Saremo giudicati sulla carità!

 

Se conosci un malato vai a visitarlo, e non perdere tempo nell’ozio e nel vizio.

Impara da tua madre a far le faccende di casa, perché più avanti nell’età ciò che avrai imparato ti potrà servire.

Amico, diletto del mio cuore, tu sei ogni momento nella mia mente, e sulle mie labbra ogni giorno compare il tuo nome perché sei un benefattore, un fratello che ha bisogno, una persona per la quale devo pregare, un figlio sperduto nel mondo, un’anima bisognosa di conversione.

Sappi, amico carissimo, che c’è una mietitura anche per lo spirito. Non dimenticarti di raccogliere per quando ne hai bisogno. Anche lo spirito deve essere alimentato. È molto importante conoscerti e curarti le ferite del peccato.

È molto importante anche per conoscerci e per scambiarci tutti quegli aiuti necessari per camminare e servire il Signore.

Siccome Gesù dice che alla fine della vita saremo giudicati sulla carità, è necessario operare carità su questa terra per non trovarci poi a mani vuote all’incontro con Dio nell’eternità.

Se vuoi puoi avere il tuo piccolo salvadanaio con i risparmi di ogni giorno.

Ecco il soldino depositato perché il Missionario faccia un passo di più nella foresta alla ricerca del bimbo smarrito, del mendicante, del fratello pieno di piaghe, di chi non ha un tetto, una famiglia, di chi ancora non conosce l’Amore perché non sa che c’è un Dio.

È dovere di ciascuno di noi aiutare il Missionario per poter avere il perdono dei nostri falli.

Quando bevi un sorso d’acqua fresca pensa al Missionario che con i piedi scalzi va alla ricerca di una sorgente che non trova, e forse deve abbeverarsi in una pozzanghera.

Guardalo quell’uomo. In lui vedi le sembianze di Cristo: Cristo abbandonato… Cristo nel Getzemani… Cristo ai Tribunali… sulla via dolorosa, sulla croce dove grida: «Ho sete!» (Gv 19,28).

Quanto ha da soffrire il Missionario! Non sempre riesce ad avere una povera stuoia per trascorrere le sue notti, ma il più delle volte dorme sotto la rugiada con la mano stretta alla sua croce, quasi per ricevere la forza di continuare il suo cammino tra le spine.

Non sempre le sue scarpe sono buone…

Caro amico, tu senti il caldo nella tua casa dove hai tutti i conforti.

Pensa al Missionario che, sotto il sole cocente, forse anche senza cappello, sale e scende tra i dirupi  che percorre con tanta fede, e arriva a quella capanna dove un poveretto sta morendo per dargli l’olio degli infermi.

Se noi ci sentiamo fratelli è anche necessario che dobbiamo condividere pene e dolori come figli dello stesso Padre, perché anch’essi hanno diritto di sedere alla nostra mensa.

Chi ha di più, dia a chi ha di meno.

Quando dormi pensa a chi non ha un giaciglio per dormire, quando mangi pensa a chi non ha un pane da mangiare. Così potrai liberarti dall’ingordigia e unirti ai fratelli di tutto il mondo, anche a quelli che si trovano a combattere nelle guerre, a chi è in carcere innocente, a quei malati incurabili, ai soli abbandonati e anche alle Anime del Purgatorio che stanno scontando le pene dei loro peccati.

Madre Provvidenza 

 

 

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