Circolare per il Gruppo di Preghiera
"Virgo Potens"
Cari Amici,
eccomi di nuovo a voi
con la mia povera parola. So che l’ascoltate volentieri, e questo
m’incoraggia a mandarvi ogni mese la mia riflessione.
In questo mese di
ottobre il pensiero corre naturalmente al Santo Rosario, perché è ritenuto
da tutti come "Il mese del Rosario". Proprio oggi, sette Ottobre, primo
venerdì del mese, è la festa della Beata
Vergine Maria del Rosario. Questa celebrazione fu istituita dal
Papa San Pio V nel 1572, primo anniversario della vittoria navale riportata
dai Cristiani a Lepanto contro i Mussulmani, e attribuita all'aiuto della
Santa Madre di Dio, perché era stata invocata con la recita del Rosario.
Pensando alla bontà
della Madonna che soccorre tutti coloro che a Lei si rivolgono, voglio oggi
parlare di un mezzo che ci avvicina a Dio, e che è indispensabile, non solo
per la nostra salvezza, ma anche per la nostra santificazione.
Parliamo dunque del PENTIMENTO
DEI NOSTRI PECCATI. Tutti abbiamo bisogno di questo, perché tutti
siamo peccatori. Disse un giorno Gesù a coloro che volevano lapidare la donna
adultera: "Chi
di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei"
(Gv 8, 7). Sentendo tali parole, nessuno ebbe il coraggio di lanciarla, e così,
cominciando dai più anziani, se ne andarono tutti senza contestare, perchè
riconobbero di essere peccatori.
Dio si compiace davanti
a coloro che si riconoscono peccatori. Perciò diciamo con umiltà: "Riconosco
la mia colpa; il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di Te, contro Te
solo ho peccato: quello che è male ai tuoi occhi io l'ho fatto"
(Salmo 50, 5-6). Se Dio è benevolo con chi si pente, è ancor più buono con
coloro che, dopo il pentimento, si impegnano a migliorare la propria vita. Si
legge nel Profeta Gioele: "Or
dunque, dice il Signore, ritornate a Me con tutto il cuore, con digiuni, con
pianti e lamenti. Ritornate al Signore vostro Dio, perché Egli è
misericordioso e benigno, tardo all'ira e ricco di benevolenza"
(Gioele 2, 12-13).
Ecco allora l’invito
del Profeta: convertirsi, cambiare vita, migliorare i propri costumi, fuggire
il peccato con orrore, e aver fiducia nel perdono, da parte di Dio, delle
proprie colpe, anche se sono molto gravi, confidando nella Sua infinita
misericordia. Lui è paziente e misericordioso. Non respinge mai il peccatore
pentito, ma lo abbraccia e lo accoglie con amore. Infatti dice ancora il
Salmista: "Uno
spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore affranto e umiliato, Tu, o Dio,
non disprezzi" (Salmo 50, 19).
Se
però vogliamo ottenere il perdono e cambiare vita, dobbiamo fare noi il primo
passo verso Dio, come ha fatto il Figliol Prodigo, perché Dio non vuol
forzare nessuno a convertirsi. Lui ci offre il Suo aiuto affinché possiamo
diventare più buoni, ma tocca a noi accettarlo. Infatti ci dice nel Vangelo:
“Venite a Me
voi tutti che siete affaticate e oppressi, e Io vi ristorerò” (Mt
11, 28). E in un altro passo dice: “Se
uno Mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo
a lui, e prenderemo dimora presso di lui”(Gv 14, 23). Dunque
dobbiamo essere noi a volere la nostra conversione, e ad avvicinarci a Dio con
umiltà di cuore, come ha fatto
Ascoltiamo ora che cosa
vuol dire Gesù al nostro cuore: che
cosa aspetti
figlio mio a
cambiare vita? Perché non ti metti a posto con la tua coscienza? Pensa ai
peccati che hai sull’anima. Se in questo momento venisse a coglierti la
morte, dove andresti a finire? La vita non è nelle tue mani, ma nelle Mie. Se
Io volessi potrei farti morire oggi stesso. Perché non ti avvicini a Me? Io
ti voglio tanto bene, e desidero la tua salvezza eterna. Non sai che Io ti
penso sempre, in ogni istante della tua vita? Perché ti confessi raramente, o
addirittura mai? Perché non frequenti
Figlio,
sono Io che in questo momento busso al tuo cuore, e ti dico ancora una volta:
cambia vita intanto che hai il tempo, perché se muori improvvisamente e cadi nell’Inferno,
ci dovrai rimanere per tutta l’eternità.
Carissimi Amici,
accogliete queste mie parole, frutto del mio sincero amore per voi.
Ricordiamoci reciprocamente nella preghiera affinché un giorno possiamo
godere insieme, in Paradiso, la beatitudine eterna.
Vi saluto e benedico
tutti di cuore.
Vostro aff.mo,
Padre
Luigi Duilio Graziotti



