Iniziamo l'Anno insieme

 

Dopo l’ultima notte dell’anno, ecco l’aurora del nuovo. Anch’esso avrà le sue notti con le stelle o senza stelle…i suoi giorni con nebbie o sole…le sue ore calde e fredde…i nuvoloni e il cielo luminoso…le fresche piogge e le desolanti tempeste…

La vita dell’uomo ha le sue traversie facili e difficili.

Nessuno può dire di non aver una croce da portare: a ciascuno viene affidata dall’Eterno, con il peso adatto alle sue forze. L’ha portata il Signore prima di ciascuno di noi e con amore, senza lamentarsi; l’ha portata con gioia pensando alle anime nostre che avrebbe riscattato con la Sua Passione e Morte. Anche se ha gridato: «Padre Mio, se è possibile, passi da Me questo calice!», ha però soggiunto: «…Non come voglio Io, ma come vuoi Tu» (Mt 26,39).

L’uomo si trova sulla terra per guadagnarsi il Cielo. La terra è un esilio dove ogni creatura deve trascorrere la sua vita lodando il Creatore, supplicandoLo per le sue necessità e per quelle dei suoi fratelli, guadagnando col proprio sudore il pane quotidiano per l’eterna santificazione.

Siamo vicini alla Quaresima. È questo un periodo di penitenza che ci ricorda la fame e la sete che Cristo Gesù soffrì in solitudine per quaranta giorni nel deserto, dove anche il diavolo Lo tentò.

Svegliati, fratello; i giorni passano e la resa dei conti s’avvicina. Mortifica il tuo cuore, la tua lingua e tutti i tuoi sensi; sii meno goloso, meno ingordo, meno passionale.

Ama la purezza come l’amavi quand’eri bambino e ti facevi cullare, innocente, sulle ginocchia di tua madre.

Abbi fede per quanti hanno fame e sete del tuo esempio di vita, perché, accecati dalle vanità del mondo e dalla libidine della carne, si dimenticano di essere uomini creati a immagine e somiglianza di Dio.

La tentazione è prova della maturità umana. Il saggio non teme la tentazione, anzi pensa che Dio l’abbia abbandonato quando non si sente messo alla prova. Bisogna pregare il Signore non tanto che ci liberi dalle tentazioni, ma che non ci abbandoni in esse.

La tentazione fortifica il cuore dell’uomo, quando lo trova vergine nelle sue intenzioni e deciso nella sua fede; lo incoraggia a stare all’erta contro il nemico, pur compiendo le sue azioni con semplicità e serenità di vita.

Medita, fratello, sui doveri che ogni giorno la tua coscienza ti presenta da compiere agli occhi di Dio che un giorno sarà giudice delle tue opere.

Questa vita è un passaggio, come lo è per tutti gli animali. Come l’animale è stato creato a servizio dell’uomo, così l’uomo è stato creato a servizio di Dio.

La Madonna, nelle Sue grandi apparizioni, ha detto più volte di fare penitenza, ed è giusto che i peccati si scontino o in questa vita o nell’altra. Anche i Santi si son chiamati peccatori.

Ravvediti, e paga le tue decime al Maestro Divino per i giorni che ti ha dato e per quelli che, se vuole, ti darà ancora su questa terra.

Non sta a te il vivere più o meno a lungo: sta a Lui concedertelo. Hai quindi bisogno di pregare e di pregare molto, di lasciare da parte quei romanzi che ti montano la testa e ti fanno perdere ore di sonno.

Abolisci i divertimenti illeciti, che lasciano il vuoto nel tuo cuore. Fa piuttosto qualche opera buona presso i poveri, i malati, i soli, i provati dalla sventura.

«La carità copre una moltitudine di peccati» (1Pt 4,8), dice il Signore per bocca dell’Apostolo.

Nel grigiume di una vita a scacchi, il biancore della neve scende lieve sui colli e sulle montagne. Anche le strade di città sono impolverate da questo candore che scuote il cuore dell’uomo freddo e insensibile.

La neve fa battere le mani ai piccoli e fa risvegliare i nobili sentimenti nei grandi.

Guardando la neve si pensa alla purezza di una vita che ha un aldilà, che ci attende tra il sole dei martiri e l’ebbrezza dei Santi, a fianco del Redentore, l’Uomo-Dio che seppe donar Se Stesso fino all’ultima goccia di sangue.

Questa vita esemplare dovrebbe essere per l’uomo una fotografia di se stesso, perché l’amore porta imitazione.

La freschezza della neve muove i passi frettolosi verso la scuola e il lavoro, e impedisce le chiacchiere inutili negli incontri sulle strade.

Madre Provvidenza

 

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