|
Santa
Rosa da Lima Monaca
del XVII secolo La
voce del primo fiore di santità. del continente americano, la voce di
Santa Rosa da Lima, è una voce che scuote la nostra indifferenza, anzi
la nostra avversione a ogni forma di sofferenza. Infatti
una voce che dice: « 0 mio Gesù, aumentate le mie sofferenze,
ma aumentate anche in me il vostro divino amore ». E'
una voce che si leva da una terra generosa e tribolata: da quel Perù,
quasi leggendario per le sue ricchezze che, dopo la distruzione
dell'Impero degli Incas, era stato considerato dagli Europei paese di
preda e di strage, prodigo di facili tesori e di sanguinoso dominio. Santa
Rosa fu spagnola di discendenza, ma americana di nascita. In lei,
dunque, fu anticipata la simbolica pacificazione tra l'avidità degli
uomini e la generosità della terra; tra il mondo antico e quello nuovo,
che dopo i secoli dello sfruttamento coloniale si sarebbero
faticosamente fusi in una nuova civiltà, fondata sul comandamento
cristiano, Nell'ancora insanguinato Perù, Rosa da Lima fu Santa di
sofferenza, e in questa indicò l'unica via della redenzione cristiana.
Anche il suo nome di battesimo, quello gentile e delicato di Isabella,
venne mutato in Rosa, il nome del fiore vermiglio di colore e acuto di
spine. Fin
dalla fanciullezza, ebbe come modello e ideale un'altra innamorata dei
sangue: Santa Caterina da Siena, anch'essa sofferente con Gesù fino al
punto di rivivere nella propria carne le piaghe della Passione. E
fin da bambina, Rosa inflisse continue mortificazioni alla propria vanità,
al punto di tormentarsi i suoi begli occhi, troppo ammirati; di ferirsi
le mani, troppo fini e delicate. Quando la malattia e il bisogno
bussarono alla sua casa, la devota fanciulla fu l'instancabile
soccorritrice dei propri genitori, che curò nelle infermità e aiutò
nelle ristrettezze, vendendo i fiori del giardino. A
vent'anni indossò l'abito del Terz'Ordine di San Domenico, e pur
seguitando a vivere nella famiglia, ai margini della vita fastosa della
capitale coloniale spagnola, Rosa da Lima visse nell'austerità degna
del più rigoroso asceta, nella solitudine del più isolato eremita.
Nell'età in cui le giovani delle famiglie cittadine sognavano la vita
elegante e un matrimonio prestigioso, Rosa mortificava la carne con i
digiuni, col cilicio, con frequenti flagellazioni. Viveva isolata, in
una celletta in fondo al giardino, riposando su un letto durissimo, la
testa appoggiata sul legno. Nel caldo clima tropicale, le zanzare che
tormentavano il suo volto apparivano come un'aureola di penitenza,
offerta al Signore per la salvezza e la conversione di tanti infelici. La
città convenzionalmente devota, le autorità religiose, gli stessi
confessori, furono quasi scandalizzati dalla condotta della reclusa
volontaria. Non le furono risparmiate critiche e maldicenze. Rosa
seguitava a pregare, ripetendo l'invocazione che compiutamente definisce
il suo eroismo: « 0 mio Gesù, aumentate le mie sofferenze, ma
aumentate anche in me il vostro divino amore ». E quell'amore che
aumentava a dismisura, nell'inasprirsi delle sue pene, quell'amore che
dapprima scandalizzò i suoi concittadini, presto trascinò e commosse
tutto il paese. Dopo
la sua morte, avvenuta a soli trentun anni, nel 1617, tutta la città di
Lima si ritrovò attorno al feretro della giovane terziaria domenicana,
riconosciuta come il più bel fiore del Perù, prima Santa del Nuovo
Mondo, e Patrona dell'intero continente dell'America Latina. (Piero Bargellini, Mille Santi del giorno, Vallecchi editore, 1977)
Tanti cari Auguri se è il Tuo Onomastico!!!
Home * Meditazioni per tutti * Preghiere * Buone vacanze! * E-mail
|