Meditazione di Settembre
Cari amici,
il mese di Settembre ci porta a riflettere sui dolori di Gesù e di Maria SS.ma.
Infatti il quattordici si festeggia l'esaltazione della Santa Croce, e il giorno
dopo ricordiamo la Festa di Maria Addolorata.
In ambedue le ricorrenze viene ricordato l'amore con il quale Gesù e la Madonna
hanno accettato, dalla Volontà del Padre Celeste, tutte le sofferenze della
vita. E siccome loro ci hanno dimostrato in tal modo un grande amore, noi
dobbiamo ricambiarlo, facendo un sincero esame di coscienza della nostra vita, e
mettendola a confronto con la loro, tanto dolorosa. Ascoltiamo allora quanto ci
dice Gesù. "Figlio mio, quando ero nell'orto degli ulivi, accettai volentieri la
volontà del Padre, con tutte le sofferenze che si presentavano davanti a me, e,
pur vedendo tutti i tormenti della mia passione ormai vicina, non mi ribellai.
Tu invece, come ti comporti quando arrivano delle sofferenze nel tuo corpo, o
nella tua Famiglia, o nel tuo animo? Tante volte ti ribelli, ti lamenti, o
addirittura mi bestemmi, imprechi contro la mia Volontà, e non accetti nel modo
più assoluto il tuo dolore. Come può dirsi cristiano una persona così, come sei
tu? Io ho detto nel Vangelo: - Chi vuol venire dietro a me, rinneghi stesso,
prenda ogni giorno la sua croce e mi segua (Lc 14, 23) - . Non ti ricordi più di
questa raccomandazione? Se porterai ogni giorno la tua croce volentieri, come ho
fatto io sulla via del calvario, e non per forza, vorrà dire che mi ami davvero,
altrimenti il tuo amore per me sarà falso, e solo a parole.
Poi sono stato preso e portato davanti ai Sommi Sacerdoti, e accusato
ingiustamente, con ira, con rabbia, con odio, con cattiveria, con falsità. Però
non mi sono difeso, ma ho accettato tutte le accuse in silenzio. E tu, che vai
in Chiesa e ascolti la Messa, ti confessi e preghi, come ti comporti quando
qualcuno ti offende? Subito ti lamenti, addirittura rispondi male, e tante volte
nutri vendetta nel tuo cuore, pensando che, alla prima occasione, gliela farai
pagare. E non solo, ma addirittura lo privi del tuo saluto, e anche del tuo
aiuto qualora ne avesse bisogno. Perché invece non mi ringrazi che ti offro
l'occasione per perdonare, e così guadagnare tanti meriti per il Paradiso? Come
sei ingrato verso di me. Io per tuo amore ho accettato tutto, tu invece alla
prima offesa ti ribelli e ti vendichi. Ricordati di queste mie parole: -
Se voi
perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a
voi (Mt 6,14) - . Io amo le persone buone, che sanno accettare con sorriso e
bontà anche le umiliazioni più dure. Invece quanta superbia e cattiveria c’è
pure in coloro che dicono di essere religiosi e miei amici. Basta toccarli nel
loro orgoglio che subito scattano come serpenti, anche solo per aver ricevuto
una piccola offesa, o un richiamo. Purtroppo quasi più nessuno vuol ammettere i
propri sbagli, neanche quelli che sono i più evidenti. Tirano in campo mille
scuse per difendersi, e per non riconoscere che hanno sbagliato, anzi si
arrabbiano come cani se si sentono rimproverati.
La personalità sta diventando un idolo molto pericoloso, a tal punto che neppure
i minorenni possono essere più richiamati ai loro doveri, essere corretti o
castigati. Se sulla terra si andrà avanti di questo passo, la società diventerà
un'anarchia, e si arriverà all’autodistruzione.
Quando poi sono stato portato davanti a Pilato, e ho sentito che i Giudei
preferivano Barabba al posto mio, ho accettato tutto in silenzio. Allora ho
pensato a quelle persone che si arrabbiano perché si sentono messe al secondo
posto. Vorrebbero essere le prime, le più importanti, e ne hanno a male se sono
poco considerate dagli uomini. In tali persone mi sembra di vedere quei Farisei
ipocriti e superbi, che preferivano i primi posti nelle Sinagoghe e nei
banchetti, ed essere chiamati Maestri dalla gente. Io, nonostante fossi
innocente, sono stato posposto ad un assassino; tu invece ti senti umiliato
perché qualcuno non ti riverisce, o non ti considera più importante degli altri.
Vergognati, tu che dici di essere mio seguace e fervente cristiano, e poi sei
così permaloso da averne a male perché qualcuno ti ha fatto un torto. Quanta
superbia c’è in te! Ricordati che se vorrai venire in Paradiso, dovrai mettere
in pratica quanto ho scritto nel Vangelo: - Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno, e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa
mia (Mt 5,11) - ; e anche - Chi si umilia sarà esaltato (Lc 14,11) - .
I Santi, credendo alle suddette mie parole, andavano alla ricerca delle
umiliazioni, e le accettavano con tanto amore. Molte persone invece hanno paura
delle umiliazioni, e le fuggono come se fossero la distruzione della propria
personalità. Dovete morire al vostro io, al vostro orgoglio, alla vostra
superbia, se volete venire in Paradiso a regnare con me".
Carissimi, la conclusione la lascio a ciascuno di voi. Da parte mia vi assicuro
la mia preghiera per tutte le vostre intenzioni, e soprattutto affinché Gesù
conceda a tutti noi di capire quanto è preziosa l’umiltà, e soprattutto l’essere
umiliati, perché solo così potremo entrare in Paradiso.
Vi saluto e benedico tutti di cuore.
Vostro aff.mo,
Padre Luigi Duilio Graziotti
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