Meditazione di Maggio
Cari
Amici,
il
mese di Maggio ci invita a pensare alla Madonna, perché è il mese a Lei
dedicato.
Noi
perciò vogliamo soffermarci su di un avvenimento particolare: l’apparizione
della Madonna a Fatima, e ciò che fece vedere ai tre Pastorelli. Parlando della
necessità di pregare per la salvezza delle anime,
Gesù
parla spesse volte dell’Inferno, e soprattutto dice che molti, purtroppo,
cadono in esso. Ascoltiamo che cosa si legge nel Vangelo di Matteo: “Entrate
per la porta stretta, perché larga è la porta, e spaziosa la via che conduce
alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa”(Mt 7,
13).
Che
poi esista davvero l’Inferno, e in esso ci sia il fuoco, ecco quanto si legge
ancora nel Vangelo di Matteo: “Se
la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via
da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, piuttosto che avere
due mani e due piedi, ed essere gettato nel fuoco eterno” (Mt. 18,
8). E nel Vangelo di Marco sta scritto: “Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo; è
meglio per te entrare nel Regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato
con due occhi nella geenna, dove il loro verme non muore, e il fuoco non si
estingue” (Mc 9, 47-48).
Nella
parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro, così si legge: “Padre
Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del
dito, e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura” (Lc
16, 24). Quando Gesù parla del Giudizio Universale, ecco cosa dice a coloro che
non hanno mai fatto la carità nella loro vita, ma hanno pensato solo ad
accumulare tesori sulla terra: “Via,
lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i
suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto
sete e non mi avete dato da bere; nudo e non mi avete vestito; malato e in
carcere e non mi avete visitato” (Mt 25, 41-43). E termina dicendo:
“E se ne
andranno, questi, al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.
Per
non andare all’Inferno, è necessario, anzitutto, credere che esiste, e che
c’è anche il pericolo di andarci dentro, come purtroppo molti ci vanno ogni
giorno. Non dobbiamo aver paura a pensarci seriamente e spesse volte, perché,
quando ci troviamo nella tentazione, e stiamo per acconsentire ad essa, è
proprio il momento di ricordarci che quel peccato, che stiamo commettendo,
potrebbe essere l’ultimo, e addirittura quello che ci causa la dannazione
eterna. Ecco perché nel libro biblico del Siracide sta scritto: “In
tutte le tue opere, ricordati dei Novissimi, e così non peccherai in eterno”
(Siracide 7, 40). I Novissimi sono: Morte,
Giudizio, Inferno, Paradiso. Se non vogliamo andare incontro a
brutte sorprese dopo la morte, è necessario pensare spesso ad essi. Il loro
ricordo, non solo ci terrà lontano dal peccato, e quindi dal pericolo di una
dannazione eterna, ma soprattutto ci aiuterà a compiere opere buone, opere di
carità. Nel libro di Tobia sta scritto così: “L’elemosina
preserva dalla morte dell’anima, ottiene il perdono dei peccati e la
misericordia, e fa raggiungere la vita eterna” (Tobia 12, 9).
Che
cosa bisogna fare dunque per evitare l’Inferno e guadagnare il Paradiso? Amare
il prossimo, e aiutarlo secondo le proprie possibilità, perché, qualunque cosa
si fa agli altri, Gesù la ritiene fatta a Se stesso. Si legge infatti nel
Vangelo: “Ogni
volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più
piccoli, l’avete fatto a Me” (Mt 25, 40).
La
nostra eternità, felice o infelice, dipende da come avremo vissuto i nostri
anni su questa terra. Purtroppo molta gente vive come se non dovesse mai morire,
e soprattutto come se, dopo la morte, non ci fosse più nulla. Eppure Gesù ci
ha messo in guardia, avvisandoci di stare sempre pronti, perché la morte
potrebbe arrivare improvvisamente, come del resto succede ogni giorno a tante
persone. Dice infatti Gesù: “Anche
voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non
pensate” (Mt 24, 44; Lc 12, 40). Tutte quelle persone che muoiono
sulle strade o in altro modo improvvisamente, avranno l’anima in Grazia di Dio
per poter essere premiate con il Paradiso? Ecco allora che Gesù ci indica un
modo per guadagnarlo: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove
tignola e ruggine consumano, e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi
invece tesori in Cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non
scassinano e non rubano. Perché là dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo
cuore” (Mt 6, 19-21). Molti sono i mezzi per accumulare tesori in
Cielo, e guadagnare la vita eterna: confessarsi almeno qualche volta all’anno;
fare l’elemosina; perdonare le offese ricevute; fare qualche penitenza
corporale; essere assidui alla preghiera quotidiana; partecipare alla Santa
Messa almeno alla Domenica; evitare i divertimenti pericolosi ed esagerati;
essere fedeli al proprio dovere di lavoro e di stato matrimoniale; avere
pazienza e bontà con tutti; non dare mai scandalo, soprattutto ai piccoli;
rivolgere spesse volte il nostro pensiero a Dio durante la giornata. Ma c’è
un modo più sicuro di tutti: la devozione alla Madonna. Coloro che amano
Coraggio
dunque. PreghiamoLa spesso questa nostra buona Mamma, e un giorno saremo con Lei
per tutta l’eternità.
Vi
saluto e benedico tutti di cuore.
Vostro aff.mo,
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