TU SEI SACERDOTE

IN ETERNO

 


 

«Sacerdos Alter Christus».

Sacerdote che leggi,  pensi che sei Cristo e che Cristo devi essere? Oppure hai paura a pensarlo?

«Sono Cristo, e perciò devo vivere come Cristo. Le anime vogliono vedere me come Cristo. Ma che sforzi faccio per avvicinarmi alla Sua Santissima Figura? Talvolta mi vergogno, quando mi accorgo che sono meno spirituale di un semplice cristiano. La mia volontà è fredda, insensibile: sto diventando un uomo indifferente ai miei doveri di rappresentante di Cristo. Quale piaga è questa per l’anima mia e per la Chiesa».

Caro Sacerdote, l’esempio attira o al bene o al male.

Un Prete indifferente potrebbe trascinare dietro a sé nella perdizione eterna una lunga schiera di anime.

Abbiamo visto e vediamo quello che è avvenuto e che avviene, sui giornali, per colpa di un Prete che, in un momento di smarrimento, per la mancanza di un ripensamento, in un momento d’impulsività troppo focosa, ha dimenticato di essere Sacerdote prudente, costante, umile, semplice, perseverante, Ministro di Dio, specchio di purezza.

Basta un istante per perdersi e per far perdere un’anima, tante anime.

Il popolo ha bisogno di vedere dinanzi a sé un Padre umile, generoso, delicato, sensibile; un maestro che insegna quel che vive, che ama le anime e le serve a costo di qualunque sacrificio.

Il Sacerdote deve essere uomo di fede, di preghiera, di perdono, di silenzio e di immensa carità. 

Caro Sacerdote, esaminati, e se non possiedi queste caratteristiche che sono richieste ad un Ministro di Dio, sforzati per acquistarle.

Credimi, ti sentirai più felice, più distaccato dai pensieri inutili, dove il mondo cerca di buttarti fino a sentirti uno strumento inutile sulla terra.

Tu non sei l’uomo d’affari, ma l’uomo della salvezza. Medita e deciditi di migliorar vita. Sarai meno triste, e pian piano, attraverso l’aiuto del Sacrificio della Santa Messa, ti sentirai un dispensatore della grazia di Dio a chi a te si inginocchia per ottener il perdono delle proprie colpe.

In quei momenti pensa che dono Dio ti ha dato: il dono di Se Stesso, perché assolvere i peccati spetta solo a Lui.

Battiti il petto come Suo indegno servitore, e pensa ai tuoi innumerevoli peccati che continui a commettere senza riflettere al compito o   alla missione che ti è stata affidata consacrandoti quelle mani con le quali avviene la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo, quelle mani che usi per amministrare i Santi Sacramenti, specie quello del Battesimo, rendendo le creature, a te affidate, figlie di Dio.

Sacerdote, non dimenticarti che tu sei il canale comunicatore della grazia divina.

Conserva pulita e rendi raggiante la tua anima, mezzo per comunicare alle anime, oltre alla grazia santificante e sacramentale, anche la grazia attuale per aiutarle ad

essere forti contro le insidie del diavolo.

Prega molto e stringi tra le braccia il Crocefisso, chiedendoGli misericordia, perdono e grazia.

Rimani fedele a quello che hai promesso il giorno della tua Ordinazione Sacerdotale.

«Tu sei Sacerdote per sempre al modo di Melchisedek»  (Salmo 110, 4).

Quando sali l’altare ricordati chi sei e chi devi essere.

Non andar ad elemosinare un po’ di affetto, ma ti basti l’amore di Dio che contiene in sé gli affetti di tutto il mondo.

 

 

 Madre Provvidenza

 

 

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