TESTIMONIANZA DI CATALINA
SULLA SANTA MESSA
Sulla meravigliosa catechesi con la
quale il Signore e
È questa la testimonianza che devo e voglio dare al mondo intero, per la
maggior Gloria di Dio e per la salvezza di chiunque voglia aprire il proprio
cuore al Signore. Affinché molte anime, consacrate a Dio, ravvivino il fuoco
dell’amore per Cristo, sia quelle che hanno nelle loro mani il potere di farlo
scendere sulla terra per essere nostro nutrimento, sia le altre, affinché
perdano l’uso di riceverlo per “abitudine” e rivivano il meraviglioso
stupore dell’incontro quotidiano con l’amore. Affinché i miei fratelli e
sorelle laici di tutto il mondo vivano il più grande dei Miracoli con il cuore:
la celebrazione della Santa Eucaristia.
Era la vigilia del giorno dell’Annunciazione, e i componenti del nostro
gruppo erano andati a confessarsi. Alcune signore del gruppo di preghiera non
riuscirono a farlo e rimandarono la confessione al giorno seguente, prima della
Santa Messa.
Quando il giorno seguente giunsi in Chiesa un po’ in ritardo, il signor
Arcivescovo e i sacerdoti stavano già entrando nel presbiterio. In quel
momento,
«Oggi per te è un giorno di
apprendistato e voglio che tu faccia molta attenzione perché, di ciò che sei
testimone oggi, tutto ciò che vivrai in questo giorno, dovrai farne partecipe
l’umanità». Rimasi
sorpresa senza comprendere, ma cercando di essere molto attenta.
La prima cosa della
quale mi resi conto era un coro di bellissime voci che cantavano, come se
venisse da lontano; in alcuni momenti la musica si avvicinava, poi si
allontanava, come se si trattasse di un suono portato dal vento.
Il signor
Arcivescovo cominciò
«Dal profondo del tuo cuore, chiedi
perdono al Signore per tutte le tue colpe, per averlo offeso, così potrai
partecipare degnamente al privilegio di assistere alla Santa Messa».
È certo che per una
frazione di secondo pensai: «Sono certamente in Grazia di Dio, mi sono appena
confessata ieri sera».
Ella rispose: «Credi
forse che tu, da ieri sera, non abbia offeso il Signore? Lascia che ti ricordi
alcune cose. Quando stavi uscendo per venire qui, la ragazza che ti aiuta ti si
avvicinò per chiederti alcune cose, e poiché eri in ritardo, sbrigativamente
le rispondesti in modo non molto cortese. E stata una mancanza di carità da
parte tua, e dici di non avere offeso Dio...?»
«Nella strada che hai fatto per venire fin
qui, un autobus ha intralciato la tua strada e ti ha quasi urtato e tu hai detto
un’abbondante quantità di cose contro quel pover’uomo, invece di venire in
Chiesa facendo le tue orazioni, preparandoti per
«E arrivi all’ultimo momento, quando già
la fila dei celebranti sta uscendo per celebrare
- Va bene, Madre
mia, non mi dire di più, non ricordarmi altre cose, altrimenti morirò
immediatamente di vergogna e di dolore - risposi.
«Perché arrivare all’ultimo momento?
Dovreste essere qui prima, per poter fare una preghiera e chiedere al Signore di
mandare il Suo Santo Spirito, perché vi conceda uno spirito di pace che scacci
via lo spirito del mondo, le preoccupazioni, i problemi e le distrazioni, e
poter essere così capaci di vivere questo momento tanto sacro. Invece, arrivate
quasi all’inizio della celebrazione e vi partecipate come se andaste ad
assistere ad un evento qualsiasi, senza nessuna preparazione spirituale. Perché?
E il Miracolo più grande, e voi avete la possibilità di vivere il momento del
più grande regalo da parte dell’Altissimo, ma non lo sapete apprezzare».
È bastato così. Mi
sentivo così male che fu più che sufficiente perchè chiedessi perdono a Dio,
non solamente per le colpe di quel giorno, ma per tutte le volte che, come
moltissime altre persone, ho aspettato che terminasse l’omelia del sacerdote
per entrare in Chiesa. Per tutte quelle volte che non ho saputo o che ho
rifiutato di capire che cosa significava essere lì, e per quelle altre volte
che, essendo forse la mia anima piena di peccati più gravi, avevo osato
partecipare alla Santa Messa.
Era un giorno
festivo e si doveva quindi recitare il Gloria.
Come fu diverso quel
Gloria! Mi vidi d’un tratto in un altro luogo, pervaso di luce, davanti alla
Presenza Maestosa del Trono di Dio, tutto pieno di luce; con quanto amore,
ringraziando, ho ripetuto... “Per la tua Gloria immensa, noi Ti lodiamo, Ti
benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie, Signore, Dio, Re
del cielo, Dio Padre Onnipotente e mi immaginavo il volto paterno del Padre
pieno di bontò... Signore, Figlio unico Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di
Dio, Figlio del Padre, Tu che togli i peccati del mondo...” - e Gesù stava
davanti a me, con quel volto pieno di tenerezza e di Misericordia... “perchè
Tu solo sei Dio, solo Tu, Altissimo Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo...” il Dio dell’Amore perfetto, Quello che in questo
momento fa trasalire tutto il mio essere...
E ho chiesto: «Signore, liberami da ogni
spirito cattivo; il mio cuore ti appartiene, Signore mio, mandami la tua pace
per ottenere il miglior beneficio da questa Eucaristia e perché la mia vita dia
migliori frutti. Spirito Santo di Dio, trasformami, opera in me, guidami. O Dio,
dammi i doni di cui necessito per servirti meglio...!»
Giunse il momento della Liturgia della Parola e
«Voglio
che tu stia attenta alle letture e a tutta l’omelia del sacerdote. Ricorda che
«E
ora, dillo al Signore che sei qui per ascoltare ciò che tu vuoi che Egli dica
oggi al tuo cuore».
Ringrazio nuovamente Dio perché mi dà
l’opportunità di ascoltare
Io che avevo assistito a tante Eucaristie, più
che altro come un obbligo, e avevo creduto con questo di essere salva... Di
viverla, nemmeno per sogno, di porre attenzione alle letture e alla omelia del
sacerdote anche meno.
Quale dolore ho provato per tanti anni persi
inutilmente, a causa della mia ignoranza!... Quanta superficialità nelle Messe
alle quali assistiamo quando c’è un matrimonio, o una Messa da morto, oppure
perché ci teniamo a farci vedere dagli altri! Quanta ignoranza riguardo questa
nostra Chiesa e riguardo i Sacramenti! Quanto spreco nel voler istruirci e
coltivarci nelle cose del mondo, che in un momento possono sparire senza che
nulla rimanga, e che alla fine della vita non ci servono neanche ad aggiungere
un minuto alla nostra esistenza! Ma
di quello che ci farà guadagnare un poco di cielo sulla terra e poi la vita
eterna, non sappiamo niente, e tuttavia ci chiamiamo uomini e donne istruiti...!
Si giunse poco dopo all’Offertorio e
È questo che Gesù vuole che si faccia: che
umiliamo il nostro cuore affinché loro non sentano la durezza, ma che invece
alleviamo loro il dolore del venire calpestati. Anni dopo, ho letto un libretto
di preghiere di un Santo che amo molto: José Maria Escrivò de Balaguer; lì
trovai una preghiera simile a quella che mi aveva insegnato
All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in
piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se, dal fianco di ogni
persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un’altra persona;
Disse nostra Madre: «Osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si
trovano qui. E il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre
offerte e preghiere all’Altare del Signore».
In quel momento, ero completamente in preda a
un grande stupore, perché quegli esseri avevano un volto tanto bello e tanto
raggiante da non potersi immaginare. I volti risplendevano bellissimi, quasi
femminili, benché, senza alcun dubbio, l’aspetto generale del corpo, delle
mani e la statura fosse di uomo. I piedi nudi non poggiavano al suolo, ma
piuttosto andavano come scivolando, come se scorressero via. Era una processione
bellissima.
Alcuni di loro portavano come un vassoio
d’oro con qualcosa che risplendeva di una forte luce bianco dorata. Disse
«Sono
gli Angeli Custodi delle persone che stanno offrendo questa Santa Messa per
molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che
significa questa celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al
Signore...
In
questo momento, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le
vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che
Dietro ai primi Angeli, ne venivano degli
altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse
Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che
erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi.
«Sono gli Angeli Custodi delle persone
che, pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che
sono venute per forza, che sono venute perché si sentono obbligate, ma senza
nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno
tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le loro
proprie preghiere».
«Non
intristite il vostro Angelo Custode... Pregate molto, pregate per la conversione
dei peccatori, per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro
prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre preghiere. Pregate,
pregate molto, non solo per voi ma anche per gli altri».
«Ricordatevi
che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come
olocausto, così che Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri
meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? Il nulla e il
peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, fate una offerta gradita
al Padre».
Quello spettacolo, quella processione era così
bella che difficilmente potrebbe essere paragonata ad altro. Tutte quelle
creature celesti davanti all’Altare facevano una riverenza, alcune ponendo la
loro offerta al suolo, altre prostrandosi in ginocchio con la fronte quasi a
terra, e dopo essere giunte lì, sparivano alla mia vista.
Giunse il momento finale del prefazio, e
quando l’assemblea cominciò a dire: «Santo,
Santo, Santo» immediatamente, tutto quello che era dietro ai celebranti
sparì. Dal lato sinistro del signor Arcivescovo, in forma diagonale
all’indietro, apparvero migliaia di Angeli piccoli e Angeli grandi, Angeli con
delle ali immense, Angeli con delle ali piccole, Angeli senza ali come i primi;
tutti vestiti con delle tuniche simili alle albe bianche dei sacerdoti o dei
monaci.
Tutti si inginocchiavano con le mani giunte in
preghiera e, in segno di riverenza, chinavano il capo. Si sentiva una musica
bellissima, come se vi fossero moltissimi cori con voci diverse, e tutti,
all’unisono e insieme al popolo, dicevano: Santo, Santo, Santo...
Era giunto il momento della Consacrazione, il
momento del più meraviglioso dei Miracoli... dal lato destro dell’Arcivescovo
in linea ancora diagonale verso l’indietro, partiva una moltitudine di
persone, vestite con la stessa tunica, ma dai colori pastello: rosa, verde,
celeste, lilla, giallo; in poche parole, diversi e deliziosi colori. Anche i
loro volti splendevano pieni di gioia, pareva che fossero tutti della stessa età.
Si poteva notare (ma non saprei dire perché) che erano persone di età diversa,
ma nei volti erano tutti uguali, senza rughe, felici. Tutti si inginocchiavano
prima del canto del «Santo, Santo,
Santo, è il Signore...»
Disse nostra Signora: «Sono tutti i Santi e i Beati del cielo e fra di essi vi sono anche le
anime dei vostri famigliari che godono già della Presenza di Dio». E poi,
La vidi. Proprio alla destra del signor Arcivescovo.., un passo indietro
rispetto a Monsignore, era un po’ sollevata dal suolo, inginocchiata sopra dei
veli molto fini, nello stesso tempo trasparenti e luminosi, come acqua
cristallina:
«Ti
colpisce il fatto di vedermi un poco più indietro del Monsignore, vero? Ma così
deve essere... Per guanto Mi ami, il Figlio Mio non Mi ha dato la dignità che dà
a un sacerdote. di poterlo portare quotidianamente tra le Mie mani, come lo
fanno le mani sacerdotali. Ecco perché provo un profondissimo rispetto per il
sacerdote e per quel miracolo che Dio realizza per suo mezzo, e che Mi obbliga
qui ad inginocchiarmi».
Dio mio, quanta dignità, quanta grazia
riversa il Signore sulle anime sacerdotali, e noi non ne siamo coscienti, e
talvolta, nemmeno tanti di loro!
Di fronte all’Altare, cominciarono a
presentarsi delle ombre. di persone di colore grigio, che sollevavano le mani
verso l’alto. Disse
Come
vedi, Io sono qui sempre... La gente fa pellegrinaggi, cerca i luoghi delle Mie
apparizioni, e questo va bene per tutte le grazie che si ricevono in quei
luoghi, ma in nessuna apparizione, in nessun luogo Io Sono presente per più
tempo, come durante
Vedere quel bel volto della Madre nel momento
del «Santo», come pure tutti gli altri, con il volto risplendente, con le mani
giunte in attesa di quel miracolo che si ripete continuamente, era proprio come
stare nel cielo stesso. E pensare che c’è della gente, che vi sono delle
persone che in quel momento possono essere distratte, che magari stanno
parlando... Lo dico con dolore, e sono molti più uomini che donne, che se ne
stanno in piedi con le braccia conserte come se dovessero rendere un omaggio al
Signore da pari a pari; da uguale ad uguale.
Disse
Il celebrante pronunciò le parole della «Consacrazione».
Era una persona di statura normale, ma all’improvviso cominciò a crescere, a
riempirsi di luce, di una luce soprannaturale tra il bianco e il dorato che lo
avvolgeva, e diventava fortissima nella parte del volto, tanto che non si
potevano più vedere i suoi lineamenti. Quando ha sollevato l’ostia, ho visto
che le sue mani avevano sui dorso dei segni, dai quali usciva molta luce. Era
Gesù! ... Era Lui, che con il Suo Corpo avvolgeva quello del celebrante come se
circondasse amorosamente le mani del signor Arcivescovo. In quel momento,
l’Ostia cominciò a crescere e a crescere in modo enorme e in essa, il Volto
meraviglioso di Gesù che guardava verso il Suo popolo.
Istintivamente abbassai la testa e Nostra
Signora disse: «Non distogliere lo
sguardo, alza gli occhi, contemplalo, incrocia il tuo sguardo con il Suo e
ripeti la preghiera di Fatima: Gesù mio, io credo, adoro spero e Ti amo. Ti
chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non
Ti amano. Perdono e Misericordia... Adesso digli quanto Lo ami, rendi il tuo
omaggio al Re dei Re».
Vi dico, pareva che dall’Ostia enorme
guardasse solo me, ma seppi che contemplava allo stesso modo ogni persona, pieno
di amore... Quindi chinai il capo fino ad avere la fronte a terra, come facevano
tutti gli Angeli e i beati del Cielo. Per una frazione di secondo, pensai che
era lo stesso Gesù che avvolgeva il corpo del celebrante e nello stesso tempo
si trovava nell’Ostia, che quando il celebrante l’abbassava, diventava
nuovamente piccola. Avevo le guance piene di lacrime, non potevo uscire dal mio
stato di meravigliato stupore.
Non appena il Monsignore iniziò a pronunciare
le parole di consacrazione del vino, insieme alle sue parole, incominciarono ad
apparire dei bagliori come lampi, nel cielo e sullo sfondo.
All’improvviso sospeso in aria, vidi Gesù,
crocefisso, dalla testa fino alla parte bassa del torace. Il tronco trasversale
della croce era sostenuto da grandi e forti mani. Dal centro di quello
splendore, si distaccò un piccolo lume come una colomba molto piccola e molto
brillante che, fatto velocemente il giro di tutta la chiesa, si posò sulla
spalla sinistra del signor Arcivescovo che continuava ad essere Gesù, perché
potevo distinguere
In alto, Gesù crocefisso stava con il viso
reclinato sulla spalla destra. Si vedevano sul volto e sulle braccia i segni dei
colpi e delle ferite. Sul costato destro, all’altezza del petto, vi era una
ferita da cui usciva a fiotti verso sinistra del sangue, e verso destra qualcosa
che sembrava acqua, però molto brillante; ma erano piuttosto fasci di luce
quelli che si dirigevano verso i fedeli, muovendosi a destra e a sinistra. Mi
stupiva la quantità di sangue che traboccava dal Calice e pensai che avrebbe
impregnato e macchiato tutto l’Altare, ma non ne cadde una sola goccia!
In quel momento
Può qualcuno immaginarselo? I nostri occhi
non lo possono vedere, ma tutti siamo là, nello stesso momento nel quale lo
stanno crocifiggendo e mentre chiede perdono al Padre, non solamente per quelli
che lo uccidono, ma per ognuno dei nostri peccati: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!»
A partire da quel giorno, e non mi importa se
mi prendono per pazza, io chiedo a tutti di inginocchiarsi, chiedo a tutti di
cercare di vivere con il cuore e con tutta la sensibilità di cui sono capaci,
quel privilegio che il Signore ci concede.
Quando stavamo per cominciare a pregare il
Padre Nostro, parlò il Signore, per la prima volta durante la celebrazione, e
disse: «Ecco, voglio che tu preghi con
la maggiore profondità di cui sei capace e che, in questo momento, ti ricordi
della persona o delle persone che ti hanno causato più male nella tua vita,
affinché tu li abbracci e li stringa a te e dica loro con tutto il cuore: - Nel
Nome di Gesù io ti perdono e ti auguro la pace. Nel Nome di Gesù, ti chiedo
perdono e mi auguro di avere la pace. Se questa persona merita la pace, la
riceverà e ne avrà un gran bene; se questa persona non è capace di aprirsi
alla pace, quella pace tornerà al tuo cuore. Ma non voglio che tu riceva o dia
la pace ad altre persone, fino a quando non sei capace di perdonare e di provare
quella pace dapprima nel tuo cuore».
«Fate
attenzione a quello che fate» -
continuò il Signore - «Voi ripetete nel
Padre Nostro: perdonaci come noi perdoniamo quelli che ci offendono. Se siete
capaci di perdonare e non, come dicono alcuni, di dimenticare, state mettendo
delle condizioni al perdono di Dio. State dicendo: perdonami soltanto come io
sono capace di perdonare, non di più».
Non so come spiegare il mio dolore, nel
comprendere quanto possiamo ferire il Signore e quanto possiamo noi stessi
offenderlo con tanti rancori, con i cattivi sentimenti e le cose cattive che
nascono dai complessi e dalla suscettibilità. Perdonai, perdonai di cuore e
chiesi perdono a tutti quelli che talvolta mi avevano offeso, per sentire la
pace del Signore.
Il celebrante diceva: «,.. concedici la pace e l’unità...» e quindi: «La pace del Signore sia con tutti voi...»
Vidi d’un tratto, fra alcune persone che si
abbracciavano (non tutte), venire a porsi in mezzo una luce molto intensa; seppi
che era Gesù e mi slanciai allora ad abbracciare la persona che avevo a fianco.
Potei sentire davvero in quella luce l’abbraccio del Signore, era Lui che mi
abbracciava per darmi
«Questo
è il momento di pregare per il celebrante e per i sacerdoti che lo
accompagnano, ripeti con me: Signore, benedicili, santificali, aiutali,
purificali, amali, abbine cura, sostieni- li con il tuo amore... Ricordatevi di
tutti i sacerdoti del mondo, pregate per tutte le anime consacrate...»
Amati fratelli, questo è il momento in cui
dobbiamo pregare perché loro sono
Dobbiamo capire che i sacerdoti sono persone
come noi e che hanno bisogno di comprensione, di assistenza, che hanno bisogno
di affetto e di attenzioni da parte nostra, perché stanno dando la loro vita
per ognuno di noi, come Gesù, consacrandosi a Lui.
Il
Signore vuole che la gente del gregge, che Dio ha affidato loro, preghi e aiuti
il proprio Pastore a santificarsi. Un giorno o l’altro, quando saremo
dall’altra parte, comprenderemo la meraviglia compiuta dal Signore nel darci
dei sacerdoti che ci aiutano a salvare la nostra anima.
La gente cominciò a uscire dai banchi per
andare a comunicarsi. Era giunto il grande momento dell’incontro, della «Comunione»;
il Signore mi disse: «Aspetta un
momento, voglio che tu osservi qualcosa...» spinta da un impulso interiore,
diressi lo sguardo verso la persona che stava per ricevere la comunione sulla
lingua dalla mano del sacerdote.
Devo chiarire che questa persona era una delle
signore del nostro gruppo che la sera prima non era riuscita a confessarsi, ma
che si era confessata questa mattina, prima della Santa Messa. Quando il
sacerdote ebbe posto
«E così
che Io Mi compiaccio nell’abbracciare un’anima che viene a ricevermi con il
cuore puro!»
Il tono della voce di Gesù era quello di una
persona felice. Io ero stupita nell’ammirare quell’amica che tornava al suo
posto circondata di luce, abbracciata dal Signore; ho pensato alle meraviglie
che noi tante volte perdiamo, perché andiamo a ricevere Gesù con le nostre
piccole o grandi mancanze, mentre dovrebbe essere solo una festa,
Molte volte diciamo che non vi sono sacerdoti
per confessarsi spesso, ma il problema non consiste nel confessarsi spesso, il
problema consiste nella nostra facilità a tornare a cadere nel male.
D’altronde, così come ci sforziamo di trovare un salone di bellezza o gli
uomini un barbiere quando abbiamo una festa, dobbiamo sforzarci anche di andare
a cercare il sacerdote quando abbiamo bisogno che vengano tolte da noi tutte
quelle cose sporche, e non avere la sfacciataggine di ricevere Gesù in
qualsiasi momento con il cuore pieno di cose cattive.
Quando mi sono diretta a ricevere la
comunione, Gesù ripeteva: «L’ultima
Cena fu il momento di maggiore intimità con i Miei. In quell’ora
dell’amore, ho istituito quello che agli occhi degli uomini può sembrare la
più grande pazzia, farmi prigioniero d’Amore. Ho istituito l’Eucaristia. Ho
voluto rimanere con voi fino alla fine dei secoli, perché il Mio Amore non
poteva sopportare che rimanessero orfani coloro che amavo più della Mia vita...»
Ricevetti quell’Ostia, che aveva un sapore
particolare; era una mescolanza di sangue e incenso che mi inondò interamente
Provavo tanto amore che le lacrime scorrevano senza poterle trattenere...
Quando ritornai al mio posto, mentre mi
inginocchiavo Signore disse: «Ascolta...
» e in quel momento cominciai a sentire dentro di me le preghiere di una
signora che era seduta davanti a me e che si era appena comunicata.
Quello che diceva senza aprire la bocca, era
più o meno questo«Signore, ricordati che
siamo alla fine del mese e che non ho i soldi per pagare l’affitto, la rata
della macchina, il collegio dei bambini, devi fare qualcosa per aiutarmi... Per
favore, fa’ che mio marito smetta di bere tanto, non posso sopportare più le
sue ubriachezze, e mio figlio minore perderà di nuovo l’anno se non
l’aiuti, questa settimana ha gli esami.., e non dimenticarti della vicina che
deve cambiare casa, che lo faccia una buona volta, perchè io non la posso
sopportare... ecc. ecc.
In quel momento, il signor Arcivescovo disse: «Preghiamo”
ovviamente tutta l’assemblea si
alzò in piedi per la preghiera finale. Gesù disse con un tono triste: «Ti
sei resa conto? Non mi ha detto neanche una volta che Mi ama, non una sola volta
ha dato segni di gratitudine per il dono che Io le ho fatto di far scendere
«Io
sono morto per amore e sono risuscitato. Per amore aspetto ognuno di voi e per
amore rimango con voi.,, ma non vi rendete conto del fatto che Io ho bisogno del
vostro amore. Ricorda che Sono il Mendicante d’Amore in quest’ora sublime
per l’anima».
Vi rendete conto, voi, che Egli, l’Amore,
sta chiedendo il nostro amore e che noi non glielo diamo? Ed evitiamo anche di
andare a questo incontro con l’Amore degli Amori, con l’amore che Si dà in
oblazione permanente.
Quando il celebrante stava per dare la benedizione,
Quante cose perdiamo non capendole, e quando
non partecipiamo tutti i giorni alla Santa Messa! Perché non fare uno sforzo e
cominciare la giornata mezz’ora prima, per correre alla Santa Messa e ricevere
tutte le benedizioni che il Signore vuole riversare su di noi?
Capisco che non tutti, a causa dei loro
obblighi, possono farlo ogni giorno, ma almeno due o tre volte per settimana sì;
indubbiamente, tanti evitano
Abbiamo
tempo studiare, per lavorare, per riposare, per divertirci, ma NON ABBIAMO TEMPO
PER ANDARE ALLA SANTA MESSA ALMENO
Gesù mi chiese di rimanere con Lui qualche
minuto in più, dopo terminata
«Non
andate via di corsa dopo terminata
Da bambina, avevo sentito dire da qualcuno che
il Signore rimaneva in noi per 5 o 10 minuti dopo la comunione. In quel momento,
glielo domandai:
- Signore, quanto tempo rimani davvero con noi
dopo in comunione?
Immagino che il Signore debba aver riso della
mia stupidità, perché rispose così: «Tutto
il tempo che tu vorrai tenermi con te. Se Mi parli durante tutto il giorno,
dedicandomi qualche parola durante le tue faccende, Io ti ascolterò. Io Sono
sempre con voi, siete voi che vi allontanate da Me. Uscite dalla Messa, e per
quel giorno è quanto basta; avete osservato il giorno del Signore, e tutto
finisce lì, non pensate che Mi piacerebbe condividere la vostra vita famigliare
con voi, almeno in quel giorno».
«Voi nelle vostre case avete un luogo
per tutto, e una stanza per ogni attività: una camera per dormire, un’altra
per cucinare, una per mangiare, ecc. ecc. Quale è il luogo che hanno destinato
a Me? Deve essere un luogo nel quale non soltanto tenete una immagine
permanentemente impolverata, ma un luogo nel quale almeno per cinque minuti al
giorno la famiglia si riunisce ringraziare per la giornata, per il dono della
vita, a pregare per le necessità quotidiane, chiedere benedizioni, protezione,
stilLi- te... Tutti hanno un posto nelle vostre case, eccetto Io».
«Gli
uomini programmano la loro giornata, la settimana, il semestre, le vacanze, ecc.
ecc. Sanno in quale giorno riposeranno, in che giorno andranno al cinema o a una
festa, a visitare la nonna o i nipoti, i figli, gli amici, quando andranno a
divertirsi. Ma quante famiglie dicono almeno una volta al mese: «Questo il
giorno in cui dobbiamo andare a visitare Gesù nei Tabernacolo» e tutta la
famiglia viene a fare conversazione con Me, a sedersi di fronte a Me e a
parlarmi, a raccontarmi ciò che è accaduto negli ultimi giorni, raccontarmi i
problemi, le difficoltà che hanno, chiedermi ciò di cui hanno necessità...
Farmi partecipe delle loro faccende! Quante volte?»
«Io so
tutto, leggo anche nel più profondo dei vostri cuori e delle vostre menti, però
Mi piace che siate voi a raccontarmi le vostre cose, che Me ne facciate
partecipe come con uno della famiglia, come con l’amico più intimo. Quante
grazie perde l’uomo perché non Mi dà un posto nella sua vita...!»
Quando quel giorno rimasi con Lui, e poi per
molti altri giorni ancora, ricevetti degli insegnamenti che oggi voglio
condividere con voi, in questa missione che mi è stata affidata. Dice Gesù: «Volli
salvare
«Ricorda
che nessuna madre ha nutrito il proprio figlio con la sua carne. Io Sono
arrivato a questo eccesso d’Amore per comunicarvi i miei meriti».
«
«Voi
dovreste sorpassare in virtù gli Angeli e gli Arcangeli, perché loro non hanno
la fortuna di ricevermi come alimento, voi sì. Essi bevono una goccia della
fonte, ma voi che avete la grazia di ricevermi, potete bere tutto l’oceano...»
Il Signore mi parlò poi, ancora con dolore,
di quelle persone che si incontrano con Lui per abitudine. Di quelle che hanno
perso il meraviglioso stupore dell’incontro con Lui. Di come la routine fa
diventare certe persone così tiepide che non hanno mai niente di nuovo da dire
a Gesù quando Lo ricevono. E inoltre, delle non poche anime consacrate che
perdono l’entusiasmo di innamorarsi del Signore e fanno della loro vocazione
un mestiere, una professione, alla quale non si dedicano più di quanto sia
necessario, ma senza sentimento...
Quindi il Signore mi parlò dei frutti che
ogni comunione deve portare in noi. Accade infatti che ci sia della gente che
riceve il Signore ogni giorno, ma non cambia la propria vita. Dedicano molte ore
alla preghiera, compiono molte opere, ecc, ecc. ma la loro vita non si
trasforma, e una vita che non si trasforma non può dare frutti autentici per il
Signore. I meriti clic riceviamo nell’Eucaristia debbono portare frutti di
conversione in noi e frutti di carità per i nostri fratelli.
Noi laici abbiamo un incarico molto importante
dentro la nostra Chiesa, non abbiamo nessun diritto di tacere davanti
all’invito che ci fa il Signore, come lo fa ad ogni battezzato, di andare ad
annunciare
Non possiamo stare a vedere la nostra Chiesa
andare lentamente in rovina, perché siamo comodi nelle nostre Parrocchie, nelle
nostre case, ricevendo e continuando a ricevere tanto dal Signore:
In altre parole, stiamo ricevendo tanto e non
abbiamo il coraggio di uscire dalle nostre comodità, di andare in un carcere,
in una casa di correzione, di parlare con chi è più bisognoso, di dirgli che
non si dia per vinto, che è nato cattolico e che la sua Chiesa ha bisogno di
lui, anche lì dove è, sofferente, ché questo suo dolore servirà per redimere
altri, perché questo sacrificio gli farà guadagnare la vita eterna.
Non siamo capaci di andare negli ospedali dove
ci sono i malati terminali e, recitando la coroncina alla Divina Misericordia,
aiutarli con la nostra preghiera in quei momenti di lotta tra il bene e il male,
per liberarli dalle insidie e dalle tentazioni del demonio. Ogni moribondo ha
paura, e anche soltanto tenendo loro la mano, parlando loro dell’amore di Dio
e della meraviglia che li aspetta nel Cielo con Gesù e Maria e insieme ai
propri cari che sono già partiti, reca loro conforto.
L’ora che stiamo vivendo, non ammette che
accettiamo l’indifferenza. Dobbiamo essere la mano d’aiuto per i nostri
sacerdoti, andare dove loro non possono arrivare. Ma per fare questo, per averne
il coraggio, dobbiamo ricevere Gesù, vivere con Gesù, alimentarci di Gesù.
Abbiamo paura di impegnarci un po’ di più e quando il Signore dice:
«Cerca prima il Regno di Dio e il resto ti sarà dato in aggiunta», è
ricevere tutto. E cercare il Regno di Dio utilizzando tutti i mezzi e... aprire
le mani per ricevere TUTTO in aggiunta; perché Egli è il Padrone che paga
meglio, l’unico che è attento anche alle tue più piccole necessità!
Fratello, sorella, grazie per avermi permesso
di portare a termine la missione che mi è stata affidata.
La prossima volta che assisterai alla Santa
Messa, vivila. So che il Signore compirà anche in te la promessa che «la tua
Messa non sarà mai più quella di prima» e quando lo ricevi... Amalo...!
Sperimenta la dolcezza di riposare tra le piaghe del Suo costato aperto per te,
per lasciarti
Che Dio ti benedica in questa Pasqua di
Resurrezione.
Tua sorella in Gesù Cristo Vivo,
Catalina
Missionaria laica del Cuore Eucaristico di Gesù
(diffondilo!)
Preghiera a San Michele Arcangelo
Don Aldo Prato - un Santo Parroco
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