Distaccati dalle vanità della vita  

 

Eccomi qui. Ogni nostro incontro è un dono di Dio, perché la mente si apre alla conoscenza ed il cuore all’amore.

Ogni tanto questo corpo mortale ha sonno ed ha bisogno che qualcuno lo scuota al suono della sua venuta per dirgli: «Polvere tu sei e in polvere tornerai» (Gn 3,19).

Il nulla di una vita che fugge e che porta con sé solo lo spirito con i suoi meriti, ricorda a ciascun uomo che tutto quel che ha non è niente in confronto a quello che può avere.

Anche se la vita è un soffio di vento, tuttavia ogni istante lascia cadere sulla terra un seme destinato all’eternità.

Esci, fratello, dalla tua pigrizia, e ravvediti nell’umiltà di una creatura soggetta ad un Creatore, obbedendo volentieri alle Sue leggi, senza por discussioni o risentimenti.

Dimentica e dimenticati, senza pensare dove vai e cosa fai.

Lasciati condurre da Colui che conosce la via che devi seguire e la pace che devi avere. Sii indifferente a chi ti offende e passa oltre. Guarda piuttosto questa mèta che si chiama Mistero ma che esiste, perché è pur vero che Dio ti ha fatto.

Nulla ti appartenga di più caro di Lui, perché la soavità del tuo vivere esce dall’amabilità del Suo Cuore.

Se tu sarai con Lui, Lui sarà con te, e insieme gusterai l’amore. La Sua grandezza si farà piccola ed il tuo nulla ti innalzerà ad esserGli figlio fedele e custode dei Suoi segreti.

In questi mesi abbiamo lasciato l’estate e l’autunno è avanzato come quelli passati, con le sue foglie cadenti, e ci dice che l’inverno è prossimo, così com’è della morte dopo la vita.

Fratello, noi stiamo camminando anche se siamo seduti. L’orologio muove i suoi tocchi, la notte s’avanza ed il giorno ritorna, il calendario gira pagina: ecco un anno passato che non ritornerà più.

L’uomo, re del creato, si lascia calpestare dagli altri uomini, e sotto la neve riposa, mentre ricorda la terra sulla quale ha pregato, pianto, amato, tradito, portato più o meno volentieri la sua croce.

Forse, se potesse ritornare vivrebbe meglio i suoi giorni, ma quel treno non ritorna più indietro. Lui è ormai giunto alla stazione eterna.

Ma perché tanto affanno e tanta agitazione, se il nostro vivere è un cammino verso la città eterna, un cammino di cui non conosciamo la durata, che può essere lunga o breve?

Ma crediamo o non crediamo che abbiamo l’anima da salvare? Se crediamo perché perdiamo tempo? Se non crediamo, perché siamo così ignoranti da non essere capaci di non morire? Perché vogliamo degradarci sino ad essere dei semplici animali senza cognizione?

Dio c’è… è mio Padre ed io sono Suo figlio; mi rivolgerò a Lui per qualunque problema e difficoltà, nella certezza che non rimarrò deluso. «Venite a Me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, ed Io vi ristorerò»      (Mt 11,28).

Dopo una calda estate ti sei incamminato in un dolce autunno. L’autunno porta alla meditazione, al ripensamento dei bei giorni trascorsi nelle vacanze estive, al bene fatto e al male compiuto, forse verso persone che ti hanno amato, aiutato, difeso, e si sono fatte scudo per la tua salvezza.

In un momento d’ira, di invidia e di cattiveria forse hai usato il piccone verso di loro per voler dimostrare la tua supremazia, ma Dio, Padrone assoluto delle Sue creature, ti ricorda: «Ama il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22,19), poiché se non  ami  il  tuo prossimo che vedi, come puoi  dire  di  amare  Dio che non vedi? (cfr. 1 Gv 4,20). Eppure frequenti la Chiesa, detti leggi, ma tu non le osservi.

La prima legge è la carità, l’amore verso i fratelli. Se manchi di carità, non solo non ami i fratelli, ma neppure ami te stesso.

Amare se stessi significa volere il proprio bene. E quale è il bene più grande della propria salvezza eterna? «Che cosa giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi si perde o rovina se stesso?»  (Lc 9,25).

Tu che scruti la vita del tuo fratello e cerchi di trovare la pagliuzza nel suo occhio, mentre non vedi la trave che sta nel tuo (cfr. Mt 7,3), non sei nella carità. Chi non è nella carità non è in Dio, non vive con Dio e non lavora per Dio.

Anche se tu predicassi tutto il giorno, ma non vivessi quello che predichi, saresti un povero cembalo sonante, la cui fine sarà la morte eterna.

Questo mondo non deve essere una rivalità, una gara per apparire uno più potente dell’altro.

La Madonna con il Suo tallone ha schiacciato Lucifero, l’angelo delle tenebre, perché lui voleva prendere il posto di Dio.

All’uomo spetta solo battersi il petto e confessare le sue quotidiane colpe.

Il sapiente pensa a vivere bene la sua vita, mentre l’ignorante perde tempo a scrutare l’operato altrui.

Se sei cristiano guarda Cristo sull’albero della croce e fa quello che Lui ha fatto. Non agire come il cattivo ladrone o addirittura come Giuda o come Pilato.

Non inginocchiarti nel banco della chiesa con l’anima sporca, e non appressarti alla Mensa Eucaristica senza prima aver fatto pace con tuo fratello (cfr. Mt 5, 23-24). Chi porta odio nel cuore non può ricevere il perdono dei suoi peccati. Devi essere pentito d’aver fatto il male e devi porre rimedio, poiché se non ricostruirai ciò che hai distrutto, Cristo non ti riedificherà, e sarai un povero uomo che si spegnerà ai piedi della giustizia divina.

Buon autunno e santa risurrezione. Cerca di pensare a quel giorno in cui lascerai tutto e tutti, e nelle tue mani porterai quel poco di bene che avrai fatto. Sarà quello che parlerà al Signore di te e che ti aiuterà ad entrare nell’eternità beata. Non sono certamente i cumuli di peccati che aprono le porte del Paradiso: anzi, quelli sono il tormento degli ultimi giorni della vita, e procurano un’agonia dolorosa.

Amico, lavati l’anima e non aspettare quel giorno, perché dopo la tua morte ci potrebbe essere chi ti mette volentieri sotto i piedi ed invochi Cristo che compia la Sua giustizia su di te, mentre invece se avrai vissuto una vita buona, tutti ti ricorderanno e pregheranno volentieri sulla tua tomba, invocando, sulle tue piccole infedeltà, perdono e misericordia.

È vero che Dio perdona a tutti, anche al più grande peccatore, però il peccato dell’ostinazione è uno dei peccati contro lo Spirito Santo. Dice Isaia: «Questo popolo mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da Me» (Is 29,13).

  Madre Provvidenza

 

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