Il Sacerdote deve avere carità
Sacerdote
di Dio, prezioso sarai ai tuoi fratelli se ricco di carità.
La
carità porta all’umiltà, all’eroismo, alla gioia. Il Sacerdote che
prega, accetta, si dona, espande tra i fratelli il profumo della sua ricchezza
interiore: la carità.
Il
Sacerdote di preghiera è sempre anche il Sacerdote di sacrificio. Nel
sacrificio non c’è contestazione, ma filiale abbandono alla Volontà di
Dio, che sempre si manifesta attraverso la voce del Superiore che può essere
o il Vescovo, o il Responsabile della comunità se sei un Religioso.
Ogni
giorno tu sali l’altare e rinnovi la Passione e la Morte di Cristo: «Questo
è il Mio Corpo, questo è il Mio Sangue; fate questo in memoria di Me»
(dalla Liturgia).
Ma
quale memoria migliore, se non il tuo esempio di vita, come quello di Cristo?
Le parole volano, ma il Sacrificio di Cristo si rinnova per continuare nella
tua giornata il sì della croce, che è l’anima dei Santi, la potenza dei
Martiri, lo scudo di salvezza per chi vuol seguire Colui che è la Via, la
Verità e la Vita.
Svegliati,
Ministro di Cristo, perché le anime che Dio ha messo nelle tue mani non
finiscano in quelle di satana. L’astuzia dei ministri delle tenebre sta
dilagando, e solo chi è ben afferrato a Cristo riesce a scoprirla.
Quest’arte sa camuffarsi molto bene, e talvolta si manifesta come opera
buona perché tu non ti debba curare di essa.
Apri
gli occhi e non dormire, perché se la grazia di Dio non avrà preso pieno
possesso di te, anche tu potresti trovarti legato alle catene delle sue
malefiche potenze, e potresti facilmente dimenticarti di essere Ministro di
Dio. Questa astuzia si infiltra negli spiriti deboli, trasportandoli col
sentimento e la fantasia, e intanto il tempo passa e la resa dei conti si
avvicina.
Se
le anime dei tuoi figli vanno all’inferno perché tu, per mancanza di vita
interiore, di spirito di sacrificio, di umiltà, te ne sei curato troppo poco
di loro, come potrai avere la pace del cuore?
È
vero, la messe è molta e gli operai sono pochi, ma se quei pochi, invece di
curar la messe cercano un quieto vivere, preoccupandosi della propria salute,
degli interessi materiali invece di parlar chiaro alle anime, quelle si
perdono.
Non
è il numero dei Sacerdoti che converte, ma è la qualità, cioè il grado di
santità che uno possiede.
Quando
Gesù camminava per le strade tutti Lo seguivano. Così dicesi anche dei
Santi, perché la santità appare sul volto, e mette in condizione le anime di
chieder consigli e guarigioni.
La
preghiera del Santo è la preghiera di Cristo in terra e perciò potente.
Noi
camminiamo sulle orme di chi ha camminato prima di noi, coi loro fardelli e
problemi, ma con l’anima in elevato stato di grazia.
Chiedi
perciò al Signore la grazia di diventare Santo, e le anime a te affidate ti
seguiranno come le pecore seguono il Pastore, senza fatica e senza timore.
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