CIRCOLARE per il GRUPPO DI PREGHIERA «VIRGO POTENS»

(MESE di GIUGNO )

  Carissimi Amici,

il mese di Giugno è il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Conviene perciò rinnovare i nostri sentimenti di affetto e di devozione verso questo Cuore che ha tanto amato gli uomini, e che per loro si è sacrificato volentieri con la Sua Passione e Morte in croce. Dopo la Sua morte ha voluto che il Suo Cuore venisse aperto per farci capire che è pronto ad accoglierci tutti dentro quella ferita. Ma ha pure voluto dirci che da quel Suo Cuore Sacratissimo era uscito tutto il Suo Amore per noi.

Quando una persona ama apre il suo cuore agli altri, ed è pronta a donare tutta se stessa pur di farli contenti. Così fa Gesù ogni giorno con noi, non solo quando ci mantiene in buona salute fisica, ma soprattutto quando ci dona la Sua Grazia attraverso i Santi Sacramenti.

Il Cuore di Gesù vuole che tutti gli uomini siano salvi: questo è il più grande desiderio che è sgorgato dal Suo Cuore trafitto. E siccome il Cuore di Gesù è grande nella Sua misericordia, ecco che un giorno ha fatto una promessa che supera ogni misura di bontà e di amore nei nostri riguardi. Si tratta della «Grande Promessa» con la quale offre in modo facile e semplice la salvezza eterna ad ogni persona. Sicuramente molti di Voi la conosceranno già, ma mi permetto ugualmente di trascriverla qui per spiegarla meglio a chi non se la ricorda bene.

Il Cuore di Gesù dunque apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque, una Santa Monaca del Monastero della Visitazione di Paray-le-Monial in Francia, ha pronunciato dolcissime, soavissime e confortanti parole. (Assicuro che sono parole di Gesù, perciò ascoltiamole con attenzione, con fede e umiltà, perché potrebbe essere questa  l’ultima occasione che il Signore ci offre per la nostra salvezza eterna). Disse dunque Gesù alla Santa: «Io prometto, nell’eccessiva bontà del mio Cuore, che a tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si accosteranno alla Santa Confessione e alla Santa Comunione nel primo venerdì di ogni mese, l’Amore onnipotente del mio Cuore concederà il singolare beneficio della penitenza finale. Essi non morranno in peccato mortale, né senza ricevere i Santi Sacramenti, e in quegli ultimi momenti il mio Cuore sarà il loro sicuro rifugio». Che grande e confortante promessa ci ha fatto Gesù con queste parole! Lui ci assicura la salvezza eterna con poco sacrificio. Però dobbiamo ricordare bene le condizioni che Gesù richiede.

Primo: la Confessione e la Comunione devono essere fatte al primo venerdì del mese, e non al secondo venerdì, o al terzo o al quarto.

Seconda condizione: la continuità dei mesi. Si devono fare assolutamente per nove mesi consecutivi, per cui se uno tralascia uno dei primi venerdì, deve ricominciare di nuovo.

Riguardo poi alla Confessione ecco una precisazione: ci si può confessare anche nei giorni precedenti al venerdì. L’importante è ricevere la Santa Comunione in grazia di Dio. Naturalmente sarebbe meglio, se fosse possibile, fare la Confessione proprio ogni primo venerdì del mese.

Carissimi, approfittiamo di questo grande dono che ci offre Gesù e incominciamo subito fin dal prossimo mese di Luglio. Non rimandiamo la nostra decisione di iniziare questa importante pratica, perché c’è un proverbio che dice: “Chi ha tempo non aspetti tempo”. C’è pure una poesia che ci richiama all’importanza del tempo che abbiamo, e che non dobbiamo sprecare. Ecco la piccola poesia:

Vita breve; morte certa. Del morir l’ora è incerta.

Un’anima sola si ha: se si perde che sarà?

Se perdi il tempo che adesso hai, alla morte non l’avrai.

Dio ti vede. Dio ti giudicherà. O Paradiso o Inferno ti toccherà.

La cosa più importante è salvare l’anima, perché in questo mondo tutto passa e finisce: le glorie, gli onori, le ricchezze, la salute. Dice l’Imitazione di Cristo: “Vanità delle vanità; tutto è vanità fuorché amare Dio e servire Lui solo”. I Santi sono stati i veri furbi, perché hanno disprezzato il mondo e i suoi piaceri, e hanno  invece dedicato la propria vita solo al servizio di Dio e all’osservanza dei Suoi Comandamenti.

Tutte le glorie e le vincite raccolte nello sport, nelle gare e nelle competizioni finiranno nel nulla. Non bisogna attaccarsi a questo mondo a tal punto da dimenticare Dio e i nostri doveri verso di Lui, come fanno ogni domenica milioni di persone che pur di andare a divertirsi nello stadio tralasciano di partecipare alla S. Messa e ai doveri del cristiano. Che terribile giudizio avranno quelle persone! Con Dio non si può scherzare: ciascuno troverà dopo morte solo il bene o il male che avrà fatto sulla terra durante la sua vita.

Come mai mettiamo tanto fervore nel pensare alla nostra salute fisica, alla bellezza del nostro corpo, e lo curiamo ogni giorno con tanta premura pur sapendo che un giorno marcirà, e mettiamo invece poco fervore nel curare la nostra anima che durerà in eterno, e che dopo morte riceverà la ricompensa che si merita?

Riflettiamo profondamente sulle ultime due parole della poesia: o Paradiso o Inferno ci toccherà. Curiamo di più gli interessi dell’anima, così dopo la nostra morte troveremo la vera gloria e la vera felicità che durerà in eterno perché non avrà mai fine.       

Vi benedico di cuore.       

P. Luigi Duilio Graziotti

 

Carissimi, in occasione dell' anniversario della morte della nostra tanto cara e amata Madre Provvidenza che ricorre il prossimo 16 giugno, desidero farVi leggere le parole che la Madonna stessa ha rivolto  alla  Madre nell’anno 1972. Potete ascoltare queste parole al posto della meditazione del quarto mistero. La Madonna usa a volte un linguaggio antico per far capire che le parole son proprio Sue, e non inventate da Madre Provvidenza. Ascoltiamole con attenzione perché contengono grandi e importanti insegnamenti per la nostra vita. Ecco dunque cosa dice la Madonna:

Io sono la Beata Vergine del Rosario della Divina Provvidenza.

Filia, filia mia, scoti le anime, scotile forte. Dormono nel sonno de la pigrizia, de la libidine, de la ira, de la impuritade oziosa. Un Dio nacque da una Madre; si fece piccolo, povero, nulla, disprezzato da tutti li omini di quei tempi. Quando crebbe grande ebbe amicizie varie, ma non erano amicizie sincere, perché quando era l’ora de l’aiuto di bisogno si nascosero. Fratelli, la vostra unica amicizia sia Cristo, sia Gesù Crocefisso, abbandonato ne li tabernacoli in solitudo. Non pensate a li attaccamenti de li amicizie, donne con donne nelo sfogar del loro dolore, nelo sfogar de li loro risentimenti, nelo parlar e riparlar de li fatiche o de li lingue lunghe; omini in su le bettole fino a tarde ore, co’ le favelle sporche contro il Mio Nome e quello de lo Creator.  Non cercate amicizie, figli. Cercate l’amicizia de l’eternitade. Siate forti, coscienti, coerenti al perché dela vostra venuta in su sta terra. E dirai, Filia, che il Cristo, Filio mio, in ogni die di sua vita passa die di dolor, e nel Cuore di sta Madre si ricorda i dolori de la sua Passione co’ la mia Passione, sempre, ogni die, ne l’alma de li omini in peccato negro. Quando un’alma mi ha voltato le spalle, in essa vedo il mio Cristo in croce. Sì, filia, in te vedo il volto del mio Gesù, ma anche la sua Carne, anche il suo Spirto. Non lo vedo morto, lo vedo vivo, lo vedo palpitante, lo vedo lacrimare. Filia, dirai a li figli miei che sta Madre piange, che la Chiesa piange, che è ora di scoter li coscienzie. Dirai a sti figli che è ora. Dirai a sti figli che il Filio mio non ha rimandato lo chinare lo capo alla voluntade del Padre, ma che in sto tempo de li tempi li omini si vergognano a chinare lo capo a li loro padroni, i figli a li loro genitor, le spose a li sposi, li sposi a le spose, e li innocenti sono la strage de li peccati de li grandi: li doverìano pagare di carne e di spirto. Oh li innocenti in le famiglie oscure e negre! Oh li innocenti che non sanno quello che si fanno, ma lo fanno perché li genitor lo fanno. Nele famiglie ora il Vangelo non esiste più, le pagine dela Passione del mio Cristo non sono più moderne: esistono li scritti negri co’ la figura in carne rivoltata entro le carni. Vergognati o uomo!

Li omini hanno paura del dolore; lo fuggono il dolore, e solo quando c’è il dolore piegano le ginocchia, perché il dolore li fa più umani. Li omini non sono neppure umani. Se fossero umani non sarebbero dei carnefici contro se stessi; se fossero intelligenti non nuocerebbero a li loro coscienzie, a la loro eternitade. Cognoscono le cose de lo mundo come le vede lo mundo, ma non cognoscono se stessi, non vedono se stessi, credono di amare se stessi ma amano la rovina di se stessi.

Il dolore, il dolore del mio Gesù! Fallo notare il dolore; fa notare la granditudo del dolore; fa notare come il dolore fa bella l’alma; fa notare che l’omo desidera solo il piacere, ma il piacere non lo porta in gaude. Solo il dolore lo porta in gaude. E fino a quando il dolore non è stato vissuto nela alma, l’alma non si porria purificar da lo foco. Il dolore in isto mundo libera da lo foco de l’altro mundo. La eternitade è veritade. Non si pensi solo a sto mundo, ma che la eternitade è veritade, è giustizia in veritade. Dillo, o filia, che li castighi stanno sospesi ne l’aere; dillo, o filia, che la Madonna piange; dillo, o filia, che è l’ultimo appello di misericordia vocato da sta Vergine; dillo filia, dillo in nome mio, dillo che il Cuore di sta Madre pesa, pesa nel vedere li figli morti, camminare co’ lo sorriso di scherno in su le bocche. Filia, tocca li coscienzie. Ti benedico co’ la mia benedizione in eternitade.  Amen.

 

 

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