Grazie,
Signore, del dono della vita; grazie d'avermi preso come
amico; grazie delle confidenze che mi hai fatto e mi fai,
dell'amore che mi dai, dei consigli, degli avvertimenti.
E
senti, dolce mio Dio: grazie d'avermi fatto capire che il mio
io lo comandi Tu, perchè Tu sei per me una cosa sola, Gesù.
Se
guardo il mare io Ti penso; se vedo il cielo immenso io
T'ammiro; se guardo l'altare io m'ispiro al Tuo patir, e,
quando ci sono le stelle, nelle sere belle d'estate, a rate, a
rate, mi innamoro sempre di più, pensando che anch'io un
giorno sarò lassù con quelli che, come me, Ti hanno amato.
Se
comincio una salita, mi vien voglia di continuarla, e non son
pentito d'averla incominciata, perchè son di Te innamorato.
Dolce,
amabile, diletto mio Dio, amico mio Tu sei, Sposo fedele, e
non solo fra le candele io Ti guardo e penso, ma ovunque
m'aggiro Ti miro bello, splendente come il sole che scalda
questa mia povera terra.
E tra i
fiori e l'erba, i monti e le pianure, tra ciascuna delle
verdure, io Ti osservo nella Tua perfezione, e volentieri
piego le mie ginocchia in orazione, di notte quando sono
stanco del giorno, perchè sul Tuo Cuore riposo al calor di un
forno acceso d'amore. e ammiro la bellezza di ogni colore che
son le virtù che Tu vuoi dall'uomo.
Io son
poverello, Signore, ma son certo che sotto la Tua rugiada
sarà purificato il mio cuore, ed insieme tesseremo quella
tela così bella, così luminosa, che deve coprir la terra
nuda, talvolta fredda e crudele, amara come quel fiele che
prendesti un dì sulla croce.
E' duro
e atroce dirlo, Signore, ma è vero, ed è bello poterlo dire
quando insieme si soffre seduti alla stessa mensa sulla roccia
del maestoso giardino. Amen