Maggio 2004
Carissimi
Amici,
siamo nel mese di Maggio, mese dedicato alla Madonna. Dobbiamo perciò soffermarci a meditare almeno una delle virtù praticate da Lei: il silenzio.
In questo nostro tempo si può dire che tale virtù è molto dimenticata, perché al posto del silenzio, del raccoglimento, della meditazione e della riflessione regnano il rumore, la spensieratezza, lo svago, la turbolenza. Proviamo a pensare anche solo al rumore degli autoveicoli, dei motori e motorini che circolano notte e giorno, alle discoteche, agli stadi, ai luoghi di ritrovo e di divertimento. Pochi purtroppo, anzi pochissimi amano il silenzio. Alcuni lo cercano andando in montagna, ma anche lì tante volte non esiste. Se si vuol trovare un po’ di silenzio bisogna proprio entrare nelle Chiese.
Ma perché non regna più il silenzio soprattutto quello interiore? Diciamolo chiaro: non dipende solo dal motivo del lavoro o del correre qua e là a causa della vita frenetica, ma, secondo me, è perché non si desidera più incontrare Dio nella nostra anima. Si ha paura di riflettere, di meditare, di pensare a Dio perché ciò comporterebbe il cambiamento di vita. Non si vuol pensare alla vita eterna, al giudizio di Dio, e tanto meno a ciò che è peccato. In tal modo si dimentica Dio e le Sue leggi, e quindi tutto diventa lecito, tutto è permesso: i peccati impuri, le convivenze fuori dal Matrimonio, gli aborti, i divorzi, i tradimenti, i furti, gli omicidi e i suicidi, gli scandali, le cattiverie, le vendette, i soprusi e le minacce, e tanti altri peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. La società moderna purtroppo tante volte trascina verso questi mali, e non ci si accorge che la via che si percorre è quella che conduce alla perdizione.
Ecco allora che ci viene in aiuto il silenzio della Madonna. Il Suo silenzio La favoriva nel Suo colloquio continuo con Dio, La aiutava a pensare e a gustare Dio nel Suo cuore. Nessuno sapeva quanto la Madonna parlava con Dio, e quanto intenso era il Suo amore per Lui. Stimava ed amava il silenzio come il pane quotidiano della Sua anima. La Madonna non perdeva mai il tempo in chiacchiere inutili e tanto meno in critiche o conversazioni fuori posto.
Il tempo che abbiamo a disposizione è sacro, e non si può buttarlo via in chiacchiere per le strade, per le piazze, nelle case, in dicerie, in calunnie, in brontolamenti, in maldicenze, in critiche, in litigi, o addirittura in bestemmie, o imprecazioni, o maledizioni, o anche in racconti osceni. Si deve parlare solo quando e quanto è necessario, e fuggire le chiacchiere che ci fanno perdere il tempo.
Ascoltiamo ora quanto Gesù ha fatto scrivere a Madre Provvidenza proprio sul silenzio e sulla preziosità del tempo. Ecco le parole testuali che Gesù ha dettato a lei: «Predica, o Amata, che lo tempore è sacro; e lo tempore che li om o li femmine passano par le vie o par le case con le chiacchiere vane, sarìan da sto Iudice Eterno contate come peccati magni. Il passo, par le vie, doverìa esser svelto, e non fermarsi a chiacchierar su tutte le inutilitade e le vanitade. Predicalo, figlia mia! Io non vorrìa esser in li vestiti di chi spreca lo tempore prezioso. Lo tempore, si alcuno lo porrìa aver, lo doverìa adoperar in prece o in meditazione. O, si tante femmine che non sono né di Cristo, né del Padre, né dello Spirito Paracléto, fosser almeno de lo diabolo, non mi farìan perder lo tempore. Ma iste femmine da lo diabolo anderìan a finire tutte, perché ripugnano a ista Iustizia, la quale ha creato isto mundo senza perdita di tempore, e, senza riposar, ogni die lo partorisce in grazia. Una parola, uno passo, uno sguardo di pigrizia sarìa pagato con giustizia. Quando una femmina incontra un’altra femmina che le farìa perdere lo tempore, doverìa saper che di scandalo ella perirà».
Abbiamo sentito che cosa ha detto Gesù? Ebbene, molti sono i peccati che si commettono con le chiacchiere e nella perdita di tempo. Se noi sapessimo quanto è prezioso ogni istante della nostra vita non ne perderemmo neanche uno. Viviamo una sola volta su questa terra, e dopo la morte non avremo più neanche un minuto per guadagnar meriti o per salvarci l’anima. Preoccupiamoci dunque di occupare bene il nostro tempo e di non perderlo, perché da come lo vivremo dipenderà la nostra condizione eterna nell’aldilà.
Preghiamo Dio nel nostro cuore durante il lavoro, colloquiamo spesso con Lui come facevano i Santi, e verrà il momento alla nostra morte che raccoglieremo frutti abbondanti per la vita eterna.
Vi benedico tutti di cuore.
P. Luigi Duilio Graziotti