
Chiesi un giorno ad un bambino: " Come ti piace il Sacerdote?".
"Mi piace sorridente e buono".
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Chiesi un giorno ad un bambino:
«Come ti piace il Sacerdote?».
«Mi piace sorridente e buono".
«Se
non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno
dei cieli» (Mt 18,3).
«…… i loro Angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre Mio che è nei cieli» (Mt 18,10).
Il
verbum Dei è il Cristo incarnato, e il verbum Christi è l’innocente per
mezzo del quale giunge a ciascuno di noi la parola del Maestro Divino,
espressa in modi e similitudini diverse, ma sempre sincera, semplice, leale,
profonda, infinita.
Bisogna
ritornar bambini per essere come loro, sorridenti e buoni.
Magnifica
la risposta: prima sorridente, e poi buono. Non esiste bontà senza sorriso.
Il
sorriso è la comunicazione della grazia, è lo specchio della vita, è
l’incoraggiamento a ben vivere, a ben soffrire, a ben accettare, a ben
morire.
È
il pensiero di un’eternità beata, è la certezza di non essere soli, è la
comunione, comunicata con il mezzo più spontaneo, più facile, più sicuro,
più redditizio.
Sacerdote,
sorridi e sarai buono. Se non riesci a sorridere è perché non sei buono, è
perché hai ancora molto cammino da fare prima di arrivare alla bontà; è
perché sei complicato, agitato, triste, radicalmente scontento,
insoddisfatto.
Serietà
non significa contrarietà al sorriso. Non è necessario che sia la bocca a
sorridere, ma gli occhi di un Sacerdote in grazia non possono non sorridere.
È
ad essi che il bimbo guarda, e osserva il modo con cui lo guarda, quasi
cercando di scrutare il suo pensiero, il suo modo di agire e di vivere; nei
suoi atteggiamenti lo studia, e decide se ascoltarlo o lasciarlo perdere.
La
scienza di Cristo arriva all’uomo il più delle volte attraverso i canali
della piccolissima via: l’innocenza. Se i bimbi non ti cercano, rifletti:
fai un profondo esame di coscienza e convertiti, se vuoi guadagnarti il regno
dei cieli.
«Lasciate
che i bambini vengano a Me» (Mc 10,14). «Chi
accoglie anche uno solo di questi bambini
in nome Mio, accoglie Me» (Mt 18,5).
Ed
ecco un fanciullo cosa dice: «Ho salutato un Prete, s’è girato
dall’altra parte e non si è fermato». Continuò il fanciullo: «Va
bene che lui è Prete, ma anch’io sono stato battezzato!».
Sacerdote
tu sei, e devi essere tale. La dote che hai ricevuto è sacra, e proprio per
questo devi accogliere ciò che esce dalla bocca di Dio.
«Chi
scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in Me, sarebbe
meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da
asino, e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt
18,6).
I
piccoli si scandalizzano facilmente. Sorridi e camminerai sicuro tra i fiori e
le fiere. Anche le fiere si ammansiscono al sorriso di un uomo in grazia.
Gesù parlava ai piccoli, anche se grande Egli era, anche se Maestro era chiamato. I grandi allora chi sono? Sono coloro che sanno farsi piccoli come i piccoli.
Madre Provvidenza