Suoi dolori patiti durante la Sua Passione. Quando incominciai a indossarlo in tutte e due le gambe, perché era doppio, mi faceva davvero male. Quelle punte mi sembrava penetrassero nella pelle. Invece, quando li toglievo, si vedevano solo delle impronte.
Naturalmente le prime volte li portavo solo qualche
P. Edoardo Pezzotta
(
P. Spirituale di P. Luigi
durante gli studi di Liceo)
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ora di giorno, poi in seguito anche tutto il giorno, tranne la notte. Nel camminare stavo attento per non farmi accorgere che mi facevano male, quindi mi sforzavo di camminare in modo normale. Non ricordo per quanto tempo li indossai. So solo che un giorno il Padre Spirituale mi disse di non portarli più. Mi sembrò allora una liberazione. Per fortuna che eravamo durante le vacanze estive nella nostra casa di Saviore in provincia di Brescia, perché, se avessi dovuto portarli durante l’anno scolastico, non so se riuscivo a studiare. Infatti quel pizzicore alle gambe, per non definirlo con altro nome, non mi lasciava tregua, e a malapena riuscivo a pregare.
Durante le vacanze estive, che facevamo ogni anno per tre mesi, non si stava mai in ozio, ma si facevano varie attività. Io per esempio mi dedicavo, mattina e pomeriggio, alla rilegatura dei libri di studio. Infatti, al termine di ogni anno scolastico, c’erano sempre circa cento o duecento libri un po' sfasciati, e noi, durante le vacanze, li mettevamo a posto. Riuscivamo molto bene, anche perché avevamo tutti gli attrezzi necessari per la rilegatura.
La stanza, dove avvenivano i lavori, era un sottotetto, che però era comodo, e soprattutto non era turbato da nessuno. Sulla porta avevamo scritto: "
Proibito l’ingresso ai non addetti ai lavori". Infatti non entrava nessuno, anche perché avevano paura di essere ingaggiati a lavorare.
Lassù a Saviore, che si trova sulle montagne della Val Camonica in provincia di Brescia, si respirava aria pura e fresca. Si andava lassù alla fine di Giugno, e si tornava a Monza verso il quindici Settembre, perché, dopo il giorno venti, cominciavano gli esercizi spirituali in preparazione alla rinnovazione dei Voti, che avveniva ogni anno il 29 Settembre.
Durante quelle vacanze non mancavano i divertimenti e soprattutto si facevano delle magnifiche passeggiate di un giorno intero, con il pranzo al sacco. Le pinete non mancavano per divertirsi, e neppure i prati, nei quali, a volte, si andava ad

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aiutare i contadini a raccogliere il fieno. Un giorno, andando a passeggio, incontrammo un uomo, con il quale ci mettemmo a parlare di diverse cose. Ad un certo punto entrammo nell'argomento di attualità di quei giorni, e cioè, che gli Americani volevano andare sulla luna. Quell’uomo espresse il suo parere quasi negativo, perché, disse, con molta semplicità, la luna cala e cresce, e quindi se capitavano lassù quando era calata del tutto, dove sarebbero andati a finire? Allora noi li spiegammo che rimaneva sempre intera, anche se non si vedeva. Il nostro ragionamento però non lo convinse del tutto. Ci lasciammo naturalmente in buona armonia, continuando il nostro cammino.
Una passeggiata che mi piacque assai, fu quella che era riservata agli Studenti dell’ultimo anno, perché l'anno dopo non sarebbero più ritornati. Era la salita, per modo di dire, sulla cima dell'Adamello, alto metri 3500 circa, attraverso il Pian di Neve. Lassù era consuetudine assistere alla celebrazione della Santa Messa. Andammo ai primi di Luglio, in un giorno di sole splendente. Non posso descrivere l’emozione e la gioia di aver partecipato alla Santa Messa a quell’altitudine. Ricordo che facemmo anche il pranzo. Ritornammo poi a casa tutti ben abbronzati. Avevamo tutti gli occhiali del sole, altrimenti ci saremmo bruciati gli occhi a causa della neve. Fu una meravigliosa esperienza.
Una nota dolorosa che ricordo di quelle vacanze, è stata la rottura, da parte mia, di una damigiana da cinquantacinque litri piena di vino. Dal pavimento ove si trovava, volevo metterla sul tavolo senza l’aiuto di nessuno. Purtroppo non ci riuscii, e così la rimisi per terra in modo un po’ forte. Il vetro si ruppe e con mio forte rammarico vidi il vino spandersi dappertutto.
Mi recai subito ad accusarmi davanti al Superiore, il quale, un po' tra il sorriso e la serietà, mi disse di recitare in penitenza cinquantacinque "
Pater Noster" per le Anime del Purgatorio.

10^ Puntata

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"Il mio cuore è pronto per te, per te, mio Dio!
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perchè mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli"
(Isaia 61,10).



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terarie.
Dall’Ottobre 1963 all’Agosto 1966 è a Cemmo, e segue le Probande e le Educande.
Dall’Ottobre 1966 all’Ottobre 1970 è a Roma, in Via Boccea, come Maestra delle Juniores.
Dall’Ottobre 1970 all’Aprile 1976 è a Milano, dove insegna Lettere nella Scuola di Viale Cermenate.
Dall’Ottobre 1976 al Settembre 1996, è a Cemmo come insegnante di Lettere.
Dal Settembre 1996 all’Ottobre 2007, è in Inghilterra a servizio degli emigrati con la sorella Sr. Silvana.
Dal 30 Novembre 2007 è nella Parocchia di S. Andrea di Concesio (BS) dove muore la mattina del 28 Maggio 2008 verso le ore 5.00.
La camera ardente è allestita nella Parrocchia di S. Andrea, tra la sua gente.
I funerali si svolgono nella Chiesa Parrocchiale di S. Andrea a Concesio, alle ore 15.00 di giovedì 29 Maggio 2008. La Santa Messa è presieduta dal Parroco Don Piero Minelli. Fra i numerosi concelebranti c'è il fratello Padre Luigi.
Un’altra Messa viene celebrata lo stesso giorno nella Parrocchiale di Cemmo, alle ore 17,30, dal Parroco Don Albino Morosini.
Dietro suo desiderio, viene sepolta nel Cimitero di Cemmo, nella Cappella delle Suore Dorotee, e non a Capovalle dov'era nata.

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Brescia, 31 Maggio 2008.

(Lettera di comunicazione di Suor Maura, Vicaria Generale)

Carissime Sorelle,
la Madre Generale, impegnata nella visita alle nostre Comunità di formazione del Cameroun, mi ha incaricato di comunicarvi che, mercoledì 28 Maggio, all’alba, la nostra carissima Suor Fiorella Graziotti, ha concluso il suo pellegrinaggio sulla terra.
Ci ha lasciato senza preavviso. Sua sorella, Suor Silvana, alle ore 6,30, l’ha trovata ormai priva di vita. La Madonna, che lei ha tanto amato, l’avrà maternamente accompagnata nel grande passaggio, e l’avrà introdotta alla visione di Dio, alla contemplazione del Suo Volto nel giorno senza tramonto.
E’ stato un evento preparato anche se improvviso. Suor Fiorella era pronta all’incontro con il Signore che l’aveva scelta e chiamata, e che lei aveva cercato di amare, in un modo sempre più forte e più profondo, per tutta la sua esistenza.
Poco tempo fa aveva voluto rifare la sua Confessione generale. La sera prima della morte aveva espresso al Parroco il desiderio di ricevere l’Unzione degli Infermi. Una settimana fa confidava a una Suora di aver ricevuto molto aiuto da pagine di diario di un Sacerdote, che nella prospettiva di una morte vicina, sereno, apriva il cuore all’amore e alla fiducia.
Tutta la sua vita è stata una preparazione a questo incontro. Di questo suo camminare, decisa verso la meta, siamo testimoni tutte noi, sue Sorelle, e quanti l’hanno incontrata.
Ci è passata accanto sorridente, nonostante la depressione strisciante sempre in agguato, con delicata attenzione verso ogni persona, buona nel vero senso della parola.
Aveva spiccato il senso della gratitudine, e riusci

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va sempre a trovare il positivo in tutti, a perdonare, ad avvolgere le povertà degli altri in un abbraccio di misericordia, anche quando le erano motivo di sofferenza.
Semplice e umile sapeva sorridere di sé, quando le Sorelle, a volte, si divertivano alle sue spalle per le sue trovate.
La sua era un’intelligenza del cuore, e il cuore era tutto orientato al Signore e alle persone, a tutte le persone, anche a quelle che incontrava casualmente.
Le sue relazioni spesso si evolvevano in amicizia e amicizia per sempre. Scriveva per gli auguri, si faceva presente in momenti di gioia o di sofferenza, non dimenticava quanto le veniva affidato per la preghiera.
Aveva molta attenzione a mantenere limpido il cuore. Nel Diario segnava tutte le volte che si accostava al Sacramento della Riconciliazione e annotava i consigli che ne riceveva. E’ un indice significativo di un serio cammino di purificazione del cuore.
Nel cuore puro Dio si fa particolarmente presente e traspare.
Una donna di Cemmo mi confidava, parecchi anni fa, che quando vedeva passare Suor Fiorella sotto le sue finestre, avvertiva un richiamo forte alla presenza di Dio. Proprio per questo Suor Fiorella è stata un dono per noi, per le sue molte alunne, per i loro genitori, per gli emigrati italiani in Inghilterra.
Tra gli Italiani, negli anni trascorsi a Nottingham e a Londra, ha avuto particolare attenzione agli anziani soli e ammalati, ai giovani che erano lì per completare la propria formazione culturale e professionale, o per lavoro, ma anche ai giovani che, approdati nella grande metropoli in cerca di fortuna o di avventure, avevano vissuto esperienze difficili, compromettendo la salute, la dignità, l’onestà.
Sei mesi fa, dopo uno strappo dolorosissimo da tutti gli amici che lasciava a Londra, (scriveva nel diario il 31 ottobre 2007: "
Si

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parte con tanta pena nel cuore, ma abbandonate alla volontà di Dio"), approda nella Parrocchia di S. Andrea di Concesio.
Vi arriva con questi propositi:
Attenzione particolare alla preghiera;
Abbandono fiducioso e dedizione gioiosa alla volontà di Dio;
Carità nei pensieri, nelle parole, nelle opere (dal Diario, 25/10/2007).
L’ultima frase che trovo scritta nel quaderno che ho tra mano è: "Vedere Gesù in ogni persona" (dal Diario, 8/2/08).
E’ questa forse la chiave di lettura del suo modo di vivere i rapporti.
A S. Andrea di Concesio aveva fretta di conoscere la gente, di poter chiamare ogni persona per nome. Cercava di raggiungere adulti, giovani, e bambini, nel cuore, col sorriso, con uno sguardo buono, pieno di simpatia, che faceva sentire ciascuno al centro della sua attenzione. La gente ha capito. Appena la notizia della sua morte si è diffusa per il paese, moltissimi sono passati a salutarla per l’ultima volta. Ho visto tante lacrime e raccolto tante espressioni di stima e di affetto. "Era una bella persona"; "Era dolcissima e delicata"; "Sorrideva sempre e salutava tutti"; "Mi basta vederla per sentire caldo il cuore" e tante altre espressioni del genere mi hanno riempita di stupore. Sei mesi sono un tempo breve per conoscere e per farsi conoscere in un ambiente completamente nuovo per lei. Per le condizioni di salute e per l’età, non aveva assunto compiti definiti. Ma la sua era una presenza efficace per la qualità evangelica che la caratterizzava.
Sei mesi sono pochi per conoscere e per farsi conoscere, ma a lei sono bastati per lasciare un segno di bontà e di luce anche in questa sua ultima tappa.
Suo fratello, Padre Luigino, notava la coincidenza: Sr.

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Fiorella è stata battezzata il 26 settembre, giorno della nascita di Paolo VI, ed è venuta a concludere la sua vita a S. Andrea di Concesio, terra natale del Papa che lei ha tanto amato. E, con il Papa Paolo VI e i Papi che l’hanno preceduto e seguito, hanno avuto un posto particolare nel suo cuore i Sacerdoti; prima di tutto i suoi fratelli, Don Edoardo e Padre Luigino, e poi i tanti Sacerdoti incontrati nella vita. Per loro ha pregato e offerto, per loro ha avuto gesti di delicata attenzione. L’ultimo Sacerdote incontrato, in ordine di tempo, è Don Piero, il parroco di S. Andrea di Concesio, che l’aveva accolta con la sua sorella Suor Silvana il 30 novembre u.s., festa patronale del Paese.
Suor Fiorella aveva per il "
suo" Parroco grande stima, fiducia e un amore tutto particolare. Glielo esprimeva con la semplicità e lo slancio che la caratterizzavano. Ne è stata ricambiata in misura sovrabbondante. Il Parroco ha avuto per lei squisite attenzioni e, alla morte, l’ha onorata in mille modi.
Il funerale nella chiesa parrocchiale di S. Andrea di Concesio è stato semplice e solenne insieme, festoso. Erano presenti i suoi familiari, molte Suore; molti i Sacerdoti concelebranti.
La Comunità Parrocchiale ha riempito la Chiesa, quasi per un affettuoso abbraccio, e l’ha voluta accompagnare, in pullman, nel suo ultimo viaggio verso Cemmo.
Nella Chiesa parrocchiale di Cemmo l’aspettavano, per una Celebrazione Eucaristica, tante altre Suore, la gente di Cemmo e tante sue ex alunne che le hanno espresso la loro riconoscenza e il loro affetto.
Nel Diario che ho avuto tra mano, ho notato che si impegnava, per ogni sorella che moriva, a offrire un mese di preghiera. Mi ha sorpreso questo amore che va oltre la morte. Penso che ora tocca a noi ricordare lei nella nostra preghiera, e consolare la sua sorella Sr. Silvana, che tanto l’ha amata e

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aiutata.
Ricordo anche la bella tradizione di scrivere le nostre testimonianze sulle sorelle che ci lasciano. Quello che ha aiutato noi può fare bene a tante altre.
A tutte il mio fraterno saluto.
Sr. Maura
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Carissima Suor Silvana,
voglio dirti quanto ti sono vicina con l’affetto e la preghiera per la partenza nella patria Celeste della tua cara sorella. Sr. Fiorella è stata (come dice il suo nome) un fiore profumatissimo; la dolcezza del suo sorriso è nel cuore di quanti l’hanno incontrata; nel mio cuore c’è la riconoscenza di una Dorotea che, da Sr. Fiorella, ha ricevuto fiducia e grande stima, mi ha aiutato a vedere il bello che c’era in me e a trovare il coraggio di seguire Gesù.
Non la dimenticherò mai. Ora sono vicina a te che ne senti la mancanza.
Ti abbraccio fraternamente

Sr. Enrica Caminassi
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Carissima Suor Fiorella,
mi permetta di poterle dare del tu; poiché credo che attraverso l’amicizia di Cristo non manchi mai i rispetto.
Ho saputo della tua nascita al Cielo, oggi da Radio Mater, per voce di un ascoltatore di Londra. Inizialmente non capivo bene, ma i riferimenti di te e di tua sorella, erano identici a quelli che conoscevo. Oggi piove, e penso che siano gli Angeli

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a piangere, insieme a noi, la tua partenza, il triste momento di dover “caricare” i tuoi bagagli sul treno del Cielo.
Molti nascondono i sentimenti, ma piangere è essere puri di cuore. Ma perché hai voluto conoscere il tuo Amore così presto?!
Non ti conoscevo molto, ma quelle telefonate che mi facevi per sapere di mia madre… sembravano ti conoscessi da sempre.
Sembrava di parlare con un’amica, una zia che non ho mai avuto.
In quelle parole semplici, come l’acqua che sgorga da una sorgente alpina, e cariche d’amore per il prossimo, ho capito sempre di più che Dio non è una persona astratta, ma cammina nella nostra vita quotidiana, in chi ci sta accanto.
Tornando a casa ho voluto accendere il computer, e riprendere quelle foto scattate l’ultima volta che sei stata qui a casa mia. Mi rimarrà impresso quel tuo sorriso, lo stesso che hai usato quando ti ho portato alcuni miei articoli insieme a Laura a Concesio, quel saluto visto nello specchietto retrovisore, credo sia il "
sorriso di Dio" che c’era in te.
Ora, sarà Dio a prenderti per mano e a sorriderti. Tu continua ad allungare la tua mano dal Cielo per asciugare le nostre lacrime, e ad incitarmi a continuare a scrivere: tutto quello che scrivo è in realtà la matita di Dio.
Quando andrò a Temù, ti ricorderò che ti fermavi estasiata a guardare la creatività del Signore… solo un’anima semplice come la tua lascia solchi grandi sulla terra. …Grazie!

Andrea Gallini e famiglia
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Così ricordo Sr. Fiorella
Ho davanti a me il volto sorridente di Sr. Fiorella. La sento vicina, sento la sua voce dolce e attenta a rendere felici tutti. È passata in mezzo a noi come un angelo, pronta a proteggere e sostenere ogni persona che era un po’ triste. Il suo cuore grande, colmo d’amore, era pieno di quel Gesù che lei tanto amava. La sua unione intima con Lui la si vedeva trasparire dal suo volto che infondeva nel cuore serenità e pace. Sapeva cogliere le piccole cose come fiori del campo, e farne un mazzo profumato da offrire al suo Sposo.
Questo rapporto intimo con il Signore lo si notava quando pregava.
Lo sguardo era fisso al tabernacolo, e l’unione del cuore era collegata da un amore grande, che sapeva comunicare con semplicità e dolcezza. Sr. Fiorella cara, sei stata una sorella che mi ha trasmesso i doni più grandi: bontà, pazienza, dolcezza, serenità, carità, umiltà, in tono totale di te.
Non trascuravi nessuno. Il tuo sorriso era sempre pronto per dar gioia e consolazione a tutti. Quando t’incontravo, il tuo abbraccio fraterno e sincero era per me un aiuto grande, che mi penetrava dentro, e mi donava consolazione quando ero un po’ giù.
Quei pochi incontri casuali non li dimenticherò, e mi aiutano a sentirti ancora più vicina.
Sei partita in punta di piedi, non hai scomodato nessuno, il tuo Signore ti chiamava e ancora una volta hai pronunciato il tuo "
si", non volevi farlo attendere: eri pronta e Lui ti ha stretto a Sé per darti il premio che meritavi.
Così la tua vita è stata sempre un’adesione piena alla Sua Volontà, perché l’amore grande che portavi in cuore per Lui era capace di superare ogni barriera.

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La tua vita di consacrata, fatta di cose semplici, ma nello stesso tempo grandi, ti hanno fatto camminare sempre per raggiungere quella vetta dove brilla la vera gioia: il tuo Gesù.
Grazie per l’esempio grande che mi hai dato. Siimi vicina, prega per ciascuna di noi, aiutami a non aver paura nel salire la vetta, tendimi la mano e sii per me un vero angelo di luce e di speranza.
I semi sparsi su questa terra germoglieranno, e daranno fiori meravigliosi, e spargeranno quel profumo soave che tu hai messo in loro.
Sr. Matilde Cappelli
5 Giugno 2008
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Carissima Sr. Silvana,
sono in ritardo, scusami, ma ti raggiungo con il pensiero e l’affetto molte volte al giorno. Ti penso nel dolore del distacco dalla tua Fiorella, che Gesù è venuto a raccogliere come un fiore al primo mattino ancora fresco di rugiada.
L’abbraccio è stato silenzioso e veloce, ma duro quanto un’eternità.
Quel momento inaspettato e profondo certo ha ferito il tuo cuore di sorella e dei tuoi familiari. Ma per te sarà più sentito nei giorni a venire.
La vostra vita era legata da doppia vocazione; ma stai certa che la nostra Sr. Fiorella ( Voi eravate per noi tutti: le Fiorelle), non ci mancherà di attenzione, e di coraggio a te in particolar modo.
Sr. Fiorella era come l’apparire di una leggera ventata di gioia, e, se vuoi, la carezza di un profumo. Questo diceva con il suo perenne sorriso. Questo è per noi invito a diventare "
miti

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ed umile di cuore", ad imitazione di Gesù.
Cara Sr. Silvana, per me è difficile trovare la parola giusta da dirti: credo comunque che la sua parte, così veloce, ti resterà come fuoco di grande amore alle persone, nel tuo campo di lavoro apostolico: S. Andrea.
La presenza di tua sorella è, ne sono certa, un carico di fiducia di cui tutte abbiamo bisogno.
Sono anche certa che dal Paradiso muoverà incontro alla nostra Beata M. Annunciata, e ci potrà anche dare qualche nuova vocazione.
Sono anche spiacente di non poter venire a farti un po’ di compagnia… Gli anni che arrivano lasciano anche un po’ troppo debole il corpo ed io esco poco da casa. Ti seguo con tanto amore e sono certa che la nostra Sr. Fiorella è con noi.
Abbi ferma certezza. Salutami la Suora che sta con te.
Con fraterno affetto ti abbraccio

Sr. Elisabetta Cattane
(Brescia, 4 giugno 2008)
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P5 Victoria Rise
22-6-2008
Cara Sorella Silvana,
ho sentito da Gianni De Capitani che Sr. Fiorella era andata a casa senza più traslochi. Pensavamo tutti e due che quella era una vita donata!
Sr. Gemma mi ha mandato il vostro indirizzo in seguito. Le faccio le mie condoglianze per aver perso (per ora) una sorella molto dolce con cui aveva sopportato tanti disagi e tante pro

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ve. Vi ho conosciuto entrambe come magnifiche spose. Avete fatto brillare la vita intorno a voi: la separazione sarà dura il doppio.
Gianni disse che Sr. Fiorella fu chiamata nel sonno, come dice Sr. Gemma: Sr. Fiorella era pronta tutti i giorni, da tanti giorni, a ubbidire il Signore. Vi ringrazio tutte e due per l’esempio di fede e di carità che mi avete dato. La vita di Sr. Fiorella è una vita donata e completa .
Che il Signore benedica le sue lacrime Sr. Silvana, e la sua gioia per una santa Sorella. con affetto

Licia Scalotti
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Nave 28-05-2008

Carissime Consorelle Dorotee,
ho saputo proprio stamani l’improvvisa morte di Sr. Fiorella. La notizia mi ha molto sconvolto. Porgo a voi le mie più profonde e sincere condoglianze. In questo momento di prova vi sono vicino con la preghiera e con il cuore. Purtroppo a causa dell’herpes, che ho da qualche giorno, non potrò essere presente fisicamente, ma sarò presente spiritualmente. Adesso, in questo momento difficile, dobbiamo rallegrarci perché abbiamo un angelo (Suor Fiorella) che dal Cielo insieme a Gesù, a Maria, San Giuseppe ci protegge, ci sostiene, ci ama. Quando spesso parlavo con lei, sembrava che parlasse con il "sorriso di Dio": sempre sorridente, fiduciosa, e pia. La cosa che di lei mi porterò nel cuore, è il grande amore che aveva per Gesù Eucarestia; di lei mi colpiva anche il modo, così concentrato, pio, umile, in cui viveva la Santa Messa. Quando ci trovavamo a fare qualche

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condivisione spirituale, mi ricordo che quelle cose che aveva vissuto ci credeva pienamente, le diceva con tanto amore. Nelle condivisioni mi ricordo la sua devozione filiale verso Maria Santissima. Maria Santissima, che è la porta del Cielo, la casa d’Oro, possa accoglierla e portarla al trono di Gesù, Sommo amore e misericordia. Suor Fiorella era una persona di Dio. Dobbiamo prenderla tutti come esempio di santità quotidiana. Mi permetto di scrivere una preghiera per Suor Fiorella; vi prego, accettatela con amore e semplicità: "Suor Fiorella sono molto dispiaciuto di non averti salutato, prima della tua partenza nella Patria Celeste. Ti porterò nel cuore e nella preghiera. La notizia della tua morte mi ha sconvolto assai. Spero che tu possa stare nel Paradiso insieme alla SS. Trinità e a Maria, di cui avevi un amore appassionato. Ricordati di me, nel Paradiso, come Gesù ha fatto con il buon ladrone. Per me sei stata un modello di santità quotidiana. Aiutami ad amare con un amore travolgente Gesù, la Madonna e il prossimo. Aiutami ad essere semplice e umile come lo sei stata tu. Amen. Ti abbraccio. Il mio cuore sarà sempre unito al tuo".
Carissime Sorelle, dopo aver scritto questa preghiera a Suor Fiorella, concludo, anche per non annoiarvi troppo, ribadendo la mia vicinanza, e grazie anche per la vostra preghiera. Vi chiedo perdono del mio lessico, della mia scrittura un po’ semplice e non sempre corretta. Spero che riuscirete a capire e a leggere. Il Signore Dio Padre Onnipotente vi colmi del suo amore, della sua grazia e del suo Spirito Consolatore. Gesù vi doni pace e serenità, e trasformi la vostra sofferenza in amore, e lo Spirito Santo vi colmi del balsamo del suo amore per alleviare il vostro dolore. Maria Santissima Regina della pace e Consolatrice degli afflitti e Aiuto dei Cristiani, conceda a tutte la pace e la serenità di cui avete bisogno. Maria con il suo amore materno

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vi abbraccerà e asciugherà le vostre lacrime di dolore, per farle diventare il sorriso di Dio. Vi abbraccio, e mi unisco al vostro dolore: fraternamente in Cristo Gesù nostro Signore e Salvatore e Sommo Amore.
Uniti nella preghiera

Emanuele Maria De Filippo, Sdb
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"Alzati, amica mia,
perché l’inverno è passato,
è cessata la pioggia,
i fiori sono apparsi nei campi
"
(Ct 2,10-12)

Penso sia stato questo l’invito di una Voce intima sul primo mattino, a cui Sr. Fiorella subito ha risposto: "Eccomi"!
Dire di Sr. Fiorella è come pensare al cielo sereno, ai prati di primavera; ed è anche vedere non solo lei, ma le due sorelle Graziotti.
Sr. Silvana non ha udito la Voce. Per lei, solo la dura constatazione: la morte di Sr. Fiorella.
La nuova comunità di S. Andrea di Concesio l'aveva solo da sei mesi. E le due Suore, dopo il distacco da Londra, erano lì, contente di poter fare ancora un po’ di bene in mezzo alla nostra gente.
Noi Suore Dorotee eravamo abituate a vedere quello che era diventato il "
duo Fiorelle". Era bello, data la fragilità dell’una, vederla diventare vita con la sorella Silvana accanto.
Fu un momento di grande dolore quello che Sr. Silvana ha provato il mattino del 28 maggio u.s., entrando nella camera

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di Sr. Fiorella. Come riuscire a dire a tutti che Sr. Fiorella era morta?
Sr. Fiorella era una donna di grande preghiera e unione con Dio, ma anche di umano avvicinamento alle persone. Nella scuola, in ogni campo di lavoro, nelle famiglie, lungo le strade di Cemmo: tutto era terreno per tessere un dialogo che diventava, nel tempo, vera amicizia. Il "
distintivo" della sua vita era il "sorriso", che caratterizza coloro che imparano a vivere guardando al cuore mite e umile di Gesù.
Ma occorre forza per esercitare tale mitezza! Ed essa è genuina quando è radicata nella fedeltà alla propria vocazione, dono ricevuto e ridato ai fratelli in quanto figli amati dello stesso Padre.
Sr. Fiorella ha avuto una famiglia di salde radici cristiane, in cui sono nate vocazioni religiose, sacerdotali e missionarie.
La comunione dei Santi ci raggiunge sulla terra. Per questo siamo sicuri che non mancherà a Sr. Silvana la forza, la fede e la speranza anche in questo momento del vuoto che lascia “sorella Morte”.
Sr. Fiorella, lascia tra noi il tuo sorriso, perché contagi e sorregga i desideri dei giovani che desiderano seguire Cristo ma nel contempo si sentono deboli.
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Mandaci una primavera di “vocazioni”, in unione con la nostra Madre Annunciata che ora vedi con lo sguardo del Cielo.

Sr. Elisabetta Cattane
Il saluto delle ex-Alunne di Cemmo:
"A nome di tante Alunne, che negli anni 70', 80', 90' hanno

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avuto Sr. Fiorella come insegnante, vorrei dirle un grande grazie per quello che lei ha fatto per ciascuna di noi.
Grazie, Sr. Fiorella, per la tua pazienza, per la tua dedizione, per l’impegno profuso nel trasmetterci non solo il sapere scolastico, ma l’amore alla vita, la ricerca della verità, l’attenzione a tutti. Nelle feste, ci invitavi a scrivere al Papa, ai nostri Sacerdoti, e ci mettevi in comunicazione con le mie Missionarie: inoltre ci portavi a visitare gli ospiti della Casa di riposo di Capo di Ponte, perché volevi insegnarci che la vita è sempre vita, e che ogni persona ha sempre la sua dignità in quanto creatura di Dio.
Sappiamo benissimo che qualche volta ti abbiamo anche fatto disperare, e che forse non sempre abbiamo fatto tesoro di quanto tu ci hai voluto regalare, ma ti abbiamo comunque voluto bene. E adesso, nella famiglia, sul lavoro, ci tornano alla mente i tuoi insegnamenti così semplici e così profondi.
Grazie di tutto, cara Sr. Fiorella. Dal Paradiso, dove certamente tu sei, continua a ricordarci e benedici la nostra strada perché sia sempre una strada segnata dall’amore".

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Aggiornato il: 14-11-08 .


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