Sacerdos Alter Christus

 

Sacerdote,

quale privilegio hai ottenuto dal Signore per essere stato scelto tra i Suoi eletti, innalzato sull’altare quale maestro dei tuoi fratelli.

Perché tutto questo? Perché così dal Padre è stato stabilito, dall’eterno come per Gesù, l’Emmanuele.

Tu sei un altro Cristo per le potenze che ti sono state affidate a beneficio dei fratelli. Tu devi essere, perciò, il continuatore dell’opera del Signore in questo esilio, per continuar ad esserlo nei Cieli col Giudice eterno, Cristo nostro fratello maggiore. Non hai altro che da copiare questo Modello di vita in tutte le sfumature del Suo Amore. Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue, fate questo in memoria di Me (cfr. Mt 26, 26-27).

Il Divin Sacrificio dev’essere, perciò, non solo il rinnovamento della Passione di Cristo, ma anche una tua quotidiana immolazione in un rinnovamento totale, in una purificazione concreta, in uno spogliamento radicale per poter essere veramente una cosa sola con quel Corpo e quel Sangue che innalzi nelle tue mani e che si umilia fino ad immedesimarsi in te.  

Sacerdote carissimo, la tua prima missione deve essere quella dell'annientamento di te stesso, cambiando le tue debolezze in tante virtù, le stesse del Maestro Divino. Come puoi presentarti col Suo Nome se hai poco o nulla di Lui? Non puoi camuffarti cercando di apparire con belle prediche, forti paroloni, senza il midollo interiore. I paroloni faranno bella figura, ma entreranno da un orecchio e usciranno dall’altro.

Oggi si parla molto della necessità di un buon numero di lauree: la cultura è messa dal Sacerdote al primo posto, invece la santità, da molti, è messa agli ultimi posti. Che sforzo fai, ogni giorno, per migliorare il tuo spirito? Per essere un altro Cristo? Ti soffermi ogni tanto a guardar dentro di te per strappare quella zizzania che rovina il buon grano del tuo spirito? Ti lamenti perché la gente non ti segue, oppure ti scoraggi perché hai troppo da fare, e sei  contestato nel tuo sforzo giornaliero? È puro il tuo modo di agire? È semplice il tuo rapporto con i fratelli? Cerchi di  occupare il primo posto o ti accontenti anche dell’ultimo? Vai alla ricerca di onori e gloria, stima ed apprezzamento, oppure vai alla ricerca di anime? Ti agiti quando ti accorgi che combini poco o nulla? Perché, invece, non occupi più tempo nella preghiera e nella direzione spirituale? Non potrai essere un buon maestro, se non saprai essere prima un bravo discepolo. Convinciti che hai bisogno di una Guida per guidare, di un Sacerdote ricco di virtù, di esperienza, più avanti in età, uomo di preghiera e di buon esempio di vita, nelle cui mani ti devi sottomettere all’obbedienza con gioia piena.

Occupati di approfondire la tua vita interiore, i tuoi rapporti con il Cristo che devi rappresentare. Impara a parlare con Lui come parleresti con te stesso, ad ascoltare i Suoi consigli e a sottometterti a chi ti dirige, perché talvolta l’azione del diavolo cerca di intorbidir le acque in un cammino spirituale, e a farti vedere di Dio ciò che è di te stesso o dello spirito delle tenebre.

Non perdere tempo. Se vuoi santificarti cerca di fare anche della tua notte un giorno. Innanzitutto, quando ti svegli, benedici quanti si trovano in agonia, nel peccato grave, o durante un omicidio o un suicidio. Benedici quei Sacerdoti che, tentati dal diavolo, stanno tradendo il Sacramento dell’Ordine per buttarsi nella polvere della corruzione eterna.

Sii forte, fratello carissimo, e non dimenticare che Cristo sull’albero della croce ha donato ai Suoi Apostoli Sua Madre, la Vergine SS.ma. Allarga a Lei le tue braccia nelle notti insonni e stringila al tuo cuore.

Solo Lei ha il potere e il dono di consolarti, di darti quell’affetto che ti manca, soprattutto in certi momenti difficili, quando il diavolo, geloso della tua fortezza, vuol distruggere la serenità e la pace del tuo spirito.

Nel cammino di ogni giorno non dimenticare il compagno che Dio ti ha messo a fianco il giorno della tua venuta al mondo: l’Angelo Custode.

Impara a interrogarlo, ad aprirgli il tuo cuore quando, stanco  per la fatica, non trovi un aiuto, una luce che meglio ti indirizzi il cammino. Così agendo non ti sentirai più solo.

Lavato dal Sacramento della Penitenza il più possibile, camminerai come sospeso tra terra e Cielo, iniziando a conoscere la dolcezza di quel Paradiso che un giorno comincerai ad abitare per tutta l’eternità.

E ricordati che non sei solo. Se la grazia di Dio è dentro di te: Non andar a cercare conforto o affetto fuori dalla giusta via, perché si comincia col poco e si finisce col molto. Quando poi ti trovi legato alle catene, è difficile tornare indietro. L’anima dell’uomo intelligente non si lascia soggiogare dal suo corpo mortale, molto più quella di un Prete.

Che bello esser Sacerdote! Che bello salvare le anime, ma attenzione... perché qualcuno vuol salvarne troppe, ma senza l’ossigeno. Così facendo, rischia di perdere la propria. La via più sicura al Paradiso è l’obbedienza. L’obbedienza è maestra di virtù, è la strada che conserva il cuore sereno e ti assicura di trovarti nella volontà di Dio. La povertà, cioè il distacco dalle vanità e dal sovrappiù di ciò che serve, rende il sacerdote umile strumento nelle mani di Dio. La castità attira su di Lui lo sguardo di compiacenza della Vergine Immacolata, di Cristo suo modello di vita, e del gregge che gli è stato affidato e al quale dedica la sua vita.

Attenzione alle ricerche d’affetto, sia in campo femminile che maschile, alle curiosità, perché questo modo d’agire ha fatto fallire molti Sacerdoti. Se hai un po’ di tempo libero occupalo nell’ordinare la tua casa, come certamente Gesù faceva con Sua Mamma e con S. Giuseppe.

Il Sacerdote deve servire, più che essere servito. L’ordine esteriore è sinonimo dell’ordine interiore. Visita i malati e sii per essi il loro Angelo consolatore. Così pure, se ti è possibile, visita i carcerati, gli anziani bisognosi di conforto e di coraggio. Sii semplice con i pargoli e insegna loro a pregare con spontaneità. Stai lontano dal fuoco, dove la carne ti attira. Pensa all’altare dove sei innalzato vestito di bianco perché chi non ha mani pure e mondo il cuore non può salire il monte del Signore (cfr. Sal 23).

Il peccatore ammonisci con tenerezza, comprensione e speranza, cercando di portarlo al pentimento delle sue colpe, senza voler entrare a conoscere troppo in profondità la sua vita, perché questo metodo ha fatto fallire molti penitenti e tanti preti:«Da quello non vado più a confessarmi, perché ...».

Gesù ha il cuore grande, e sicuramente allarga sempre le braccia dinanzi    ad uno che si pente del suo peccato. Scelse la Maddalena ad annunciare agli Apostoli la Sua Risurrezione. Cristo comprende la debolezza dell’uomo pentito: perché non devi comprenderla tu, peccatore come lui o più di lui? Eppure tanti non si confessano più perché non hanno trovato nel Confessore quell’aiuto che avrebbero trovato dal Signore.

Stai vicino ai giovani, ed incoraggiali a ben vivere, facendo capire che la morte potrebbe arrivare all’improvviso, come un ladro, e bisogna sempre esser preparati.

Convinci gli Sposi che la soddisfazione consiste nel dare alla luce nuove creature per la gloria di Dio e per la felicità della propria famiglia. I genitori che hanno paura di morir di fame per dover mantenere un figlio in più, certamente rimarranno senza Provvidenza quando ne avranno bisogno. Le famiglie numerose, il più delle volte, hanno anche vocazioni religiose che sono la consolazione dei genitori.

Caro Sacerdote, prega perché il buon Dio mandi tante vocazioni al Sacerdozio e alla vita consacrata nella tua comunità parrocchiale o nella tua Congregazione. Se le mette nelle tue mani trattale con molta delicatezza per non essere di ostacolo all’opera di Dio su ciascuna di esse. Quante cose ti vorrei dire! Ma mi sento indegna, anche se il Signore fin dalla mia prima giovinezza mi ha chiamato a pregare e ad immolarmi per la santificazione di tutti i Sacerdoti del mondo, e ha messo nelle mie mani tanti di questi Suoi figli perché fossi per loro, più che una maestra, una madre.

Se volete iniziare una collaborazione con me scrivetemi: pregherò per le vostre particolari necessità, e se pensate che possa esservi utile con qualche buon consiglio, volentieri lo farò per posta elettronica, e più avanti, se credete, anche con corrispondenza per lettera. Allora vi darò il mio recapito.

 

Madre Provvidenza

 

(Madre Provvidenza è morta il 16 Giugno 2002 in odore di santità. Ora si rende disponibile Padre Luigi Graziotti, Fondatore con lei dei Missionari della Fede e di altre Famiglie Religiose)

Filmato: Meditazione sul Sacerdozio di P. Luigi Graziotti  Download zip 2,12 MB

SOMMARIO MEDITAZIONI