Meditazioni per la Quaresima

 


L'umiltà apre la via alla santità

 

Nessuno diventa santo se non è umile.

Dall’inverno alla primavera. L’anno ti fa meditare sulla vita e sulla morte. Si nasce bianchi come la neve, e sotto la neve diventiamo polvere.

L’uomo appare al mondo con la veste bianca, spunta sulla terra come una gialla primula, ed ogni giorno è invidiato per la sua bellezza e tenerezza, fiorellino di prato tra l’erba verde.

Cresce il suo stelo, e gli uccelli lo guardano come si guarda un amico, e attendono le briciole del suo pane, guadagnato col sudore della sua fronte.

La primula muore nel tempo che cammina ed appaiono sullo stelo di una rosa le sue spine.

I suoi boccioli attirano lo sguardo della colomba e, al canto dell’usignolo, essa muove i suoi petali come un segno di amicizia: è la giovinezza che s’avanza come un bocciolo in fiore. Ancora tenere sono le sue foglie e sfumati i suoi colori, il suo profumo attira lo sguardo di Dio su di lei.

Essa è ormai pronta alla maturazione. I suoi germogli destano sorpresa e fanno rimanere in attesa di quel che sarà e che farà, mentre la sua primavera, tra le braccia beate del Creatore, è rimasta per essa solo un ricordo.

L’estate è in arrivo con i suoi frutti, con le sue vie di intrapresa, con le sue conquiste, con le sue gioie e le sue sorprese: quei malanni che attaccano anche il corpo più forte al vento e alla grandine.

Arriva poi l’autunno, la stagione dei ripensamenti: i fiori cadono, cadono le foglie… la natura diventa arida, secca.

C’è da meditare sull’anno che muore e che non torna più, su quando le povere spoglie mortali, sotto la neve, ritorneranno bianche come il primo giorno della loro vita.

Il peccato le ha sporcate, le ha rese indegne del Creatore, ma i movimenti della natura le hanno purificate con quel che era, che è e che sarà nei disegni di Dio.

Camminiamo insieme verso la primavera felice e serena, senza odio e vendette, senza tristezza e preoccupazioni, placidi e tranquilli nelle braccia del Signore.

Egli è l’Autore della grazia e la grazia è la vita della pace. Pace interiore è espressione della bontà, della carità, della generosità.

L’uomo egoista che ama solo se stesso non possiede la serenità di spirito, invece l’uomo che ama i suoi fratelli e dona ogni giorno per essi il frutto del suo lavoro è l’uomo pacifico, più ricco dei ricchi. Il suo riposo è un vero riposo.

Dobbiamo vivere in grazia di Dio e crescere nello stato di grazia.

Preghiamo il Signore che ci aiuti a scacciare il serpente che rode il superbo e l’orgoglioso, perché nostro fratello, ed anch’egli ha bisogno di conversione e di pace.

La superbia è la radice di ogni peccato.

Cerchiamo di vivere nell’umiltà tutti i giorni della nostra vita; così facendo vivremo anche il giorno della nostra morte.

L’abitudine porta a continuare la via intrapresa. Se questa porta al bene, senza fatica ricostruiremo un avvenire pieno di felicità.

Fratello, ricordati «che sei polvere ed in polvere ritornerai» (dalla Liturgia), con tutti i tuoi progetti buoni o cattivi.

Non farti sangue marcio, ma alimentati con il Corpo e con il Sangue di Cristo, in modo da purificarlo ogni giorno col tuo spirito di abbandono e di carità.

A chi ti tende la mano dona il tuo cuore, la tua parola buona, il tuo aiuto, la tua carità, il tuo consiglio, e fidati di Dio, poiché chi si è fidato di Lui non è mai rimasto deluso.

Lavora con Lui alla scuola dei Santi, e non lavorare con satana alla scuola dei demoni, poiché lo spirito della luce è più potente di quello delle tenebre.

Nella luce si opera il bene, mentre nelle tenebre si soffoca anche quello che si è operato.

Ecco sull’altura una chiesetta solitaria, che sembra dirti: «Vieni a trovarmi… qui c’è il Re dei re, il Padre dei poveri e dei ricchi, il Consigliere eterno, il vero Amore, la Trinitaria Unione.

Qui troverai il pane per sfamarti, la speranza per arrivare dove Lui ti chiama, la carità verso i fratelli e la fede per riconoscerLo Dio e Padrone tuo e di tutte le cose.

Egli è il conforto dei tribolati, la via degli erranti, la salvezza dei naufraghi, il sostegno dei malati, il gaudio della vita».

 

 

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L'equilibrio del corpo è la salvezza dello spirito

 

Siamo in Quaresima, tempo di penitenza e di digiuno.

Penitenza significa infliggerci qualche pena, della quale l’uomo non può far senza per aver diritto alla sua cena.

Digiuno significa non essere intemperante nel cibo, ma usare equilibrio in ogni cosa, quindi anche nell’alimentazione; accettare ingiurie e percosse immeritate per amore di Cristo che subì Passione e Morte per amore nostro; distaccarsi dai piaceri della carne, pensando alle umiliazioni che Gesù dovette subire denudato sulla croce.

Noi, poveri derelitti tutti quanti, quando ci sentiamo un po’ malfermi in salute incominciamo a capire chi siamo, che abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Del resto nel Corpo mistico siamo tutti legati come lo sono i grani della corona del rosario.

Se si cammina insieme si costruisce senza crolli e scoraggiamenti, perché l’uno sostiene l’altro. Se hai fatto qualcosa di bene continua a considerarti amico di Cristo. Sta infatti scritto: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). Gesù considera i Suoi amici come eredi del Suo Regno.

Se Gesù ha sacrificato per noi il Suo Corpo e il Suo Sangue perché abbiamo peccato, cosa ci darà per averLo amato?

Gesù, prima della Sua vita pubblica si ritirò nel deserto a pregare per quaranta giorni e quaranta notti per chiedere luce e forza per la salvezza delle anime. Superò anche le forti tentazioni del diavolo. Tutto ciò per dare esempio all’uomo povero peccatore.

Prima della Sua Passione e Morte si ritirò a pregare nel Getsemani per chiedere forza al Padre per salire il Calvario. Ha pregato così: «Padre, se vuoi, allontana da Me questo calice! Tuttavia non sia fatta la Mia, ma la Tua volontà» (Lc 22,42).

E un Angelo Lo confortò.

Che quadri meravigliosi ci ha lasciato Gesù in eredità da meditare! Quanto grande è stata la Sua obbedienza al Padre.

Pensiamo a quanto Gli sarà costato lasciare il Suo lavoro apostolico tra le genti per morire e versare tutto il Suo Sangue sulla croce. Questo ci dice che Dio gradisce di più l’immolazione di noi stessi che le nostre opere.

Perché hai paura del dolore? Il dolore serve per scontare i peccati che tutti abbiamo commesso.

Dio è forza che avvampa e che sconvolge, che nobilita, che converte e che santifica.

Sia il fuoco che la bufera servono per farti rimanere nell’eterna primavera di Cristo, virgulto fiorito che darà i frutti nell’estate abbondante, quando presso di te chi avrà fame potrà saziare le sue brame di vita eterna.

Era necessario che Cristo morisse perché l’uomo non morisse in eterno.

È risorto, Lui, il Maestro impeccabile, la Purezza infinita, dopo d’aver pianto ed esser stato abbeverato di mirra e d’aceto, perché ogni anima bevesse alla Sua fontana e si cibasse, almeno a Pasqua, del Suo Corpo e del Suo Sangue, dopo essersi lavata nel Sacramento della Riconciliazione.

Deponi la zappa, il martello, il piccone, la penna, l’ago e la scopa, il pennello, e ogni pensiero umano di tribolazione passeggera.

Ruba un po’ di tempo al tempo, e svegliati! E decidi presto per il bene dell’anima tua.

Sii fedele imitatore di Cristo e conservatore della tua vita, quella vita che non ti verrà tolta dalla morte.

Talvolta ti vendi a poco prezzo. Stai a discorrer tanto per risparmiare un poco nelle compere materiali, e poi vendi te stesso e non te ne curi affatto di ciò che dovrebbe essere l’unico pensiero della tua vita: la salvezza dell’anima.

Fratello cerca di risparmiare il tempo che usi per cose inutili e rifletti un po’ di più sui mezzi da prendere per migliorare il tuo spirito.

 

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Cristo morirà e risorgerà da morte dopo aver pregato, sofferto, pianto e ....

 

È venuta la neve, il freddo e il gelo. Ora vediamo fiori e colori, con sole e rugiade, per bagnare la zolla dell’arida terra assetata di cielo.Anche la primavera cammina.

Come vedete il Signore ci accompagna anche quando nel nostro cuore c’è il deserto.

È proprio allora che sembra rincorrerci per paura di perdere la preda che Gli è stata affidata dal Padre, al fine dell’eternità beata nella comunione dei Santi.

Questo Dio è sempre stato e sempre sarà l’Onnipotente, l’Onnisciente, il Signore, l’assoluto Padrone di tutte le cose create che conserva e dirige al proprio fine, per Sua somma bontà e giustizia infinita.

Amico che leggi, svegliati. È tempo di vegliare e di pregare per non cadere in tentazione.

Siamo in Quaresima, tempo di penitenza e di digiuno, tempo di preparazione a quel che avverrà nei secoli eterni.

Cristo morirà, e risorgerà da morte dopo aver pregato, sofferto, pianto e contemplato la divinità nelle Tre Persone, rivelandocene l’essenza con la Sua presenza di Uomo-Dio.

Prima di iniziare la Sua vita pubblica tra i fratelli, vuole isolarsi dal mondo per meditare sui bisogni del mondo e sull’amore che avrebbe voluto e dovuto comunicar loro per volontà del Padre, che Lo presentò agli uomini con le stesse maestose parole: «Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto. AscoltateLo» (Mt 17,5).

AscoltiamoLo nelle risposte che diede al diavolo.

« "Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane". Ma egli rispose: " Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio " » (Mt 4,3-4).

E tu, uomo ingordo, che ti credi sazio sol quando sei pieno, pensa all’aridità che possiedi e al profondo vuoto che ti fa sentire solo, perché cerchi tutto dove non trovi niente. Apri il Vangelo, e griderai con San Paolo: «Liberami, o Signore, dalle mie necessità!».

C’è una fame ben più importante, ed è quella di conoscere e di abbracciare, per tradurre in vita, lo stesso autore della vita, Cristo Gesù. Svegliati!

« "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi Angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede". Gesù gli rispose:" Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo "» (Mt 4,6-7).

E tu, uomo presuntuoso, non indurre il Signore in tentazione, obbligandoLo a rivelarsi nella Sua giustizia.

Se tante volte sembra che Dio si dimentichi di te, è perché chiude gli occhi sul tuo operare, mentre ti osserva nel profondo del tuo gioco astuto, quando volentieri ti difendi e ti mascheri al Suo volto e al volto dei fratelli.

Sii piuttosto indulgente verso quel Cuore che ha tanto amato gli uomini, e che non riceve da essi che ingratitudini e disprezzo. Allora Lui si rivelerà a te per mezzo della Sua misericordia.

Svegliati!

« "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai". Ma Gesù gli rispose: "Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto"» (Mt 4, 9-10).

O uomo che credi di spaventare Cristo, e mentre Lo schernisci cerchi di prendere in gioco la Sua divinità, ricordati che la vita sta nelle Sue mani. Se vuoi vivere lunghi anni sulla terra in pace e in salute, sii onesto totalmente e radicalmente col tuo Creatore.

Inginocchiati e adoraLo, perché Iddio è uno solo, nelle tre Persone distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. Non vi sono altri dei che possono esistere: il mondo con le sue vanità, il corpo con le sue passioni, il demonio con la sua superbia.

Buona Pasqua, amico.

 Lavati l’anima e allora il tuo riposo notturno sarà più sereno e più leggero.

Brillerà un nuovo millennio, quello della stagione dei Santi.

Madre Provvidenza

 

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Aggiornato il: 27-02-07 .