·La vita fu definita
un lampo nell'eterno. E la nostra umanità, per merito del dolore di cui è
pervasa, e di cui si saziò Colui che vestì la nostra carne, trascende dalla
materia, e ci porta ad aspirare una felicità oltre il mondo. Beati quelli che
seguono questa tendenza della coscienza, e guardano all'al di là dove saranno
ricongiunti gli affetti terreni che sembrano precocemente infranti.
·Sebbene lontano, non
lascerete di coltivare e rivedere ogni giorno le vostre conoscenze. Il progresso
sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è
incrollabile e incrollata, quella rivelata da Dio, la scienza dell'al di là.
·Anche l'amore
terreno Satana cercò d'inquinare, ma Dio lo purificò attraverso la morte.
Grandiosa morte che non è fine, ma è principio del sublime e del divino, al
cui cospetto questi fiori e la bellezza son nulla.
·Tutti i giovani
dovrebbero comprendere che nella pratica della continenza è il modo migliore
per tenersi lontani dalla massima malattia trasmissibile. Mantenendo il loro
spirito e il loro cuore lontano dalla turpitudine, in un esercizio di rinuncia e
di sacrificio, dovrebbero giurare di concedere la loro maturità e sanità
sessuale solamente all'essere unicamente amato.
·Non dimenticate di
alimentare l'anima col ricevere nostro Signore nella Santa Comunione, così come
alimentate - ed è vostro imprescindibile dovere - il corpo.
·Non la scienza, ma
la carità ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini
son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri,
simbolo dell'eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una
metamorfosi per un più alto ascenso, se si dedicheranno al bene.
·Che cosa possono
fare gli uomini? Che cosa possono opporre alle leggi eterne della vita? Ecco la
necessità del rifugio in Dio. Ma tuttavia noi medici dobbiamo cercare di
alleviare la sofferenza.
·Non c'è che una
gloria, una speranza, una grandezza: quella che Dio promette ai suoi servi
fedeli.
·La vita è un
attimo; onori, trionfi, ricchezza e scienza cadono, innanzi alla realizzazione
del grido della Genesi, del grido scagliato da Dio contro l'uomo colpevole: tu
morrai! Ma la vita non finisce con la morte, continua in un mondo migliore. A
tutti è stato promesso, dopo la redenzione del mondo, il giorno che ci
ricongiungerà ai nostri cari estinti, e che ci riporterà al supremo Amore.
·Ricordatevi che non
solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime gementi, che ricorrono a voi.
Quanti dolori voi lenirete più facilmente con il consiglio, e scendendo allo
spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista. Siate in
gaudio, perché molta sarà la vostra mercede; ma dovrete dare esempio a chi vi
circonda della vostra elevazione a Dio.
·Mio Gesù amore! Il
vostro amore mi rende sublime; il vostro amore mi santifica, mi volge non verso
una sola creatura, ma a tutte le creature, all'infinita bellezza di tutti gli
esseri, creati a vostra immagine e somiglianza.
·Oh se i giovani,
nella loro esuberanza, sapessero che le illusioni d'amore, per lo più frutto di
una viva esaltazione dei sensi, sono passeggere! E se un Angelo avvertisse loro,
che giurano così facilmente eterna fedeltà a illegittimi affetti, nel delirio
di cui sono presi, che tutto quello che è impuro amore deve morire, perché è
un male, soffrirebbero meno e sarebbero più buoni. Ce ne accorgiamo in età più
inoltrata, quando ci avviciniamo per le umane vicende, per caso, al fuoco che ci
aveva infiammati e non ci riscalda più.
·Ricordatevi che
vivere è missione, è dovere, è dolore! Ognuno di noi deve avere il suo posto
di combattimento.
·Amiamo il Signore
senza misura, vale a dire senza misura nel dolore e senza misura nell'amore...
Riponiamo tutto il nostro affetto, non solo nelle cose che Dio vuole, ma nella
volontà dello stesso Dio che le determina.
·Ahimè la nostra
scienza, se fosse tutta fredda e destinata solo a mantenere i minuti piaceri del
corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un'ancella del materialismo e
dell'egoismo.
·Coltivando nel cuore
rancori, si finisce per trascurare questa missione, affidata dalla Provvidenza a
coloro che assistono gli infermi; si trascurano pure gli infermi.
·Negli ospedali la
missione delle suore, dei medici, degli infermieri, è di collaborare a questa
infinita misericordia, aiutando, perdonando, sacrificandosi.
·Esercitiamoci
quotidianamente nella carità. Dio è carità. Chi sta nella carità sta in Dio
e Dio sta in lui. Non dimentichiamoci di fare ogni giorno, anzi in ogni momento,
offerta delle nostre azioni a Dio compiendo tutto per amore.
·Ogni tanto il
Signore dà un segno della sua presenza e consapevolezza. All'improvviso muore
un ammalato, che non si è saputo attrarre e circondare di cure affettuose.
Speriamo che il Signore gli sia vicino, nel momento estremo.
·Voglio ancora una
volta animare la vostra speranza, trasformarla in sicurezza, guarirete! Iddio
poi vi domanderà conto della vita che vi donerà.
·Ma è indubitato che
la vera perfezione non può trovarsi se non estraneandosi dalle cose del mondo,
servendo Iddio con un continuo amore, e servendo le anime dei propri fratelli
con la preghiera, con l'esempio, per un grande scopo, per l'unico scopo che è
la loro salvezza.
·Il dolore va
trattato non come un guizzo o una contrazione muscolare, ma come il grido di
un'anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l'ardenza dell'amore,
la carità.
·In tutte le vostre
opere, mirate al Cielo, e all'eternità della vita e dell'anima, e vi
orienterete allora molto diversamente da come vi suggerirebbero pure
considerazioni umane, e la vostra attività sarà ispirata al bene.
·Ama la verità;
mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la
verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu
sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e
tu sii forte nel sacrificio.
·Il medico si trova
in una posizione di privilegio, perché si trova tanto spesso a cospetto di
anime che, malgrado i loro passati errori, stanno lì lì per capitolare e far
ritorno ai principi ereditati dagli avi, stanno lì ansiose di trovare un
conforto, assillate dal dolore. Beato quel medico che sa comprendere il mistero
di questi cuori e infiammarli di nuovo.
·E' vero, è vero che
il giogo del Signore è leggero e soave. Quando si ama il Signore non si sentono
più pene e se ve ne sono diventano dolci. Arrivando ad amare fortemente il
Signore, si desiderano e si amano i pentimenti.
·Che la materia sia
animata da moltissime e profonde energie che la evolvono nelle sue attività e
nella progressiva complessità delle sue forme, nulla si oppone ad accogliere,
ma occorre altrettanto ritenere che questo principio di spiritualità... quest'ordine
meraviglioso, che si organizza nella materia fino a raggiungere le alte vette
della sua organizzazione più elaborata, non sia altro che l'attestazione che un
Deus absconditus regola con suprema intelligenza questo superbo edificio su cui
si eleva la vita, la quale si svolge a causa di leggi sancite dall'Alta Sapienza
che tutto muove; tanto più meravigliose quanto esse governano non solo i
colossali cosmi, ma la delicatissima trama del più microscopico elemento.
·Bellezza, ogni
incanto della vita passa... Resta solo eterno l'amore, causa di ogni opera
buona, che sopravvive a noi, che è speranza e religione, perché l'amore è
Dio.
·Ricordatevi che,
seguendo la medicina, si assume la responsabilità di una sublime missione.
Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra
mamma sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con
entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all'invidia, disposto
solo al bene.
·Il bisogno di
eternare nel marmo e nel bronzo le grandi figure scomparse, e celebrarne
l'opera, sta a dimostrare che il pensiero e lo spirito umano sono eterni.
·Gli ammalati sono le
figure di Gesù Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori, vengono a
capitare in ospedale per disposizione della misericordia di Dio, che li vuole
salvi.
·Vi garantisco che
attraverso i miei diuturni studi compiuti, e le conoscenze dei vari popoli
d'Europa e dei loro costumi, ho radicato sempre più la credenza dell'al di là;
l'ingegno umano così possente, capace di manifestazioni di bellezza e di verità
e di bene, non può essere che divino, e l'anima e il pensiero umano a Dio
devono ritornare.