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ESÀMINATI
E MIGLIORA PERCHÉ IL TEMPO PASSA
Ricordati
che ogni giorno che passa è uno di meno che hai a disposizione sulla
terra per amare e servire il Signore. Leggi
e medita attentamente: sulla via dell’Amore c’è una croce da portare
in sconto dei nostri peccati. L’ha portata Gesù prima di noi per
redimerci. Servire
la croce significa accettare tutto quanto di spiacevole ci viene offerto.
Chi si ribella al peso della croce si ribella alla volontà di Dio. Bisogna
accettare la vita di ogni giorno così come viene, come Lui ce la
presenta, dolce o amara che sia. Bisogna
saper trarre da essa tutti quei vantaggi necessari per formarci un
carattere ricco di violenza verso noi stessi e verso le nostre debolezze
umane. «L’erba voglio non esiste
nemmeno nel paese del grande re»
dice un proverbio. «L’erba
posso», invece, deve esistere nel
cuore di ogni uomo che, consapevole del grande dono della vita, sa viverla
fino in fondo, senza perplessità, preoccupazioni, dubbi o paure. Se
Dio è con me, chi sarà contro di me?
(cfr. Rm 8,31b). Devo
perciò accettarmi per quello che sono, povero e peccatore, ingrato verso
il mio Creatore, e accettare anche i miei fratelli così come devo
accettare me stesso. Devo
incrementare dentro di me il perdono e non la vendetta, l’amore e non
l’odio, la carità e non l’egoismo, la pazienza di attendere e non
l’impulsività nell’agire senza riflettere. «Prima
di ogni decisione pregherò, chiederò consiglio e poi tornerò a pregare
e a chiedere ancora consiglio all’uomo timorato di Dio. Nessuno,
infatti, è giudice in causa propria. Dio mi ama e di questo ne sono
certo. Siccome mi ama, non mi lascerà mancare nulla. Non spetta a me
costruirmi un avvenire, ma accettare con amore le pene, le gioie, le
conquiste e anche accettarmi con le mie debolezze». L’arte
per utilizzare le proprie colpe è l’umiltà. L’uomo
superbo perde se stesso, l’uomo umile invece sa trovare sempre nella
vita, attraverso la croce, la forza per lodare il Signore. Nessun
uomo può dire ad un altro: «Stupido!»
perché non può giudicarlo. Sta scritto:
«Non giudicate e non sarete giudicati»
(Lc 6, 37). C’è
da pregare e da pregare molto perché il Signore conceda la grazia di
essere preservati dalla pigrizia, dall’indolenza e soprattutto dallo
scoraggiamento, via sicura nella quale il diavolo gioca i suoi eletti,
coloro che sono chiamati a una grande santità. Nella
vita c’è sempre da chinare il capo e non da sfuggire dalla via
tracciataci dal Signore. Dio
ci offre ogni giorno i Suoi Comandamenti e i doveri del proprio stato:
ciascuno ha da sottomettersi con fede per essere sereno e abbandonato alla
Sua volontà. Se
hai sbagliato confessati, battendoti forte il petto, umiliandoti davanti
al Sacerdote anche se uomo peccatore come te. Egli rappresenta il Cristo
che, dalla croce, ti lava con il Suo Sangue prezioso. Gesù
ci ha insegnato a pregare così: «Padre,
perdonali perché non sanno quello che fanno»
(Lc 23,34). E anche: «Rimetti a
noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori»
(Mt 6,12). Se
noi non perdoniamo, Dio non ci perdonerà. Quindi Dio ci perdonerà tanto
quanto noi avremo perdonato. Chi
fa del male pecca due volte: primo perché offende il Suo Creatore,
secondo perché fa parte del Corpo Mistico. Sta scritto: «Il
diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede»
(1 Pt 5,8-9). Non
credete ai ciechi nello spirito, agli ipocriti che seminano menzogne. Essi
hanno perso i sensi luminosi della grazia del Signore. Si radunano e
studiano insieme come far del male ai fratelli. Poveretti!…Fanno
compassione! Preghiamo perché essi si convertano e gustino le gioie
dell’amore. Il
più felice è sempre colui che, sotto il peso della croce, cammina ogni
giorno sudando e patendo come il Redentore per la salvezza delle anime. Gesù
venne al mondo per cambiare l’odio in amore. Fratello
che leggi, se ti trovassi in questo momento tra pene e sconforti perché
attorno a te ci sono le unghie dei traditori, alza gli occhi al cielo, sii
forte e non temere, perché Dio vede la tua semplicità, la tua bontà, e
ti darà forza per rigettare il nemico che vuol farti cadere con sé nelle
tenebre. Siamo
a Novembre, il mese dei morti. Anche il tempo dà segno di tristezza. I
frutti, i fiori, le erbe fresche sono scomparsi ai nostri occhi. Comincia
il freddo e l’inverno si avvicina. La gente si mette il cappotto, lascia
gli abiti leggeri e pensa a quei parenti che sulla terra non esistono più. Forse
anche tu, fratello, in questi giorni visiti le tombe di tuo padre o di tua
madre, di qualche fratello o amico. Sono questi i momenti preziosi di
pensare ai morti e al giudizio di Dio. Medita
i Novissimi e non peccherai in eterno. Sappi che c’è un Paradiso che ci
attende: cerca di non perderlo col peccato, perché chi va all’Inferno
è un separato dalla vita di Dio per tutta l’eternità. Non
farti amico di chi è nemico di Dio. Piuttosto prega che egli si converta
e non tener verso di lui alcun risentimento. Tu rimani coi veri amici, con
coloro che seguono la via del Signore, la più giusta, la più sicura, per
non rimaner vittima di essi. Così,
aggrappato al tabernacolo dell’altare, adorerai l’altissimo Signore, e
il tuo riposo sarà soave, appoggiato sulla piaga sanguinante del Cuore di
Gesù. Non
abbandonare, fratello, la croce che Dio ti ha dato, perché sicuramente tu
te ne costruirai una molto più pesante. E
tu, donna, non essere come Eva che tentò l’uomo al male, ma sii nella
tua famiglia una novella Maria, colei che con il Suo tallone schiacciò il
serpente che portava a dannazione l’umanità. Guai
al tentatore, a chi fa del male, a chi rovina il prossimo, a chi cerca di
portare i suoi fratelli alla perdizione, e metterli nel suo stesso stato
di disperazione. Chi
è senza Dio è disperato, chi con Dio è in mezzo ai triboli e alle spine
è felice, e non si preoccupa degli affari altrui, ma lascia che ciascuno
segua la sua strada, e non va ad intralciargli il cammino, perché
terribile sarebbe la sua sorte ed il giudizio di Dio. Io
credo veramente che Dio sarà largo di cuore con l’uomo debole, ma sarà
duro con chi ha cooperato a farlo peccare. Chi
insegna il male e induce l’uomo buono a operarlo, ha già la sua
condanna assicurata. La
via più sicura per il cielo è quella sulla quale Dio ci ha messo. Non
tocca a noi pensare come, dove e quando. A noi basti sapere che, su quella
via, abbiamo vissuto in grazia ed abbiamo fatto opere buone. Chi opera
bene è sulla via sicura per il cielo: non deve, perciò, aver perplessità
o dubbi di averla sbagliata. Nessun
uomo sa operare il bene se non è mosso dallo Spirito Santo ed aiutato dal
Signore. Dio non aiuta coloro che sono fuori della Sua grazia ed hanno
abbandonato le Sue vie. Le
vie del Signore sono dure: ci possono presentare tanti perché, ma la
nostra risposta deve essere una sola: «Eccomi,
Signore, sono il Tuo povero servitore». La
cosa più importante è dunque di non abbandonare Lui, di non dividerci da
Lui, perché è solo con Lui che saremo felici. Deve esserci in noi sempre
il Suo stato di grazia, e anche se talvolta ci sembra di essere soli, è
perché Lui lo permette per rinforzare il nostro spirito, affinché,
quando dopo le nubi ritorna il sole, noi possiamo gridare con tutte le
nostre forze: «Grazie, Signore, grazie!». Vai
avanti, fratello, sulla via intrapresa, e non ascoltare colui che vuol
farti perdere e togliere la serenità di spirito. La via giusta è quella
che conduce al cielo. Per
chi troppo si immerge nelle cose del mondo è molto difficile camminare al
cospetto di Dio, ma per chi porta quotidianamente la propria croce tutto
è facile, e tutto è prezioso agli occhi dei suoi fratelli. Se
hai un amico che ti porta al male abbandonalo, non aspettare che sia
troppo tardi. Cammina per la via retta, e non cercar quelle pericolose. Madre Provvidenza Tratto dal libro:" Meditazioni settimanali per ogni mese dell'anno"
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