Mamma !... Mamma!...
Mi senti?
E' vero: tu non mi puoi sentire;
tu non conosci la mia voce, il mio
viso, il mio pianto, il mio sorriso.
Mamma! Com'è il sole?
E' vero ch'é luce e calore come il
vero amore?
Mamma, è
vero che i fiori sono colorati
belli e profumati?
E' vero che è bello correre,
ridere, giocare, amare e cantare?
Mamma, è vero che il cielo è
ricamato con tante stelle, palpitanti, lucenti e belle?
Mamma, è vero che azzurro è il
mare e le sue onde sanno cantare?
E' vero che le piante son graziose
e tante?
Che il ruscello scorre limpido e
bello?
Mamma, è vero che gli uccelli
volano per il ciel, cantando e per le loro piccole creature
hanno infinite cure?
E' vero, mamma che tutti gli
animali, anche i più feroci, ascoltano trepidando dei loro
piccoli le voci?
Mamma, come avrei voluto appoggiarmi
sul tuo cuore! Io ti volevo amare, ascoltare,accarezzare; volevo vivere, conoscere il tuo
viso...
Mamma, perché mi hai ucciso?
Mamma!... Mamma!
Luigi
Tartaglione
(Poesia
segnalataci dal Dott. MARIO GUERRIERI - Medico Chirurgo
Specialista in Pediatria in San Severo (FG), da sempre
agguerrito antiabortista. Vanta infatti un numero
considerevole di nascite favorite da lui e risparmiate alla
logica crudele dell'aborto!
Chi
volesse comunicare con lui può farlo attraverso l'indirizzo
di posta elettronica: pfsgue@tin.it
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80 anni ricco di memorie e di esperienze mediche di
considerevole spessore! )
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di una gestante
Camilla
una bella bambina sfuggita ad un aborto!
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MOVIMENTO
CON CRISTO PER LA VITA
Vita
- Referendum
Le
gemelline SILVIA FRANCESCA E ANTONELLA PIA CARDILLO nate nel
Settembre del 2004, nella Clinica Divina Provvidenza di San
Giovanni Rotondo (FG), grazie a questa preghiera!!!!
Quello che non mi dissero
1 Giu ’09
Scrivo oggi quanto segue perché rimpiango di avere tolto la
vita a mio figlio Ryan John attraverso l’aborto legale nel
mese di novembre 1983.
Quando il medico della clinica Minneapolis Public Health mi
disse che ero incinta cominciai a piangere. Lei mi disse:
“Non è una bella notizia?” – le dissi: “No, non sono
sposata”. Il suo unico consiglio fu: “C’è una clinica per
aborti proprio in fondo alla strada, perché non telefona
loro?”
Andai a casa e dissi al mio ragazzo che ero incinta.
Pensammo e ripensammo alla decisione ma prima che lui mi
dicesse che non era pronto ad essere padre, sentivo che non
mi avrebbe aiutato se avessi tenuto il bambino. Avevo paura
di fare la ragazza madre. Presi l’appuntamento e lui venne
con me.
Alla clinica ebbi davvero poca assistenza. Mi chiesero
perché abortivo. Dissi loro che prendevo dei farmaci, ma in
verità mi sembrava di non avere altra scelta per via dei
tanti problemi che comporta la gravidanza. Non avevo
risorse, sentivo di non poterlo dire ai miei genitori, il
mio ragazzo non mi avrebbe sostenuta, non avevo denaro o
un’assicurazione per la salute. Lavoravo part-time in un
bar. Durante la seduta mi dissero di non fare sesso per
quattro settimane. Che avrei avuto un po’ di disagio e
qualche sanguinamento. Mi dissero che avrei sentito un po’
di tristezza ma che sarebbe andata via.
Ciò che lo psicologo non mi disse è che avrei sofferto per
dodici anni di un grande rimpianto e rimorso. Che avrei
avuto profonde sensazioni di perdita e disperazione e che
sarei diventata patologicamente insicura e avrei avuto
abissi di solitudine. Che non avrei sposato il padre del
bambino e che avrei finito con l’odiarlo perché non aveva
protetto la sua famiglia. Non mi dissero che il nostro
matrimonio sarebbe finito con un amaro divorzio.
Non mi dissero che abortire avrebbe aumentato le probabilità
di avere in seguito un aborto spontaneo e l’incapacità di
rimanere ancora incinta. Non mi dissero che il mio ciclo
mestruale ogni mese sarebbe stato un doloroso promemoria
dell’aborto e mi ossessiona dal momento che le mie braccia
rimangono vuote del mio bambino. Non mi dissero che, anche
se ho avuto un grande risanamento, il mio cuore si sarebbe
spezzato al tocco delle mani di un piccino nelle mie e che
non avrei finito di piangere neanche ora.
Non mi dissero che ogni giorno avrei pensato al mio bambino
e che sarei andata strisciando sotto la doccia, avrei aperto
l’acqua e cercato di annegare la mia pena e il mio dolore.
Sperando che Dio prendesse la mia vita perché pensavo di non
meritare di vivere.
Non mi dissero che la mia salute mentale sarebbe stata un
gettone e l’anima il prezzo che avrei pagato. Non mi dissero
che sarei stata in psicoterapia per tre anni, incontrando la
psicoterapeuta una volta a settimana. Non mi dissero che
alla fine dei tre anni lei si sarebbe messa le mani nei
capelli e mi avrebbe detto “Dovrai solo imparare a
conviverci” – ed io le avrei replicato “Come si convive con
l’avere ucciso il proprio figlio?”
Non mi dissero che lei non avrebbe saputo la risposta.
Rendendo pubblico tutto ciò, voglio che le donne che stanno
soffrendo sappiano che possono essere risanate. Voglio che
sappiano che il disastro di pensieri, sensazioni sconnesse e
anni di depressione sono “normali” dopo un aborto. Voglio
che sappiano che non sono matte. Voglio che sappiano che
possono sperimentare sentimenti di gioia e pace come me, e
che è solo grazie alla Divina Misericordia di Gesù Cristo
che oggi sono qui.
L’aborto è come un uragano che fa strage tra le sue vittime.
Voglio che quelle che soffrano sappiano che possono venire
via dalla riva e trovare riparo dalla tempesta ed essere Non
Più Zitte [Silent No More].
Testimonianza di Ann Marie Cosgrove – Minneapolis, MN (USA)
http://www.priestsforlife.org/testimonies/testimony.aspx?ID=44
"Preghiera di un
bambino
che sta per essere
abortito":
O Dio,Vieni a salvarmi,
Signore,vieni presto in
mio aiuto.
Siano confusi e
arrossiscano
quanti attentano alla mia
vita.
Siano respinti e sconfitti
quanti vogliono la mia
morte.
Con vergogna
siano umiliati
quelli che dicono che non
sono vivo.
Gioia e grande allegria
per quelli che cercano di
salvarmi.
Ma io sono impaurito e
infelice,
vieni presto, mio Dio;
tu sei mio aiuto e mio
salvatore;
Signore, non tardare.
Gloria al Padre e al
Figlio
e allo Spirito
Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre nei secoli
dei secoli.
Amen.
(una bella preghiera
composta e mandataci da un caro visitatore del sito: Tonino
Valdinoci)
Suor Angela sorella della comunità Nuovi Horizonti in Roma - Testimonianza a Medjugorje festival giovani 2006-
Toccante testimonianza di una donna che ha sofferto molto,
era stata abbandonata in ospedale alla sua nascita, ha vissuto tante esperienze drammatiche ma che è stata baciata dalla Grazia di Dio e dalla tenerezza di Maria!
