Per la settimana di Passione
Dolce
Maestro Divino, Tu che fosti alla ricerca di una stanza per poter mangiare la
Pasqua con i Tuoi discepoli, io Ti mostro il mio cuore e quello dei miei
fratelli, affinché Tu sieda con i Tuoi Apostoli a consumare la Resurrezione con
noi. L’amabilità del Tuo sguardo raddolcirà gli animi dei Tuoi Apostoli, che
Ti amano anche se deboli. La Tua giustizia placherà l'odio di Giuda che
s'aggira per il mondo per veder chi divorare, preso dalla disperazione per
l'invidia della grazia che sprigiona dal Tuo spirito e Ti vende per trenta
denari. Tu lo compiangi perché lo ami. Nonostante la Tua Passione Ti sia
prossima alla mente, Tu esci a dire con molto dolore:«In verità vi
dico, uno di voi, colui che mangerà con me mi tradirà» (Mc
14, 19b).
Ecco
dal cuore dei Tuoi Apostoli che anche se deboli Ti amano, uscire quel grido:«Sono
forse io?» (Mc 14,
19b), e Tu schiettamente
rispondi, come sei solito nel Tuo carattere, col dire la verità:«Uno
dei dodici, colui che intinge con Me nel piatto mi tradirà. Il Figlio dell'uomo
se ne va, come sta scritto di Lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio
dell'uomo è tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato» (Mc
14, 20-21).
E
tu, Buon Pastore, guardasti le Tue pecore, e in quel momento le contasti ad una
ad una, e per la pecorella smarrita avresti fatto più festa che non per quelle
che non avevano bisogno di penitenza, ma "guai al traditore" uscì
spontaneamente dal cuore per legge di giustizia, anche se, per la Tua grande
misericordia, l'avevi già perdonato prima che lui fosse nato.
Ma
perché si compisse la nuova alleanza tra Dio e l'uomo, Tu sei diventato
vittima per la sua salvezza. E in questa nostra stanza, parlaci, o Cristo, della
Tua Passione, perché vicino a Te possiamo meditare sulla gravità del nostro
peccato, e possiamo emendarci finché ancora ce ne dai il tempo. O Amore grande
e immenso, il cui sangue scorre tra i dirupi di una montagna solitaria, per
bagnar le zolle aride ed incolte, le steppe fredde e solitarie, i cuori senza
vita perché siano rinvigoriti, e il traditore scompaia dalla terra sol dopo
d'essersi ravveduto. Che veda e che capisca il male che ha fatto e che continua
a fare tra coloro che sono i Tuoi amici, i continuatori delle Tue opere, gli
Apostoli del bene, i pargoli, i deboli, gli umili, i semplici che cercano di
inchiodare come hanno inchiodato Te sulla croce uomo-Dio innocente. E la Tua
eredità preziosa fu per noi il Tuo corpo che Tu spezzasti e il Tuo sangue per
il quale rendesti grazie e lo desti da bere ai Tuoi apostoli, e dicesti loro:«Io
non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui io lo berrò nuovo
nel Regno di Dio» (Mc
14, 25).
Bevi,
o Cristo, alla fontana dei Tuoi diletti: essi hanno sete del Tuo esempio di
vita, dell'equilibrio, della Tua maternità e sensibilità operosa. Le loro
opere sono parte integrale del sacrificio del Tuo corpo e del Tuo sangue
prezioso. E tu, Maestro Divino, le proteggi contro il nemico e le avvalori con
la Tua presenza e la Tua guida, poiché Tu sei sempre in mezzo ai Tuoi
testimoni che sono i prediletti del Tuo Regno. Gesù, amico dilettissimo del
cuore dei Tuoi amici, Tu rimarrai scandalizzato del comportamento di coloro che
hanno rinnegato quel che un giorno Ti avevano promesso, ma non già di quel che
Tu hai detto:«Percuoterò il Pastore e le pecore saranno disperse»
(Mc 14, 27b),
farà dubitare, anche tra i Tuoi apostoli, chi Ti ama e Ti ama veramente,
nonostante la sua umana miseria. Tu ci hai preceduto in Galilea, o amabile
modello, di una eredità guadagnata col sudore di morte. Tu conoscesti anche la
debolezza di Pietro e ciò nonostante su di Lui hai edificato la Tua Chiesa. E
nell'orto degli ulivi sudasti sangue ed invitasti nel Getsemani i Tuoi discepoli
a pregare con Te, anche se l'anima Tua tremava fino a dire:«La mia anima
è triste fino alla morte, restate qui e vegliate» (Mc
14, 24). Aggrappato a
Pietro, Giacomo e Giovanni quasi cercavi la forza per continuare il cammino
doloroso in riscatto dei nostri peccati. Intanto da lontano Giuda Ti spiava.
Nel suo cuore si agitava il dragone infernale, che avrebbe voluto esser dio al
Tuo posto. Questi era invidioso e voleva darti a morte perché la folla Ti
acclamava e Ti applaudiva.
Tu
che, solo al batter di un ciglio, l'avresti potuto demolire, non Ti sei difeso,
Ti sei lasciato trascinare come un agnello al macello. Ma il Tuo
"guai" è rimasto, nella storia, il segno della Tua giustizia, anche
se ogni giorno primeggia la Tua misericordia.
Il
Tuo Cuore sentiva il peso della Passione, inflitta da chi hai tanto amato e
benedetto, e chiamasti il Padre:«... Tutto è possibile a Te, allontana
da me questo calice! Però non ciò
che io voglio, ma ciò che vuoi Tu» (Mc
14, 36).
Il
Tuo abbandono, o Maestro ammirabile, fa' a ciascuno di noi chinare la fronte ed
arrossire per la vergogna, e gridare:«Mea culpa, mea culpa, mea maxima
culpa» (dal "Confiteor").
Che io sia almeno tra gli apostoli buoni, anche se deboli, perché il traditore
porta in sé la disperazione. Anche quelli che Ti amavano Ti stanno
abbandonando per paura: rimarrai solo, a patire l'agonia del tradimento. «...
È venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei
peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino»
(Mc
14, 41b-42).
Ecco
Giuda con i suoi amici. Era uno dei Suoi il traditore, di quelli che Lui ha
cercato di formare nella via della grazia, che è vissuto nella Sua comunità,
ha ascoltato i Suoi sermoni, le parole uscite dal Suo cuore, i Suoi ammonimenti,
la Sua sete di anime; ha visto con i suoi occhi i Suoi miracoli, la numerosa
folla che Lo seguiva, le conversioni, il Suo grande Cuore ricco di perdono e di
amore.
Certamente
Giuda sarà stato un apostolo che Gesù avrà amato di un amore particolare in
previsione della sua fine.
Tu
ci vedi, o Cristo, ci conosci e ci senti, capisci se Ti amiamo davvero, e se il
nostro amore è solo un amore di apparenza per acquistarci stima ed onore. Ho
sentito profondo nel mio cuore quel che Tu hai patito davanti al traditor che
hai amato, alla folla che con spade e bastoni era venuta a catturarti. E Giuda
disse:«Quello che bacerò è Lui; arrestatelo e conducetelo via sotto
buona scorta» (Mc
14, 45-46).
Dolce
figlio di una Vergine Madre, trafitto dalla spada dell'empietà degli uomini,
abbassasti il capo mentre Giuda, chiamandoti Maestro Ti baciò. Sta scritto che
essi Gli misero le mani addosso e Lo arrestarono. Gesù cercò di toccare il
cuore degli uomini perché comprendessero il proprio peccato:«Come
contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno
ero in mezzo a voi ad insegnare nel Tempio, e non mi avete arrestato» (Mc
14, 48-49).
Tutti
fuggirono e Tu rimanesti solo, con un giovanotto che Ti seguiva. E al Sinedrio
Ti sentivi innocente, mentre i nemici stavano cercando i motivi per la Tua
condanna, e cercavano di concordare le falsità. E Tu, o Gesù, interrogato dal
Sommo Sacerdote hai taciuto. Solo quando Ti chiese:«Sei tu il Cristo, il
Figlio del Dio benedetto» (Mc
14, 61b), Tu hai
risposto:«Io lo sono!» (Mc
14, 62).
O
grande Profeta, vittima innocente tra la Tua gente, Tu dall'eterno conoscevi il
nome dei Tuoi nemici, i traditori che nella tua Chiesa vogliono ostacolare il
Tuo cammino. Ma Tu sai camminare sopra le acque e sai uscire dalla tomba, e
mentre preghi il Padre gridando su di lui il perdono, la sua disperazione lo
coglie all'improvviso per l'invidia che porta nel cuore nel vedere i tuoi amici
in Paradiso.
L’anima
in grazia che ama i fratelli vive il Paradiso sulla terra. Anche i suoi dolori,
associati alla Tua passione e morte, diventano per i Tuoi Apostoli, sinceri
mezzi di conversione. Dobbiamo volere che il nemico si converta e viva, perché
quel Tuo sangue prezioso scorra tra i rovi e germogli i fiori.
Ti
hanno condannato a morte e giudicato come un bestemmiatore per aver confessato
la verità. Ti hanno schiaffeggiato e percosso. Anche Pietro, che da lontano Ti
seguiva, per paura Ti rinnegò. O Cristo, Dio buono e misericordioso, Tu conosci
la debolezza degli uomini e li comprendi. Illuminaci per i meriti della Tua
Passione e Morte, e dona a tutti la pace, e la Resurrezione. Gesù, se penso che
sei stato incatenato e messo nelle mani di Pilato per essere dato a morte, mi
sento struggere il cuore per tutta l'umanità, soprattutto per chi ha messo le
mani alla Tua cattura e alla cattura di tutti gli innocenti che sulla terra
passano nelle mani dei traditori, per i quali c'è bisogno di preghiera e
soprattutto del Tuo sguardo pietoso e benigno. E Pilato, pur avendoti conosciuto
innocente, se ne lavò le mani per rispetto umano. Fosti posposto a Barabba,
deriso ed umiliato, ma non sono i carnefici né i diffamatori coloro che si
fanno onore e gloria davanti agli uomini, ma gli innocenti come Tu veramente
sei, o Maestro pio e buono. E quel
"crocifiggilo" risuonava, o Cristo,
nel Tuo Cuore, mentre ricordavi quello che con tanto amore avevi insegnato a chi
Ti avrebbe tradotto davanti ai tribunali e diffamato pur essendo innocente. Tu,
che avevi dato tutta la vita per i Tuoi fratelli, predicavi e pensavi solo a
noi.
Guardo il Tuo volto mesto e sorridente, tra quella gente. Sotto i flagelli pativi anche per quelli che Ti facevano patire. E poi, consegnato alla crocifissione, fosti nuovamente deriso con la corona di spine. Schernire e togliere l'onore ad un uomo come Te, significa aver perso tutto quello che può avere un uomo: la dignità, la personalità, la stima, e fors'anche la salvezza eterna. Chi fa del bene scrive nei cieli e sulla terra con una penna indelebile e al giudizio universale apparirà come avvocato ai tribunali della giustizia di Dio. Fare del male è pericoloso perché non si sa né l'ora né il giorno in cui la morte, come un ladro, ci strapperà dalla terra, perché, o Signore, sei Tu solo il padrone delle Tue creature.
O
Gesù, umiliato e schernito, da coloro che più hai amato ed hai considerato
amici, rivelando loro la parola del Padre, sei stato spogliato delle Tue vesti
per essere crocifisso. Simone di Cirene fu costretto ad aiutarti a portare la
croce, forse perché tanta era la compassione che i Tuoi stessi crocifissosi
provavano davanti alle Tue carni immacolate. Anche le Tue vesti furono estratte
a sorte, quasi come un bisogno che il cuore dell'uomo traditore sentiva di
tenersi come ricordo del Tuo amore.
Sei
stato inchiodato sulla croce in mezzo a due malfattori, e a chi Ti chiese
perdono dicesti:«Oggi sarai con me in Paradiso» (Lc
23, 43).
E
facendosi beffa
di Te
dicevano:«Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se Costui è il
Messia, l'eletto di Dio» (Lc
23, 35b).
E Giuda, dopo d'averti consegnato, provò il terrore del suo peccato e si impiccò. Questo deve far meditare molti di coloro che si mostrano come pecore ma son lupi rapaci, e seminano male, non per debolezza, ma per convinzione; ed è per questo che solo l'orazione fatta con un amico che si chiama Gesù, potrà redimere tutto il mondo quaggiù dei buoni, dei meno buoni e dei reprobi che sono pur sempre fratelli, anche se accecati dalla polvere della superbia e della vendetta, perché il Tuo uman patire sia il loro divin sentire, e tutti insieme con Te possiamo risorgere dalla vita del peccato e cantare l'alleluia della Resurrezione eterna. Amen.
Madre
Provvidenza
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