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Meditiamo sul Sacerdozio

 

 

 

     Carissimi, meditiamo quest’oggi sul Sacerdozio cristiano. C’è scritto nella lettera agli Ebrei: “Ogni Sommo Sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati”. (Eb 5,1).

Che grande responsabilità essere amministratori delle ricchezze di Dio!   È proprio questa la caratteristica del Sacerdote. Lui infatti non amministra beni materiali, ma beni divini: è colui che porta Dio alle anime e le anime a Dio. Per questo deve essere ricco di Dio, e deve amarLo in tutto sopra ogni cosa.

Il Sacerdote ha tanti doveri: prima di tutto di santificare se stesso; poi di santificare gli altri; deve aiutare i peccatori a convertirsi; deve sostenere gli sfiduciati e incoraggiarli; deve perdonare i peccati; deve portare la pace dove c’è odio e vendetta, e specialmente deve ricordare a tutti che Dio ci ha dato questa vita per preparare la nostra eternità.

Il Sacerdote deve anche dare buon esempio nell’esercizio delle virtù: della bontà, della carità fraterna, del perdono, dell’umiltà, della gioia, dell’entusiasmo nella vita religiosa, soprattutto deve vivere sempre in grazia di Dio. Purtroppo però, anche se il Sacerdote è Gesù stesso, rimane uomo tra gli uomini, con i suoi difetti, con le sue debolezze, con le sue mancanze, e a volte (vien da piangere a dirlo) anche con gli scandali.

Cari Amici, noi Sacerdoti abbiamo tanto bisogno del vostro aiuto. Prima di tutto che preghiate il Signore che susciti ancora nuove vocazioni al Sacerdozio, perché se andiamo avanti così i vostri figli, o nipoti o pronipoti, rimarranno senza Sacerdoti. Gesù nel Vangelo raccomanda proprio di pregare. Dice infatti: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe che mandi operai nella Sua messe” (Mt 9, 37). Facciamo un paragone con il passato: nel 1850 in Italia c’erano più di sessantamila Sacerdoti, quando la popolazione era più o meno venti,venticinque milioni; ora invece la popolazione è di circa sessanta milioni e i Sacerdoti sono soltanto ventimila, per di più molti anziani. C’è quindi da riflettere e da domandarsi: come sarà il futuro della Chiesa in Italia?

Per ottenere da Dio vocazioni al Sacerdozio, oltre alla preghiera, si possono offrire anche le proprie sofferenze, fare delle penitenze corporali, e chiedere a Dio che i propri figli diventino Sacerdoti. A questo proposito si racconta che una Mamma appena le nasceva un figlio chiedeva al Signore che lo facesse diventare o Sacerdote o Suora. Quella Mamma ebbe tredici figli, e tutti si consacrarono a Dio. Care Mamme non abbiate paura che vostro figlio diventi Sacerdote, perché se ciò avvenisse sarebbe per voi la più grande grazia e benedizione.

Se volete allora che i vostri figli crescano bene e venga in loro il desiderio di diventare Sacerdoti, portateli alle funzioni religiose fin da quando sono ancora piccoli, e soprattutto fare frequentare la Santa Confessione e la Santa Comunione. Se li tenete lontani da Dio, come può sorgere in loro il desiderio di amarLo e soprattutto di consacrarsi a Lui?

Scusate se faccio un accenno personale. Nella mia famiglia, composta di dieci figli, ci sono due fratelli Sacerdoti e due sorelle Suore. Naturalmente siamo cresciuti in un ambiente molto cristiano. Ogni sabato i nostri Genitori ci mandavano tutti a confessarci e loro ne davano l’esempio; alla sera recitavamo il Santo Rosario e il Papà ci leggeva libri religiosi: l’Imitazione di Cristo, la Pratica di amare Gesù, e soprattutto un libro che parlava dei quattro novissimi: Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso. Dicevano i Santi che la vocazione nasce sulle ginocchia dei genitori.

Cari genitori, mettetevi una mano al cuore e una sulla coscienza, e domandatevi: “Io che sono cristiano, che cosa faccio per ottenere da Dio vocazioni al sacerdozio?” Un cristiano che non fa mai neppure una preghiera per questa intenzione come può dire di amare la sua religione? Se Gesù raccomanda di pregare il Padrone della messe, la Sua parola non deve rimanere lettera morta, ma deve portare frutto nella nostra vita. Preghiamo, preghiamo molto per le vocazioni, e le grazie pioveranno abbondanti su noi stessi e anche sulla nostra famiglia.

Oltre a pregare per le vocazioni aiutiamo coloro che sono già Sacerdoti. Sosteniamoli e difendiamoli nel loro operato. Partecipiamo alle varie iniziative promosse da loro. Soprattutto non critichiamoli, non ostacoliamo e  buttiamo addosso calunnie perché terribile sarebbe il giudizio di Dio su coloro che vanno contro i Sacerdoti. Gesù infatti ha detto nel Vangelo: “Chi ascolta voi ascolta Me; chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza Me disprezza Colui che mi ha mandato” (Lc 10,16). Chi fa soffrire i Sacerdoti fa soffrire Dio stesso.

Vi saluto e vi benedico di cuore, promettendovi preghiere e augurandovi ogni bene nel Signore, e che possiate diventare santi attraverso il Sacerdozio di Cristo. 

 

Vostro aff.mo

P. Luigi Duilio Graziotti

 

 

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