Circolare per il Gruppo di preghiera "Virgo Potens"
Novembre
eccoci
arrivati al mese più caro ai nostri morti. Per tutto Novembre infatti
riceveranno abbondanti suffragi. Basta pensare che ogni Sacerdote è obbligato
a celebrare una S. Messa, il 2 Novembre, in suffragio di tutti i defunti.
Ma
lo stesso mese sarà anche per noi una buona occasione per meditare
seriamente, almeno una volta all’anno, sulla realtà della morte. E’ legge
comune a tutti gli uomini dover lasciare un giorno questa terra. E siccome noi
abbiamo un’anima che continuerà a vivere anche dopo la morte del corpo,
ecco allora la necessità di fermarci, per qualche minuto, a riflettere su
questa grande e importante realtà: dover
presentarsi davanti a Dio per essere giudicati, e ricevere il premio o il
castigo eterno secondo le nostre opere.
Il
pensiero della morte e del giudizio di Dio tocchi il nostro cuore, e ci
convinca a tenerci sempre pronti a fare quel passo che sarà decisivo per la
nostra esistenza. Infatti Gesù ci ammonisce dicendo: “Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora
che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà” (Mt 24, 44).
Dice poi un Proverbio: “Chi
ha tempo, non aspetti tempo”, perché domani potrebbe essere
troppo tardi. Non rimandiamo a domani ciò che possiamo fare oggi. Ecco una
poesia che ci può aiutar a riflettere:
“Vita breve,
morte certa. Del morir l’ora è incerta. Un’anima sola si ha, se si perde
che sarà? Se perdi il tempo che adesso hai, alla morte non l’avrai. Dio ti
vede; Dio ti giudicherà. O Paradiso, o Inferno, ti toccherà”.
Ogni
giorno sentiamo parlare di morti, e persino ne abbiamo sovente l’esperienza,
anche sotto i nostri occhi. Ma purtroppo non riflettiamo, e viviamo come se la
morte non ci riguardasse. Eppure la morte potrebbe essere lì, alla porta, che
ci attende. Nessuno infatti l’ha mai pagata affinché se ne stia lontana.
Quando ci alziamo al mattino non siamo sicuri se alla sera andremo a letto
ancora con le nostre forze; e così quando ci addormentiamo alla sera, non
sappiamo se al mattino potremo alzarci.
Pensiamo
allora a ciò che precederà la nostra morte, e preghiamo Gesù misericordioso
affinché ci venga in aiuto in quell’estremo addio a tutti i nostri Parenti,
affinché ci conceda la grazia di avere un cuore pentito per i nostri peccati.
Quando i nostri piedi, le nostre mani, i nostri occhi e tutte le membra del
nostro corpo si staranno spegnendo, allora ci verranno in mente tutti i
peccati commessi nella nostra vita. In quell’istante tutto svanirà:
ricchezze, bellezza, gloria, stima, benessere, piaceri, divertimenti. Davanti
a noi apparirà solo un Dio che ci sta aspettando per giudicarci.
Come
sarà il Giudizio di Dio? Sarà imparziale, senza nessuna preferenza. Sarà
sicuramente come ce lo saremo meritato. Si legge infatti nel libro della
Sapienza: "Il
Signore non si ritira davanti a nessuno, e non ha soggezione della grandezza"
(Sapienza 6,7).
Un
giorno apparve, a S. Margherita Maria Alacoque, una persona morta da poco
tempo, per avvisarla che era in Paradiso. Poi soggiunse: “Quanto è grande Iddio! Quanto è giusto e santo!
Nulla c’è di piccolo davanti ai Suoi occhi. Tutto viene pesato, e poi, o
punito, o ricompensato”. Quando ci troveremo davanti a Dio non
potremo avere nè scuse nè lamentele: ci sarà solo una grande luce che ci
illuminerà, e ci farà vedere tutta la nostra vita istante per istante, con
il bene e il male che avremo fatto. Non ci saranno nè avvocati nè difensori
in nostro aiuto: parleranno solo le nostre opere e i nostri pensieri. Allora
vedremo Dio faccia a faccia con il Suo volto di Giudice implacabile e
infallibile. Destinerà quindi ciascuno di noi, per tutta l’eternità, al
posto che ognuno si sarà meritato.
Anche
se Lui è stato misericordioso e facile al perdono mentre eravamo sulla terra,
in quel momento non lo sarà più: sarà finito il tempo della misericordia e
del perdono, e inizierà invece quello della giustizia. Non ci sarà data più
nessuna possibilità di un ritorno sulla terra
per riparare i nostri peccati, o per pentirci del male fatto, anche se
la morte sarà stata improvvisa, avvenuta senza nostra colpa. Sarà assai
minuzioso il Suo giudizio su di noi! Infatti, perfino su ogni parola detta
inutilmente saremo giudicati.
Se
invece avremo osservato i Suoi Comandamenti, e soprattutto se avremo usato
carità verso il prossimo, tutte le virtù che sono frutto di essa (la bontà, il perdono, la pazienza, la
gentilezza, la misericordia, la sopportazione, l’aiuto dato ai poveri e ai
malati, l’elemosina, l’umiltà) ci accompagneranno
davanti a Dio, e allora sarà un incontro e un abbraccio felice, e avrà
inizio un’eternità di pace e di gaudio totale, che nessuno mai potrà
toglierci. Infatti la carità, ha scritto San Pietro, copre una moltitudine di
peccati, perché Dio ritiene fatto a Se stesso tutto ciò che si fa al
prossimo, sia nel bene che nel male.
Termino
suggerendovi una preghiera, rivolta a Maria SS.ma, per fare una buona morte:
O Maria, concepita senza peccato, prega per noi
che ricorriamo a Te. O rifugio dei peccatori, o Madre degli agonizzanti, non
abbandonarci nell’ora della nostra morte, ma ottienici un dolore perfetto,
una sincera contrizione, il perdono dei nostri peccati. Ottienici pure di
degnamente ricevere
Vi
saluto e benedico tutti di cuore.
Vostro
aff.mo,
Padre Luigi Duilio Graziotti Fondatore
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