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Vieni e seguimi

 

Nella mente di Dio già esistevi, o fratello, quando ancora tua madre non ti aveva tessuto. Lui conosceva il tuo volto ancor prima che tu venissi al mondo.

Ti ha impastato a Sua immagine e somiglianza, e un giorno ti ha fatto sentire la Sua voce: «Vieni e seguimi».

Su di te ha rivolto, perciò, il Suo sguardo di predilezione, perché il Padre così aveva stabilito dall’eterno; ma tu hai osato talvolta verso di Lui tentennamenti, dubbi e perplessità, eppure non ti ha lasciato.

Non si è scordato di te, ma ti ha tratto ancor più vicino al Suo Cuore, facendoti talvolta sentire la vera ebbrezza d’Amore, quella comunione che ti ha fatto gustare l’unità con i fratelli.

«Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20).

Hai salito l’altare; le Sue mani ti hanno consacrato; la Chiesa ti è Madre particolare; Lui è sempre l’Amore che scandisce i Suoi battiti nel tuo cuore, o Sacerdote di Dio.

Qual dono hai ricevuto dall’Autore della vita! Qual privilegio per una sì indegna creatura, che, per quanto buona sia, non sarà mai degna di un’altezza sì sublime come quella di salire l’altare e di esserGli Ministro.

Questa indegnità ti deve portare ogni giorno a batterti il petto come umile peccatore, cosciente di essere tale, implorando come aiuto un aumento di grazia, al fine che tu, uomo tra gli uomini, possa illuminare i tuoi fratelli di quella luce che è santità.

Che cosa devi fare, fratello, se non che buttarti in quell’umiltà che è dei vergini, dei pazienti, dei perseveranti, degli indulgenti, dei caritatevoli, dei generosi, dei decorosi, degli ordinati, dei poveri, dei remissivi, degli abbandonati al volere di Dio e alla Divina Provvidenza? Così pure buttarti nell’umiltà dei rispettosi, dei temperanti, degli affabili, dei consiglieri insigni e dei pacificatori?

Entra a far parte dei mansueti, dei retti di cuore, degli operatori di bene, dei lavoratori onorabili, dei predicatori della parola di Dio saggi e prudenti, dei diligenti confessori, degli istruttori preparati, e dei dotti di vera dottrina.

Entra nella schiera dei perseveranti, degli asceti, o dei mistici se ivi Dio ti chiama.

Entra a far parte in Dio dei potenti contro le insidie del male, degli uomini senza rispetto umano, dei testimoni della verità, dei piccoli obbedienti alla legge dell’Amore, degli osservanti dei consigli evangelici, degli amici dei peccatori, dei consolatori degli afflitti, degli uomini di fervente preghiera.

Sii un Sacerdote di preghiera, di silenzio, di sorriso, di pace, di gioia, di fervore, di impegno costante, di salutare distacco, di rinuncia profonda, di penitenza instancabile, di prosperità spirituale.

Sacerdoti, siate maestri d’anime, direttori di spirito, guide alle alte vette della santità, sostegno dei tribolati, speranza dei moribondi, refrigerio dei disperati, trasporto dei fratelli di altre religioni al vero Padre, al vero Figlio, al vero Spirito Santo.

Siate focolari ardenti, centro vitale della Trinità Santissima, dispensatrice di ogni favore e di ogni luce, di potenza e di tutte le grazie spirituali e materiali.

Sacerdoti, se avrete fede opererete miracoli, con Cristo, per Cristo e in Cristo; ma perché ciò avvenga bisogna che siate vuoti di voi stessi e ricchi di Lui, che le vostre mani siano le Sue, la vostra mente, il vostro cuore e tutti i vostri sensi siano permeati nell’unità trinitaria che è la vita di ogni credente e l’espressione vitale di ogni Ministro di Dio.

 

 

Madre Provvidenza 

(dal libro : MINISTRI DI DIO ALLA SEQUELA DI CRISTO )

 

LETTERA ENCICLICA
DI SUA SANTITÀ
PAOLO PP. VI

MYSTERIUM FIDEI

SULLA DOTTRINA
E IL CULTO DELLA SS. EUCARISTIA

 

 

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