Carissimi
Amici del Gruppo di Preghiera “Virgo Potens”,
anzitutto un caro
saluto a tutti voi, che partecipate con buona volontà e assiduamente a questi
incontri di preghiera. Sappiate perciò che in mezzo a voi c'è sempre la
nostra cara Madre Provvidenza che vi guarda con tanto amore e vi ammira.
Conosce di ciascuno i problemi fisici, spirituali e familiari. Conosce anche
le vostre malattie, le vostre lacrime, i vostri desideri, e le vostre
sofferenze. E allora in questo momento lei vi parla e vi dice: "Coraggio figlio mio, perché il Paradiso è
così bello, di una felicità e di uno splendore così grandi, che un giorno
benedirai il Signore per averti concesso di soffrire sulla terra. Accetta
allora con pazienza tutti i dolori come ho fatto io. Non respingerli, non
lamentarti, non aver paura di soffrire, perché la sofferenza è il più
grande dono che Dio ti possa fare. La gloria qui in Paradiso è proporzionata
alle sofferenze avute sulla terra. Non sono soltanto le preghiere che hanno
formato i Santi, ma soprattutto i patimenti accettati con amore. Qui in
Paradiso è Gesù che ha la più grande gloria, perché è Lui che ha sofferto
più di tutti. Poi viene
« Figlia
mia, tu stai passando tutti i dolori della mia Passione. Io solo li posso
conoscere, perché prima di te li ho sofferti Io. Sta scritto che i dolori che
provi nel tuo petto sono i settantasette colpi che Io, sulla croce, ho preso
dai miei crocifissori. I dolori che senti sulle tue spalle sono i pesi dei
peccatori. I dolori che senti nelle tue mani e nei tuoi piedi sono i dolori
dei chiodi che tu porti. I dolori del tuo ventre sono i calci che Io sulla via
del Calvario ho ricevuto dai piedi dei miei aguzzini. I dolori della tua
schiena sono le battiture della Mia flagellazione. I dolori delle tue braccia
e delle tue gambe sono i pugni e le percosse che Io ricevetti durante
Figlia mia, i dolori che provi nelle tue
intimità, e che sono i più dolorosi, li provai Io sulla croce, quando
ricevetti gli strappi che mi fecero i miei carnefici, e che furono in numero
di novantatre. I dolori che provi nel tuo corpo sono i colpi che ricevetti Io
quando mi ficcavano le spine nel mio capo con il martello: questa è la corona
di spine che tu porti nel tuo capo. I dolori che provi nei tuoi occhi sono i
tormenti delle sofferenze che provai sull’albero della croce. La tua cecità,
o figlia, rappresenta le anime negre che tu devi convertire con la tua
sofferenza. I dolori che provi nella tua bocca sono i dolori che provai nella
mia lingua arsa di sete: essa è la tua stessa sete. I dolori che provi nei
tuoi denti sono i colpi che Io presi nella mia bocca: sono in tutto centotre.
I dolori che provi nelle tue orecchie sono i pungoli dei chiodi che mi hanno
ficcato dentro i buchi e sono diciannove. I dolori che senti nel tuo naso sono
i pugni che Io presi su di esso e sono quarantatre.
I dolori che provi sotto le tue unghie sono le
punture che mi fecero con i chiodi i miei aguzzini: nel dito più grosso del
piede destro ricevetti quarantatre punture; nel secondo dito ne ricevetti
ventinove; nel terzo dito ne ricevetti trentuno; nel quarto dito ne ricevetti
undici; nel quinto dito ne ricevetti sei. Nel dito grosso del piede sinistro
ricevetti quarantatre punture; nel secondo dito ne ricevetti diciannove; nel
terzo dito ne ricevetti quarantasette; nel quarto dito ne ricevetti
cinquantuno; nel quinto dito ne ricevetti sette.
Nel dito grosso della mano destra ricevetti
quattrocentoundici punture; nell’indice settecentoquindici; in quello di
mezzo ottocentotre; in quello vicino novantanove; in quello piccolo centodue.
Nel dito grosso della mano sinistra ricevetti ottantasette punture; in
quello vicino centoquaranta; in quello di mezzo trecentosette; in quello
successivo ricevetti ottanta punture; e nell’ultimo, il più piccolo, ne
ricevetti cento. Il martirio
sotto le unghie, è durato un’ora e quarantasette
secondi ».
Carissimi, i
dolori di Gesù e di Madre Provvidenza ci siano di conforto e di sostegno
nell’accettare con amore le nostre piccole sofferenze quotidiane.
Vi saluto e
benedico tutti di cuore.
Vostro aff.mo,
Padre Luigi Duilio Graziotti
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