Il solitario nella luce dello spirito
Fratello che ti trovi solo, lontano da amici, parenti, assistenti, perché il tuo stato di malattia richiede un lavoro pesante o molta pazienza, ricordati che tu sei una colonna che sostiene l’edificio della Chiesa, perché il tuo stato di sofferenza è guardato da Dio in un modo tutto particolare, anzi la Sua grazia ti ha reso un Suo beniamino. Ecco perché talvolta senti delle strette al cuore senza veder le braccia di chi ti stringe: ricordati che è Lui, il Dio dell’Amore.
Il tuo essere sprigiona i raggi della Sua grazia che colpisce il solitario nella notte dello spirito, e talvolta riesci a conquistarlo a Cristo senza conoscere il suo volto.
Tu non sei il «solitario nella notte», ma sei il «solitario nella luce» che vive in grazia di Dio, divenuto mistero inconfondibile.
Sei l’uomo timorato di Dio che aspira ad ascendere, a morire, a consumarsi perché Cristo sia, al tuo posto, la luce delle genti e il sale della terra.
Ciascun uomo deve corrispondere alla vocazione ricevuta da Dio, e non creare attorno a sé la solitudine causata dal peccato.
O pianta solitaria tra il verde della natura, volesse il cielo che ogni creatura assomigliasse a te! È dir male, forse, che un paragone di simil statura ti si addica?
Va meglio, per Nostro Signore, l’oracolo di un fiore che l’ostinatezza di un peccatore.
O solitario nella luce dello spirito, che sei stato chiamato addirittura da Dio forse alla vita religiosa, magari in un eremo, in una grotta, sottoposto volontariamente a cilizi e a penitenze fisiche, morali, spirituali, ricordati che più grande è il tuo sacrificio e il tuo distacco dal mondo e dalle persone che ti hanno amato, e più grande sarà l’Amore di Dio verso di te, e più estesa nel tuo spirito sarà la luce della Sua grazia che brilla sul fango di questa terra di cui tante anime si sentono coperte come da un lenzuolo di morte.
Brilla, fratello, tra i gigli del giardino divino, ed emana il tuo profumo nell’aria che respiri. Tutta la natura che ti circonda è inginocchiata e, giorno e notte, ti prega e ti ringrazia per la vita che ad ogni creatura doni.
Il mare placido e tranquillo, i monti e i colli, quasi in orazione, la campagna allo sbocciar dei fiori e allo spuntar dell’erbe, all’emanar il
delizioso sapore dei frutti, è tutta teco unita e t’invoca a pregar con lei il Creatore perché tu che sei il solitario nella luce abbia pietà del solitario nella notte.
O cieli incurvatevi e rendete omaggio all’Eterno che lui porta in petto. L’uomo che vive in Dio, con Dio e per Dio, ovunque si trova possiede il Paradiso in terra.
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