Non piangete per i vostri morti, ma esultate perché coloro che chiamate morti sono ancora vivi e sono in mezzo a noi, se morti in grazia.

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Cristo è morto ed è risorto. 

Anche noi risorgeremo e con Lui per tutti i secoli canteremo le lodi della Resurrezione, mentre pregheremo per quelli che ancora in esilio attendono il giorno della gloria.

Per arrivare alla Resurrezione dobbiamo vivere. 

Vivere non significa esistere. Significa avere la vita di Dio dentro di noi. Se così sarà, anche quando moriremo la nostra vita non terminerà ma continueremo ad essere su questa terra creature che seminano grazie e conversioni. A quanti però l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio, quelli che credono nel Suo nome, i quali non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

Non siamo sempre stati ma sempre saremo.

Non piangete per i morti, ma esultate perché coloro che chiamate morti sono ancora vivi e sono in mezzo a noi, se morti in grazia.

La fede ci dice di credere che Dio è misericordia.

Preghiamo piuttosto di non perdere tempo nel farci domande e nel commettere peccati. Mettiamoci vicino all’orecchio l’orologio che scandisce i battiti e pensiamo che ogni suo battito è un passo che facciamo verso l’eternità.

Anche se non vediamo più il volto dei nostri amici, sappiamo però che loro ci vedono e ci seguono, essi pur essendo nell’eternità, sono in mezzo a noi. Infatti il Paradiso non è un luogo circoscritto nella creazione ma è in tutto l’Universo e quindi anche su questa terra.

Perciò noi, tutti noi, se siamo in grazia di Dio siamo in mezzo a quelli che sono vivi e abitano nel Regno di Dio.

 

Madre Provvidenza

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