RICORDIAMO
I NOSTRI MORTI NELL'ETERNITÀ
Ritirati
un momento in silenzio, e pensa alla profondità di uno spirito che
quasi fugge dal suo corpo per entrare in un luogo sconosciuto che
dall’eternità l’attende.
Dove
sarà quel luogo, come sarà? È un luogo che ciascuno di noi ha
preparato attraverso il comportamento della sua vita in questo esilio
terreno. Anche se il pensiero cerca di sfuggire a questa realtà, questa
realtà esiste, ed esiste per davvero.
Dov’è
tuo padre, tua madre, quel tuo figlio che un giorno ha chiuso gli occhi
e non ha parlato più, quel caro amico con il quale tante volte hai
peccato? Dove sono queste persone care che hai conosciuto nella tua
vita? Dove sarà finito quel poveretto che ha fatto tanto del male
all’umanità, quell’altro che si è tolta la vita per la stanchezza
di vivere o per l’insoddisfazione nel peccare?
Queste
persone tu non le vedi più, eppure esistono, ti vedono, ti seguono, e
se fossero nella dannazione eterna, ti odiano perché sei stato un mezzo
per farle deviare dalla retta via, insegnando cose oscene, vendette,
ribellioni.
Altre
pregano per te. Loro, che hanno capito cos’è l’eternità e come è
importante vivere bene, pregano perché tu abbia ad osservare la legge
di Dio e non dia scandalo ai fratelli, magari ai figli, ai piccoli,
perché tu capisca che Dio non si deve bestemmiare perché è a Lui che
dobbiamo tutto: la vita, la salute e la quotidiana Provvidenza. I nostri
morti ci guardano e attendono da noi un suffragio, una preghiera per
riposare in pace, almeno quelli che non si sono scelti come luogo eterno
l’Inferno eterno.
Talvolta
la piccola mente dell’uomo cerca di contestare l’agire di un Dio che
è suo Fattore, è Colui che l’ha creato, e l’ha creato libero,
quindi non è Dio che castiga l’uomo perché non osserva la Sua legge,
ma, avendolo creato libero, è l’uomo che si sceglie il suo luogo
eterno: o il luogo della pace, o il luogo di disperazione. Tutto ciò
perché Dio è giusto.
Dio
dà all’uomo su questa terra la possibilità di chiederGli perdono
dopo il suo errore, di mettersi in ginocchio umilmente dinanzi a un uomo
come lui, eletto Sacerdote che, in vece Sua, lo assolve dai suoi
peccati. Così facendo l’uomo ha tutta la possibilità di convertirsi,
di migliorare, di entrare, un domani, nel Regno della pace eterna. Ma se
per colpa della sua superbia non compie questo atto di umiltà, non può
assolutamente contestare quel Dio che non gli apre le porte dei Cieli
perché, se lo facesse, sarebbe un Dio ingiusto.
Dio
ha creato l’uomo perché aveva sete del suo amore, voleva la sua
compagnia. Infatti si è donato tutto per lui fino a dare il Suo Corpo e
il Suo Sangue sul legno della Croce. Chi ha creduto ha sentito dentro di
sé la Sua Potenza, la Sua Forza. Chi non ha creduto si è sentito
debole, poveretto, stanco di vivere.
Su
questa terra vi sono tante cose belle: si tratta solo di andar alla
ricerca di quelle, di saperle scoprire per gustarle con l’Autore della
vita, Cristo Signore.
Preghiamo
per i nostri morti, specie per quelli che ci hanno voluto bene in terra,
affinché custodiscano questo nostro cammino terreno che non si sa,
ancora, quanto durerà. L’uomo, che fa di tutto per diventare uno
scienziato, tanto vuole imparare a fare, quanto vuol costruire, ma
purtroppo dimentica che, intanto che lui pensa, il tempo cammina,
s’invecchia, e arriva l’ora della resa dei conti. Si trova quindi, a
mani vuote. Nella sua vita ha cercato quasi di perscrutare la mente di
Dio:«Impossibile che io non riesca a fare quello che ha fatto Lui!».
Si
è dimenticato di essere una creatura, e non un creatore e che, in
questa terra, non vivrà eternamente. Quindi tutto quello che ha
radunato, che ha acquistato per sé, per il suo progresso, per la sua
gloria, dovrà lasciarlo, magari all’improvviso, magari presto,
proprio perché non è padrone di se stesso.
L’uomo,
facendo tante cose nuove, anche belle, dovrebbe capire che questo non è
merito suo, non è frutto della sua sapienza, ma di quella di Dio, se
opera in bene. Certo, l’uomo che ha fatto tanto e che farà ancora di
più, non riuscirà mai a trattenere il suo corpo dalla morte.
Questo
deve far pensare a ciascuno di noi che la vita è bella non solo perché
si prende un buon stipendio, si fanno dei buoni pranzi, si gode in
divertimenti illeciti, ma perché si cammina alla presenza del Signore
nella Sua Grazia, cioè con l’anima pulita dal peccato.
Pulisciti, cercati un bravo Sacerdote ed aprigli il tuo cuore, e vedrai che, assolto dai tuoi peccati, ti sentirai più leggero e camminerai più sicuro, senza paure, senza turbamenti perché non sarai più solo, ma Dio sarà dentro di te.
Madre Provvidenza
Dal diario di Madre Provvidenza,
scomparsa da poco in concetto di santità.
Una notte mi sentii svegliare con un tocco sulla mano destra. Chiesi chi fosse. Così mi venne risposto: <<Sono un'anima del Purgatorio che tu conosci e che ha bisogno di suffragi>>. Quando mi disse il nome mi ricordai che la conobbi davvero. Era una donna venuta da me anni or sono a chiedere consigli. Vi confesso che ero sveglia e non dormivo. Le chiesi allora: <<Per quali peccati sei andata in Purgatorio e da quanti anni ti trovi lì?>>.
<<Sono cinque anni. Sono morta come oggi. Mi trovo in Purgatorio per i peccati commessi con la lingua: chiacchieravo sempre tanto e inutilmente. Talvolta trascuravo anche le preghiere del mattino e della sera e poi giudicavo il prossimo malamente, invece di giudicare me stessa>>.
<<Che pene provi in Purgatorio?>>.
<<Sono cinque anni che muoio di sete. La mia lingua brucia continuamente come fosse fatta di fuoco. Non ho più lacrime per piangere. Ho ottenuto dal Signore, per la devozione che ho sempre avuto verso il Sacro Cuore, la grazia di venir a parlarti. Credo che una tua preghiera per me sarà da Lui accettata, perché dovrei stare in Purgatorio ancora quasi dieci anni per altri peccati veniali che ho commesso>>.
Mi disse inoltre che pregare per le anime abbandonate significa ottenere grazie da Dio, perché loro recitano preghiere per chi cerca di suffragarle e di liberarle dai loro tormenti.
La assicurai che avrei pregato per lei. Soggiunse che si chiamava Antonietta e che nel suo girone c'erano tante anime abbandonate senza parenti e amici che pregassero per loro.
Dico la verità che io cominciai a tremare, soprattutto perché non la vedevo. Lei infatti mi disse: <<Non ho il permesso di farti vedere il mio volto>>.
Mi sono decisa di scrivere quanto sopra per ricordare che, invece di trascorrere giorni nell'ozio e nei divertimenti, vi ricordiate di chi tanto soffre nell'aldilà, proprio dove ci sarà un posto anche per noi, perché se qualche mancanza l'hanno fatta anche i Santi, tanto più noi.
<<L'eterno riposo dona loro, o Signore. Risplenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen>>.
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