CIRCOLARE per il GRUPPO DI PREGHIERA «VIRGO POTENS»

(MESE  di  MAGGIO 2006)  

Carissimi Amici del Gruppo di  Preghiera  

Virgo Potens”.  

il mese di Maggio ci fa pensare ogni anno alla Madonna, e, qui in Italia, anche ad un Maggio pieno di prati e alberi in fiore, e di canti che esplodono, in tutta la natura, fin dalle prime ore del mattino.

Tra tanti fiori, ce n’è uno però che è il più vero, il più autentico, più grande ed eccellente: quello che ci è stato donato dalla Madonna: Gesù. Scrive San Paolo nella Lettera ai Filippesi: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei Cieli, sulla terra, e sotto terra” (Fil 2, 10). Gesù dev’essere quindi il centro della nostra attenzione, il nostro continuo pensiero, il nostro affetto più grande. Mentre l’amore che riceviamo dalle creature è, tante volte, ingannevole e incostante, l’amore di Gesù invece è fedele e dura per sempre. Teniamo quindi per amico solo Gesù, perché Lui non ci abbandonerà giammai, né permetterà che abbiamo a perire. Infatti Lui solo potrà aiutarci, allorché gli altri ci verranno meno. Che lo vogliamo o no, dovremo un giorno separarci da tutti: amici, parenti e conoscenti.

Gesù però non vuole che amiamo qualcuno al di sopra di Sé. Egli vuol possedere il nostro cuore in modo totale, e abitarvi come un re. Perciò non appoggiamoci agli uomini escludendo Gesù, perché «tutti i mortali sono come l’erba, e ogni loro splendore come fiore d’erba» (1Pt 1, 24). Se cercheremo consolazione e profitto nelle persone, e ad esse ci attaccheremo morbosamente, ne avremo molto spesso un danno. Infatti, se l’uomo non cerca Gesù, nuoce a se stesso più di quanto potrebbe nuocergli la perdita del mondo intero. Sta scritto nel Salmo 34: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in Lui si rifugia!” (Salmo 34, 9).

Quando in noi è presente Gesù, tutto è bello, e proviamo grande gioia; se invece non possediamo Gesù, siamo privi di ogni consolazione. Come è arido e aspro il nostro cuore quando siamo lontani da Gesù. Essere senza di Lui è un duro inferno; essere con Lui è un dolce paradiso. Chi possiede Gesù, possiede un grande tesoro. Senza Gesù non si può essere felici, ma si è tristi e desolati, e tante volte anche disperati.

Sia caro a noi solo Lui. Lui dev’essere amato per Se stesso; tutti gli altri si devono amare solo in Lui, con Lui e per Lui. Se vogliamo pienamente gustare «com’è soave il Signore» (Sal 33, 9), dobbiamo essere liberi  interiormente.

Ecco cosa ci dice l’Imitazione di Cristo nel Libro Secondo, nei capitoli undicesimo e dodicesimo: “Coloro che amano Gesù per Gesù, Lo benedicono sia nella tribolazione, sia nell’angustia del cuore. E anche se Gesù non dona loro consolazioni, ugualmente Lo lodano e ringraziano. Quanto è grande la potenza di un amore sincero verso Gesù, non unito ad alcun interesse ed egoismo! Sono veri mercenari tutti quelli che vanno cercando sempre consolazioni, e si dimostrano più innamorati di se stessi che di Cristo.

Oggi Gesù trova molti innamorati del suo regno celeste, ma pochi pronti a portare la sua croce. Trova molti desiderosi di consolazione, ma pochi desiderosi della tribolazione. Molti desiderano godere con Lui, pochi vogliono soffrire per Lui. Molti seguono Gesù fino alla distribuzione del pane, quasi nessuno invece fino al momento di bere il calice della passione. Molti guardano con venerazione i Suoi miracoli, ma pochi seguono l’ignominia della croce. Molti lodano Gesù e Lo benedicono quando ricevono da Lui qualche consolazione, ma se Gesù si nasconde e li lascia soli per un poco, subito si lamentano, si scoraggiano, e sono pronti ad abbandonarLo.

A molti sembra duro questo parlare: rinnega te stesso, prendi la tua croce e segui Gesù (Mt 16, 24). Ma sarà molto più terribile sentirsi dire: via da me, maledetti, nel fuoco eterno (Mt 25, 41). Quelli che ora amano volentieri e seguono la via della croce, non temeranno di sentire tale sentenza d’eterna dannazione. Infatti, quando Gesù verrà a giudicarci, la croce apparirà nel Cielo. Allora tutti coloro che si saranno conformati a Gesù crocifisso, si accosteranno a Lui come giudice con grande fiducia e gioia”.

Carissimi, termino assicurando a tutti la mia preghiera, affinchè ci sia concesso di trovarci un giorno tutti insieme in Paradiso.

Vi benedico e saluto di cuore.

Vostro aff.mo,

 

P. Luigi Duilio Graziotti

 

 

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