Cari amici,
eccoci giunti anche quest'anno all'ultimo mese. Dice un proverbio latino: "Sic fugit irreparabile tempus: Così il tempo fugge, in modo irreparabile". Ringraziamo però il Signore che ci ha voluto bene, e che ci ha concesso di vivere fino ad oggi.
Questo mese è uno dei più belli e più cari alla Religione Cristiana, per le meravigliose ricorrenze che festeggia. La prima è senza dubbio la nascita di Gesù. Poi, in ordine di importanza, la Solennità dell'Immacolata Concezione. Quest'ultima è una festa che porta in sé tanta dolcezza. Al pensiero che una Creatura come Maria, chiamata a diventare Madre di Dio, sia stata concepita senza peccato, e quindi sia tutta purissima e ricca di magnifico splendore, fin dal primo istante della sua esistenza, ci riempie di grande commozione e ammirazione. Dio è stato tanto buono con Lei, ma anche con noi, perché ci ha preparato una Mamma talmente bella che meglio di così non poteva crearla.
Questa ricorrenza ci porta a riflettere su di una virtù molto importante, e che è preziosa anche ai giorni nostri: la purezza. Infatti il giorno otto, tutta la Chiesa canterà con entusiasmo queste belle parole: "Tota pulchra es Maria, et macula originalis non est in Te: Tutta bella sei, o Maria, e la colpa originale non Ti ha sfiorata". Veramente la Madonna è tutta bella, tutta pura, tutta santa fin dal suo concepimento. Perché Dio ha voluto che fosse così? Per farci capire quanto ama e stima la purezza, non solo dell'anima, ma anche del corpo. Infatti la purezza, che viene raccomandata nel Sesto Comandamento, ci distacca dal mondo e da tutte le sue concupiscenze, e rende l'anima nostra più serena e gioiosa. Essa ci aiuta e ci favorisce nella completa donazione di noi stessi a Dio. Ci dà inoltre la capacità di amare Dio e il prossimo, con la stessa misura con cui il Cuore di Gesù ama noi.
Ognuno di noi deve sforzarsi di vivere questa bella virtù, perché i mezzi per conservarla li abbiamo sempre a nostra disposizione. Ecco quali sono: prima di tutto la preghiera personale giornaliera, e la frequenza ai Santi Sacramenti della Confessione e della Comunione. Gesù metteva in guardia i suoi Discepoli dicendo loro: "Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Marco 14,38); il secondo mezzo è la volontà di vincere le tentazioni, perché se manca questa tutto fallisce; infine anche la temperanza e il digiuno, soprattutto nel bere e nel mangiare.
La virtù della purezza è paragonata al giglio e al suo profumo, perché da essa scaturisce un candore di paradiso. Basta guardare il volto di un bambino per renderci conto di quanto sia vera questa affermazione. Gesù ci raccomanda addirittura di essere come i bambini per avere la possibilità di entrare in Paradiso. Tutti i Santi hanno stimato, apprezzato e vissuto tale virtù, perché è quella che ci fa assomigliare agli Angeli del Cielo. Chi vive la purezza è un vero uomo forte e conserva la sua dignità. La vera dignità infatti la possiede solo chi è veramente puro nei pensieri, negli affetti, negli sguardi, nei desideri, ma soprattutto nelle azioni.
Il Signore ama la purezza, e aborrisce l'impurità. Vuole quindi che ognuno di noi vinca la cattiva tendenza della carne, perché il soddisfarla porta alla distruzione della propria personalità. Un esempio tremendo l'abbiamo in colui che fu il sostenitore accanito del libero esercizio dell'impurità: Friedrich Nietzsche. Proprio lui, infatti, che favoriva tale vizio, morì pazzo, e siccome non aveva accettato l'esistenza di Dio, ad un certo punto si prostrò davanti al suo cavallo e lo adorò.
Non può pretendere la salvezza eterna, e tanto meno alla santità, chi vive nell'impurità. Dice San Paolo che la carne ha desideri contrari allo spirito. Non si può quindi usufruire della vera amicizia di Dio, che è purezza infinita, se non si possiede tale virtù.
Ascoltiamo quanto l'Apostolo San Pietro scrive nella sua Seconda Lettera: "Dio condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendoli in cenere, dando così un esempio a quanti vivono empiamente, soprattutto a coloro che, nelle loro impure passioni, vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore. Costoro, temerari e arroganti, come animali irragionevoli, stimano felicità il piacere di un giorno, e sono tutta sporcizia e vergogna. Essi si dilettano dei loro inganni, hanno gli occhi pieni di disonesti desideri, e sono insaziabili di peccato: a loro è riservata l'oscurità delle tenebre".
Nel capitolo 21 dell'apocalisse sta scritto: "Ecco la dimora di Dio con gli uomini. Egli dimorerà tra di loro, ed essi saranno il suo popolo. Non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno. Chi sarà vittorioso erediterà questi beni. Invece per i vili e gli increduli, per gli abietti il mio omicida, per gli impuri, per i fattucchieri, per gli idolàtri e per tutti i mentitori, è riservato allo stagno ardente di fuoco e di zolfo".
Carissimi, le prime parole dell'Apocalisse, che abbiamo appena sentito, sono davvero consolanti; le altre invece incutono paura e terrore. Però, se ci sforzeremo di vivere nel miglior modo l'invito alla purezza, saranno sicuramente applicati a noi i beni che sono stati promessi a coloro che risulteranno vittoriosi.
A tutti auguro, con grande affetto, un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo nel Cuore di Gesù, con tante benedizioni a voi e a tutti i vostri Cari.
Vostro aff.mo,
Padre Luigi Duilio Graziotti
Home * Precedenti Meditazioni * Padre Luigi Graziotti * E' vicino il Natale * Fatti piccolo e sarai grande * Meditazioni per tutti * Meditazioni per Sacerdoti * Sposi Cristiani * Giovani * Bambini * Preghiere * e-mail