La
Luce e le tenebre
Chi vive nella Luce
non cammina nelle tenebre. La Luce è Cristo stesso che si presenta
a ciascuno di noi nella Sua pienezza, nella Sua grandezza e nel Suo
amore.
Di chi devo aver
paura? Perché tante volte mi scoraggio e temo di essere nelle
tenebre? Questo può essere una prova di Dio.
L’anima può
trovarsi nella notte, cioè in un periodo in cui vede buio anche
dove c’è la luce. Il Signore permette questo per meglio
purificarla, facendole provare una sensazione di distacco dal Suo
Cuore affinché lei Lo cerchi affannosamente e Gli doni tutto il suo
amore. Poi all’improvviso si fa sentire vivo e le fa capire che è
tutta Sua. L’anima allora gode il ritorno della luce.
L’anima vive le
profonde tenebre solo quando si trova nel peccato mortale, quindi
senza la grazia di Dio.
Io non devo credere a
Dio soltanto quando provo consolazioni, soddisfazioni sensibili,
quando sento la presenza di Cristo in me quasi come mi parlasse, ma
devo credere sempre.
I più grandi Santi
sovente sono passati per le tenebre, non del peccato, ma della
presenza di Dio che si oscurava sensibilmente ai loro occhi e al
loro cuore. Dio permetteva questo per purificarli.
Come nel Matrimonio
vi sono delle sofferenze morali e penose, così è anche nella
consacrazione religiosa. Per diventare santi bisogna patire e
portare volentieri ogni giorno il peso della croce.
Se non ci fosse la
notte non si gusterebbe il giorno.
«Voglio, o
Gesù, accettarmi come sono, come mi vuoi, dove mi vuoi, perché Tu
lo sai che ho bisogno di Te, e che senza di Te nella mia vita
spirituale
non costruirò mai nulla».
Nella luce divina il
cristiano è avvolto dalla forza della potenza di Dio. Essa lo
invita a pensare, a rivedere, ad ascoltare la voce della propria
coscienza.
A Dio piace che ci
distacchiamo da noi stessi, dalle nostre personali aspirazioni e
attrattive che portano sulla via dello sconforto, dell’agitazione,
del turbamento interiore e del peccato, affinché possiamo vedere
nella Sua grazia quella Luce che illumina quei figli che La cercano
con fede.
Sta scritto che
«la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non L’hanno
accolta» (Gv 1,5).
Bisogna rendere
testimonianza alla Luce, come sta scritto di Giovanni Battista.
Questa testimonianza è la vita di buon esempio che ogni cristiano
deve predicare con le sue opere di bene.
Se deciderò di
migliorare vedrò la Luce, quella Luce che rischiara i miei giorni
tristi, che dirada le mie tenebre, che mi muove a vita nuova e che
rende il mio lavoro fecondo di pace. «Tutto accetterò: la
fatica come la soddisfazione, l’elogio come la raccomandazione a
migliorare, a migliorare sempre di più la mia vita, dono dell’Altissimo
Iddio, per
cominciar ad essere, nel silenzio dell’Amore, un buon
collaboratore del mio Signore».
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