Spunti di meditazione per tutti

Fratello che leggi,
sono felice di colloquiare con te. 
Intendo dedicare parte del mio tempo per quanti non conosco, ma porto nel cuore perché figli dello stesso Padre.
Così facento potrò mettermi in contatto con tutti quei fratelli che sono alla ricerca di una parola buona.

 

        Ti pensi solo?

        Sei disperato?

        Chi cerchi?  

        Se sei orfano, vuoi che ti faccia da madre?  

        Fanciullo, sai che c’è un Dio?  

      Giovane, ti senti smarrito?  

        Sofferente, ti pensi uno strumento inutile?  

        La tristezza ti assale?  

        La tua vecchiaia ti fa sentire un peso?  

       Pensi che esista un ricco sulla terra?  

        Ti senti un crocefisso?  

        Hai sete di luce?  

        Conti le ore del giorno?  

        Ma perché?  

        Di chi hai paura se Dio è con te?  

        L’Amore di Gesù non ti ha mai risposto?  

        Hai mai pensato che il silenzio è un meraviglioso artefice dell’anima?  

        Non pensi che c’è qualcuno più in alto di te che può illuminarti?  

        Preghiamo per le Autorità della Chiesa.    

 

 

 

Ti pensi solo?

La mancanza di compagnia si potrebbe chiamare un dono di Dio perché è lo stato in cui l’anima può essere certa della vicinanza del Signore. Basta leggere le Beatitudini per vedere quanto Gesù esalta e addirittura chiama beati quelli che soffrono.  
Nessuno può dire di esser solo perché vicino a sé non ha parenti o amici. Può dirsi solo quando gli manca la grazia di Dio, perché è un cadavere ambulante, essendo morto alla vita, è un tralcio tagliato dalla vite che, ormai rinsecchito, non dà più frutto, se non quando sarà innaffiato dall’acqua viva del Sacramento della Penitenza.
Perché piangi, perché ti abbatti, perché imprechi? Se hai la grazia di Dio hai Dio nel cuore: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23).
Se anche non vedi un volto dinanzi a te che ti parla, sappi che un Volto più importante è impresso dentro di te, è quasi Carne della tua carne, anche se è solo spirito, perché ti ama, ti conforta, ti consiglia, ti illumina, ti guida.  
Quindi come fai a pensarti solo, a lamentarti se hai la vita divina dentro di te? Col Signore stretto al tuo cuore puoi dialogare, non solo pregarLo per ottener grazie e favori, ma anche parlarGli a tu per tu di tutte le cose più semplici, più umane, perché Lui è un amico particolare di chi non ha una compagnia umana. Sta infatti scritto: «…la condurrò nel deserto e lì parlerò al suo cuore» (Os 2,16).

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Sei disperato?

Se non speri più in Dio, in chi devi sperare? Nel mondo con tutte le sue pompe, le sue vanità, le sue promesse irrisorie, le sue delusioni, i suoi tradimenti, le sue ansie d’attesa senza risultato, le sue illusioni, i suoi movimenti di vendetta, il lavoro offerto con durezza, con pretesti, con scaltrezza, senza giusta retribuzione, gli stupri, gli aborti, le maternità di ripiego, i dissidi familiari, gli innocenti depravati, le lotte fratricide, le guerre, gli orfani abbandonati, le madri senza conforto e senza aiuto, i profughi, la malavita, le malattie incurabili, l’invidia della grazia altrui, la soppressione dei poveri, l’usurpazione di un posto d’onore, le personalità schiantate dalla calunnia, dalla gelosia, le famiglie divise, il suicidio di un familiare, l’omicidio, le condanne ad anni di carcere e via… quanto ci sarebbe da dire per farti capire che in ciascuno di questi casi, l’uomo può essere tentato di disperarsi, ma eppure si fa forte.
Se si disperasse il mondo si annienterebbe, diverrebbe impossibile la vita per ciascun uomo, e il peso della propria esistenza farebbe fallire parenti e amici, ma, soprattutto, te stesso.  
Abbi fede, e riconciliati col Padre eterno attraverso un buon lavaggio spirituale. I monti, allora, diventeranno pianure su cui il cammino sarà meno faticoso, e tra il verde del giardino spirituale incontrerai la pace, imparando a dialogare con l’Ospite divino, il datore dei beni.  
C’è un mezzo che ciascun uomo sulla terra deve usare per rendersi utile a se stesso e agli altri. Questo mezzo si chiama «il peso della croce», la cosiddetta «schiavitù d’Amore», senza la quale nessuno può raggiungere il piano della salvezza. «Non sono solo io che soffro, ma tutti soffrono. Non sono solo io che ho dei problemi impossibili a risolvere, ma ciascun uomo sulla terra deve saper camminar tra le spine senza pungersi i piedi».
Coraggio, fratello, c’è un pensiero che rincuora: che la terra è un esilio, con una data d’inizio e una di termine. Questo tempo ci prepara a quello eterno, nel quale, se vogliamo, potremo essere per sempre felici. Questo non dipende da Dio, ma da noi stessi, perché, avendo Dio creato l’uomo libero, gli lascia la massima libertà di scegliersi il Paradiso o l’Inferno.

 

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Chi cerchi? 

O dolce bimbo innocente, tu stai cercando tuo padre o tua madre o chi può prendere il suo posto accanto a te per darti una formazione, per esserti di guida, di luce, di conforto, di appoggio nei momenti difficili, per aiutarti a crescere, anche fisicamente, per darti un’istruzione, e, soprattutto, per farti comprendere che tutto ciò che è successo attorno a te non è certamente per colpa tua o perché nessuno ti vuol bene. Sono i casi della vita. Quando sarai adulto capirai quello che ora non puoi capire. Come vedi però il Signore ha pensato a non lasciarti sperduto, abbandonato, anche se non senti vicino quel cuore che batte per te.
E tu, padre o madre, rifletti e rifletti assai: rinnegare il proprio sangue, o lasciarlo soffrire e piangere sotto il martirio di un martello che continuamente gli sussurra: «I tuoi genitori non ti hanno voluto bene, non c’è nessuno per te».
Se la divisione della tua famiglia è dovuta all’egoismo da parte tua, al menefreghismo, ad un accomodamento che al momento ti sembra migliore per vani o passionali motivi, rifletti, uomo, perché c’è qualcuno al di sopra di te che può fermarti all’istante, soprattutto quando ti sembra di sentirti realizzato.
Volgi lo sguardo alla tua bambina che ti attende e, la notte, pensa a quando eri seduto a tavola, vicino a lei. Cerca di rivedere quel tuo fanciullo che a scuola non combina più niente.  
I figli in crescita hanno bisogno di un padre e di una madre per la loro educazione, perché Dio all’uomo ha dato dei doni ed alla donna ne ha dati degli altri. E se un domani dovessero divenire degli scapestrati, non potrai fare altro che batterti il petto e gridare: «Mea culpa, mea maxima culpa».  
Coraggio, tutto è rimediabile. Un po’ di buona volontà, l’aiuto del tuo Parroco, di qualche altra persona e, soprattutto, il distacco da quell’occasione che ti ha portato a compiere una cosa così grave e così vergognosa. Ogni uomo, per essere felice, deve compiere il suo dovere, a costo di qualsiasi sacrificio. Se nella moglie o nel marito trovi dei difetti, ricordati che perfetto è solo Dio, e anche tu ne hai parecchi.
Stringetevi la mano, dimenticando il passato, e vedrete che con la famiglia riunita, il sole tornerà a splendere sugli orti desolati della vostra vita.

 

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Se sei orfano, vuoi che ti faccia da madre?  

Non riempite di freddo il cuore dei figli che avete dato alla luce e che sono alla ricerca del vostro amore. Hanno il diritto di crescere sani nel focolare domestico, accanto al calore del papà e della mamma.  
Un genitore che avesse abbandonato il proprio figlio ha da vergognarsi ad incontrarlo solo nelle ore stabilite dalla legge. Un figlio vale più di qualsiasi ricchezza, compagnia, simpatia, innamoramento.  
Figlio, se sei rimasto senza la compagnia del papà e della mamma, pensa che il tuo Creatore è Dio, e che Dio ama i Suoi figli più provati dallo sconforto e dalla solitudine. Impara a parlare con Lui, a sentirLo Cuore del tuo cuore, e allora capirai che, se anche i genitori non ti sono vicini come negli anni passati, ti è vicino Lui col Suo Amore e con la Sua protezione. 
Scrivimi. Quando ti trovi in momenti difficili ti aiuterò a trovare la pace del cuore.

 

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Fanciullo, sai che c’è un Dio?  

Fanciullo, sai che c’è un Dio che tutto vede, che tutto sa, che tutto può?  
Un fanciullo è una pianticella in crescita. Ha bisogno di sole, d’acqua e di luce per ben crescere e camminare sulla retta via. Un fanciullo che si trova nel mondo, diventa uno sbandato se non ha chi gli insegna la strada giusta per diventare una persona per bene. Tanti fanciulli si sono avviati su una strada sbagliata, proprio perché accompagnati da persone senza equilibrio. Dar la mano a un fanciullo significa prendersi la responsabilità e fargli da guida affinché non si trovi smarrito da adulto.  
Fanciullo carissimo, alla tua età c’è molta sete di conoscere, di fare, di crescere in fretta per diventare qualcuno, magari anche di andare lontano dalla tua stessa famiglia che ti sta crescendo, ti nutre, ti veste, e che pensa alla tua istruzione.  
Innanzitutto prima di agire rifletti molto, perché nella vita è necessario avere una mano sicura per non perdersi. Penso che i tuoi genitori ti avranno insegnato che c’è un Dio che noi tutti dobbiamo obbedire se vogliamo essere felici. Devi conoscere allora la Sua dottrina, frequentar la catechesi, anche se ti costa un po’ di sacrificio. Così facendo imparerai la strada giusta da seguire.  
Ti raccomando: frequenta i Santi Sacramenti della Confessione e della Comunione, e prega il Tuo Creatore. Pregare significa parlare con Lui come ad un amico, ad un fratello, farGli le tue confidenze, anche le più piccole, le più semplici. Così facendo ti sentirai da Lui amato, e imparerai ad essere un piccolo apostolo tra i tuoi compagni, presso i malati, i nonni, tutti coloro che hanno bisogno di un aiuto.  
Quando un tuo compagno dice le parolacce, fagli capire gentilmente che si sta mettendo su una via sbagliata, perché porta il suo cuore ad essere crudele, freddo, incline ai vizi che rendono il fanciullo sporco, triste, agitato e ribelle a tutto e a tutti.
Dove c'è purezza c'è gioia.

 

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Giovane, ti senti smarrito?  

Carissimo giovane che ti trovi nel mondo sottoposto a tante tentazioni, e hai paura ad accogliere il consiglio dei tuoi genitori più anziani di te, sappi che non è questa la strada della fortuna.  
Il giovane che vuole mantenere la sua personalità deve attenersi ai consigli di chi l’ha amato e continua ad amarlo. Non pensare che i genitori sono di vecchio stampo, e che oggi il mondo è cambiato, perché la strada della saggezza è sempre la stessa, così pure è sempre la stessa quella dell’imprudenza. L’imprudenza, a mia esperienza, continua a portare al fallimento giovani bravissimi. La tentazione comincia a colpirli nelle piccole trasgressioni: l’uscir di casa a certe ore, il far patire i genitori che lo consigliano, il comunicare con amici poco buoni, il lasciarsi tirare in giro senza accorgersi, perdendo così, pian piano, la forza della vita retta, seria, gioiosa, pulita, densa di grandi ideali. Col fuoco non si può dialogare e nemmeno diventare suoi amici perché, pian piano, entra dentro di te, ti scalda le vene, ti annebbia il cervello, e ti porta a compiere atti così nefandi come quelli che si sentono ogni giorno: omicidi, suicidi, beghe, perdita di denaro, fino a diventare un mezzo di fallimento per la propria famiglia.  
Sono i luoghi che si praticano che, il più delle volte, portano, con amici poco buoni, a compiere gli atti più osceni, come quelli di rovinare delle fanciulle vergini, brave, mettendole in condizione che, se non aderiscono alle vostre proposte, gliene combinerete di peggio. Anche qui quante disgrazie! Giovani che si sono tagliati la vita. Erano un giorno stimati ed apprezzati ed oggi sono dei poveretti, talvolta anche dei menomati, dei paralizzati nella volontà, nel corpo, con droghe, stupefacenti, alcool e così via…  
Vuoi conservarti giovane, sempre giovane? Vivi aggrappato al consiglio dei tuoi genitori. Osserva i Comandamenti di Dio, frequenta i Sacramenti e le buone compagnie. Fuggi l’ozio che è il padre dei vizi, e fuggi tutti quei luoghi che sono per te occasione di male.  
Scrivimi, se per caso sei cascato in qualche burrone per irriflessione. Ti consiglierò. È questa la mia missione.  
Fatti amico di un bravo Sacerdote e, quando ti capita qualche problema urgente da risolvere, parla con lui.

 

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Sofferente, ti pensi uno strumento inutile?  

Fratello che soffri non pensarti un essere inutile, perché sei uno strumento validissimo per la società. Il Padre Celeste si serve di te come si è servito di Gesù per redimere noi peccatori. La strada della salvezza è il Signore che la prepara a ciascun Suo figlio a secondo delle sue qualità, capacità, buona volontà.
Il Signore ci chiama beati fin da questa terra. Coraggio, perciò. Pensa a quante anime salvi seduto sulla carrozzella, o costretto a letto giorno e notte. Ogni lacrima che scende dai tuoi occhi cade sulle anime come un ossigeno potente per la loro conversione.
Prega, affinché il buon Dio le converta e le allontani dai gravi peccati che le rendono come sepolcri imbiancati per se stesse, e piombo per i fratelli. Il grave peccatore soffre più di te perché è lontano da Dio. Tu vivi il Paradiso in terra, ma lui vive l’inferno. In questo stato d’agonia in cui si trova sempre spera nella misericordia di Dio. Questa divina misericordia gli verrà concessa attraverso l’accettazione serena del tuo dolore.
Ti sto parlando col cuore in mano perché del dolore ho abbastanza esperienza anch’io. Preghiamo a vicenda per crescere nelle virtù e raggiungere la santità alla quale Dio tutti ci chiama.

 

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La tristezza ti assale?  

Figli prediletti del Signore, mi sento una vostra amica particolare. Dio pensa agli uccelli dell’aria e ai gigli del campo. Pensate di essere degli abbandonati? Dio non abbandona nessuno.  
Guarda in alto e prega. Scuoti l’Angelo che ti sta a fianco, asciugati le lacrime e comincia a sorridere. Questa terra è un esilio per tutti, è un passaggio verso la Patria eterna. Scegli bene dove puoi andare per non cascar male, per dimenticanza che spetta a te vivere con fede agli occhi del Signore.
Certo che Lui tutto vede, e ti provvede in ogni istante della tua vita, specie quando ti dimentichi di Lui.
Scrivimi. Ti aiuterò a cantare le lodi della Divina Volontà.

 

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La tua vecchiaia ti fa sentire un peso?  

Nonno e Nonnina, anche se vi appare pesante la vita, e le giornate sembrano non finire mai, pensate al dono che Dio vi ha fatto concedendovi tanti anni di vita. Quelli che vi rimangono servono per ringraziarLo e per chiederGli anni per quei genitori che hanno necessità di vivere per i propri figli ancora piccoli o in condizioni bisognose. 
Capisco che, a una certa età, è difficile essere ancora indipendenti. Da qualcuno bisogna dipendere… Pensate, allora, che anche i vostri figli non sono sempre stati liberi di fare quel che volevano, perché voi per loro eravate un’autorità scelta da Dio. Per andare in Paradiso è anche necessario aver dei momenti difficili, come quando chi vi dovrebbe servire con amore talvolta vi serve per forza. Bisogna accettare tutto perché tutto è frutto della Provvidenza di Dio, anche il fatto d’essere stato mandato nella casa di riposo dai propri figli.
 I figli devono comprendere i propri genitori, anche se anziani, e saper trovare nella propria casa, anche per loro, un posto dove possano riposare negli ultimi anni della loro vita: primo per dovere, secondo perché gli anziani sono d’esempio ai giovani. La loro presenza sarà edificante anche per i vostri figli, i quali, quando voi diventerete vecchi, non vi abbandoneranno. Cari nonni, cercate di non essere di peso con dei vizi come il fumo, il vino, ecc... Siate ordinati e puliti, e vedrete che tutto proseguirà in santa pace.

 

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Pensi che esista un ricco sulla terra?  

Sappi, fratello, che il più ricco è il più povero.
«Chi avrà dato anche solo un bicchiere d’acqua fresca ad uno di questi piccoli, perché mio discepolo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,42). Ama chi ha più bisogno di te, e sii pronto a soccorrerlo senza fargli pesare quello che gli offri, perché un domani potresti essere tu al posto suo. 
E tu, fratello carissimo, che ti trovi nelle necessità, pensa che sei un prediletto da Dio e, se hai fede, la Sua Provvidenza non ti abbandonerà mai. Prega e frequenta i Santi Sacramenti. Trova un Sacerdote che ti fa da guida spirituale, e da buon padre ti aiuta a star lontano dalle occasioni di peccato per una conversione spirituale.

 

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Ti senti un crocefisso?  

Se ti senti un crocefisso, c’è chi è più crocefisso di te.
Caro figlio prescelto da Dio, tu porti nella tua carne le sembianze del Redentore, perché anche tu patisci per la salvezza dei fratelli. 
È duro esser privi di udito e di parola, ma voglio ricordarti che tu hai, meglio di coloro che sono sani, la sensibilità di distinguere e di accogliere la voce di Dio, e di comunicarla ai fratelli sia con gesti che per iscritto. Tu hai la mente per pensare, per ragionare. Devi cercare di formarti una profonda vita interiore per diventare un saggio apostolo, insegnando ai fratelli la via del bene, frutto del tuo patire e del tuo sentire.  
E voi, che siete chiamati a seguire queste creature predilette con l’insegnamento o con la compagnia che tenete loro ogni giorno, siate docili amministratori di un’opera, anzi di una scultura nelle mani del Maestro Divino.
Qui c’è da meditare per ciascun uomo, credente o non credente che sia. Perché io ho di più e lui di meno? Certamente perché era più buono di me. Chi è stato chiamato da Dio a patire con Cristo sulla croce è anche perché ha ricevuto la forza e i doni per rispondere, almeno in parte, alla Sua volontà.  
Non piangere, fratello. Pensa che c’è anche chi non può camminare. Tu, almeno, hai gli occhi per vedere: puoi leggere, puoi farti qualche viaggetto. Certo, ti manca qualcosa di importante, ma ricordati che non è mai così importante quanto la grazia di Dio. Prega, parla col Signore, e diffondi la Sua Parola col tuo esempio di vita.

 

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Hai sete di luce?  

Fratello scelto dal Signore per seminare di profumo la terra con le tue lacrime dolorose, sii benedetto perché il Padre, come ha scelto Suo Figlio nelle sofferenze della Passione, così ha scelto te, perché ti ha amato di un particolare amore.
È facile dire “Coraggio”, come qualcuno, talvolta, ti dice. Queste parole non valgono nulla, perché non è facile sopportare il peso della notte, vivere come un sepolto vivo. Non è facile. Attorno a te senti i rumori del mondo: vorresti vedere il volto dei tuoi figli, di tuo padre, di tua madre, tua moglie, e, talvolta, vorresti cavarti gli occhi, tanto è duro non vedere più.  
Ma siccome sei una creatura spirituale, credi che hai una vista che non è di questo mondo, ma che è molto più profonda e che oltrepassa gli orizzonti. Se ami davvero con la purezza dello spirito, tu vedi il Cuore di Cristo che ti parla e ti conforta. Cerca di non rimanere nell’ozio. Impara a scrivere col metodo Braille. Questo ti aiuterà molto per essere meglio partecipe della vita della società. Ma, soprattutto, ti raccomando di pregare la Vergine Santa che ti sostenga e ti accompagni nel cammino di questa vita che non è eterna.
Un giorno i tuoi occhi diventeranno stelle luminose per quei fratelli che ti invocheranno, bisognosi di luce.  
E voi, che state vicino a queste creature, sostenetele, e cercate di scoprire tutto quello di cui hanno bisogno, perché chiedere non è sempre facile. Il non vedente ha continuamente bisogno di essere aiutato. E’ un’opera grande aiutare queste persone bisognose. È un’opera meritoria.

 

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Conti le ore del giorno?  

Lascia che il tempo cammini. Tu rimani ad attendere l’ora dell’abbraccio di Dio.
Fratello carissimo che ti pensi strumento inutile steso su di un letto, tante volte stanco di patire, sappi che quello che conta non è questa povera carne che ha i giorni contati sulla terra, ma l’anima immortale per la cui gloria soffri, e sei così di vantaggio a tante anime ribelli all’Amore di Dio. 
In questi giorni dolorosi pensa a quanti si trovano sulle strade colpiti dalla sventura, schiacciati dalle macchine, a quanta gente s’aggira per il mondo senza pane, senza casa, immersa nella guerra, o che si trova nelle carceri. Questi pensieri ti siano di incoraggiamento a riflettere che, tutto sommato, stai ancora meglio tu paralizzato. 
E voi che siete i suoi servitori, non fategli pesare gli aiuti che gli date, ma pensate che nel resto della vita potreste forse diventare peggio di lui. Fratello carissimo, prega col tuo cuore se non riesci a scandir con la bocca le parole. Sappi che vale di più la preghiera spontanea, soprattutto quella che esce da una creatura sofferente come te.

 

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Ma perché?  

Carissimo, vai domandandoti: «Ma perché, che ho fatto di male io per essere messo qui con chi non capisce niente?». Tutte le malattie hanno bisogno di cure, anche quelle del sistema nervoso. Ringrazia il Signore se ti aiutano a guarire, perché quelle malattie portano, talvolta, alla disperazione. Chi se ne accorge non è il malato, ma quelli che gli stanno a fianco. 
Curati con una buona alimentazione, e spera nella vita che ha ancora tante cose belle da darti. Anche la medicina è un mezzo per migliorarti e per renderti tranquillo. 
Ciascun uomo ha qualcosa da patire. Forse son più i malati dei sani. Tanti nascondono il dolore, mentre altri cercano di farlo notare. Fatti forte, e vedrai che il buio si cambierà presto in luce. 
Dare una mano a chi si trova in questo tipo di prova è opera grande e ricca di meriti.

 

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Di chi hai paura se Dio è con te?  

Nemmeno il carcere può spaventarti, perché la presenza di Dio ti sovviene.
Fratello caro, è meglio pagare i propri falli su questa terra che nell’aldilà. Non esiste via di scampo per chi ha sbagliato. Confortati, perciò, e accetta volentieri di scontare la tua pena, in un luogo che si può chiamare, in certi momenti, grande famiglia. 
Pensa a chi si trova senza tetto e che, pur lavorando, non riesce a guadagnare il necessario per sfamare i suoi figli. Eppure non ha commesso colpe gravi.
Non fare colpi di testa, perché quelli ti costerebbero molto di più che l’accettazione della tua semplice pena. Ti capisco e ti sono vicina, perché la mente del carcerato è un subbuglio di agitazione; il suo cervello lavora per trovar una via di scampo, la strada perché diventi più breve il tempo d’esser chiuso in carcere, soprattutto lontano dai familiari.
Prega la Vergine Santa, Madre universale del mondo intero, e Madre particolare di chi più soffre, e ha maggiormente bisogno d’aiuto.
E voi, familiari, non aumentategli la pena con l’agitarlo perché lo volete a casa. Aiutatelo, portatelo ad attendere con calma la volontà del Signore, anche se fosse un carcerato innocente. Anche Gesù dovette comparire ai tribunali e fu, innocente, condannato a morte. Tutto questo avvenne perché il Padre che sta nei Cieli così permise per la Redenzione del mondo. Se così fosse è un privilegiato da Dio. Pregate perché abbia la forza di sorridere in mezzo al dolore.

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L’Amore di Gesù non ti ha mai risposto?  

Sei Sacerdote in eterno.
Sacerdote di Dio, i consigli cercali al Signore o a chi Lo rappresenta: al tuo Padre Spirituale, che spero avrai. Sta scritto: «Con un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore» (Sir 8,19). Ed ancora: «Non gettate le vostre perle davanti ai porci» (Mt 7,6).
Il Sacerdote rappresenta Cristo tra i fratelli. Deve tener a bada la lingua e il cuore. Talvolta basta un piccolo sfogo in un momento di stanchezza per rovinarsi la pace e la serenità.
Il popolo vorrebbe il Prete perfetto, ma purtroppo anche il Prete è un uomo con le sue debolezze, anche se deve sforzarsi per vincerle e diventare sempre più perfetto, in modo da non scandalizzare la società. Non fidarti, fratello carissimo, ad aprire il tuo cuore, specie in quei momenti in cui senti il bisogno di una parola buona. C’è anche chi ha due facce: una per compassionarti, e l’altra per toglierti  l’onore.
È un dovere di tutti pregare per i Sacerdoti, perché se mancassero, mancherebbe anche Gesù nel tabernacolo dell’altare. La figura del Sacerdote è talmente grande che durante la Santa Messa trasforma il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue del Signore. Quindi Gesù vien posto nel tabernacolo, e vive realmente accanto a noi. Benedette quelle famiglie che hanno un giovane che ha vocazione al sacerdozio. Devono pregare perché raggiunga la meta. Guai a chi ostacola i chiamati da Dio a salire l’altare; c’è da temere che ritiri la Sua Provvidenza da quelle famiglie. Caro Sacerdote, il mio augurio è che tu sia forte e sappia formare dei forti araldi del Vangelo. Allora le tue giornate saranno piene e non sentirai il tuo cuore freddo e vuoto. Ciascun uomo ha una croce da portare, di qualunque ceto o condizione egli sia, perché senza di essa non v’è redenzione. Se cerchi di scrollarla dalle spalle, te ne arriverà una più pesante davvero, impossibile da portare.
Sacerdote carissimo, non dimenticare che da Dio hai ricevuto tutto: la vita e la formazione. Hai avuto la possibilità di conoscer la Sua dottrina e nulla ti manca. Il giorno che sei diventato ministro di Dio hai ricevuto tutti quei doni necessari per ben vivere il tuo stato sacerdotale. Non ascoltare il diavolo che cerca di insinuarsi dentro di te fino a farti pensare che ti mancano tante cose, soprattutto un affetto, una compagnia. Se pregherai e ti sforzerai di ben vivere, ti sentirai nelle braccia della Vergine Santa, la Donna più pura e più bella, con un Cuore di Madre. Per chi mi chiede preghiere rispondo sempre che accetto volentieri di pregare per i Sacerdoti, specie per quelli che si trovano in un momento di difficoltà o incomprensione. Forza e coraggio: tu sei un Alter Christus; Dio è con te. Chi sarà contro  di te? Se Dio è con te presto le nebbie scompariranno perché Lui mostrerà il volto della Sua presenza e della Sua potenza. Dio ti benedica e ti faccia santo.

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Hai mai pensato che il silenzio è un meraviglioso artefice dell’anima?  

Questo ti basti.
Sorella o fratello che hai lasciato il mondo per consacrarti a Dio in un eremo, in una trappa, o in una semplice clausura, te beato! Hai scelto il posto migliore. Sta scritto infatti  nel Vangelo: «Marta, Marta, tu ti preoccupi  e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è  scelta la parte migliore che non le sarà tolta» ( Lc 10, 41-42).
Hai lasciato il mondo per scegliersi un luogo dove parlare con l’Amore, e diffondere fuori dalle mura quei raggi che sono la luce per le anime. La cella è il luogo dove il religioso stringe al cuore il suo Diletto e Gli parla da vicino, si consiglia con Lui, Lo consola, Lo ama per davvero.
In quell’atteggiamento sente il bisogno di flagellar le sue carni per meglio collaborare con Lui alla Redenzione. Il Religioso dello stato contemplativo patisce con Cristo, e gioisce con Lui. Raccoglie i Suoi desideri e li trasmette all’umanità.
Non è detto, però, che nel Monastero o nell’eremo non esistano tentazioni. Il diavolo ha tentato Gesù nel deserto, mentre faceva penitenza, ma la Sua potenza vinse lo spirito delle tenebre.
Gesù nel deserto non solo faceva penitenza, ma anche pregava. La preghiera è un mezzo efficace per vincere le tentazioni, e migliorare la propria vita spirituale. Dallo stato contemplativo sono usciti dei grandi santi.
Certo c’è da far attenzione, fratelli e sorelle carissimi. Non che io vi voglia far da maestra, ma, pur essendo nel mondo, anch’io mi trovo in clausura per due motivi: primo perché il Signore mi ha tolto la luce degli occhi perché io sentissi meglio e meglio gustassi la Sua presenza, avvalorata dal mio sacrificio; secondo perché la vita contemplativa è sempre stata la mia vocazione. Perciò, fratelli e sorelle carissimi, mi sento una cosa sola con voi nella mia preghiera e nell’oblazione.
Sento il dovere di ricordarvi che anche nell’eremo, nella trappa, nel Monastero si può peccare di gelosia, di invidia, di egoismo; di mancanza di volontà, di mancanza di carità, di perseveranza, di prudenza, di ordine, di perfezione, di sincerità; di durezza, di inosservanza della propria Regola; di mancanza di silenzio, di sorriso, di gioia, di entusiasmo. Si può peccare di odio, di vendetta, di superbia, di ira, di accidia e di gola, di cattivo umore, di tristezza, di scoraggiamento, di agitazione, di ansia; di mancanza di fede, di preghiera, di sacrificio. Si può peccare di giudizio temerario, di affetti sporchi e di sporchi desideri; di mancanza di castità e di relazioni non pulite; di confessioni aride, non complete e non sincere, ricche di contestazioni, del cercare nel Confessore il Prete simpatico che ti da ragione, che parla bene di te al Superiore; peccare di desiderio di diventare un’autorità nel tuo Ordine; di poco interessamento di crescere nella via dell’unione con Dio.
L’anima dello spirito contemplativo, se nel luogo dove si trova vive una vita forzata e non riesce più a sopportare perché gli manca la voglia di continuare in quello stato, è meglio che ne parli ai Superiori e trovi un luogo dove evitare tante colpe che possono portare anche i contemplativi alla dannazione.
La vita contemplativa deve essere una vita di elevazione spirituale, dove il Religioso veramente ama Dio, è deciso di consumare tutto se stesso nello spirito di abbandono.
 Se così vive si fa sicuramente santo.

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Non pensi che c’è qualcuno più in alto di te che può illuminarti?  

È più potente l’oblazione di sé.
Preghiamo per le autorità di ogni Stato, nelle cui mani si trovano i vari popoli. Il buon Dio li sorregga e li aiuti a rendersi  responsabili della società a loro affidata, di qualsiasi religione essi siano.
Quante creature innocenti muoiono, quante famiglie senza un padre, quante madri vedove ridotte alla povertà con tanti figli da sfamare. E’ un dovere di tutti pregare per le autorità dello Stato, del proprio e di altre Nazioni affinché cessino le guerre e regni la pace.
Preghiamo per i giudici perché siano illuminati da Dio a discernere la verità dall’errore.
Preghiamo per tutti quanti hanno nelle mani il dovere di far osservare la disciplina, affinché siano forti nella fede e si aggrappino alla preghiera per essere preservati da tanti pericoli ai quali vanno incontro per aiutare la società.
Preghiamo per i Direttori di Istituti, di case di cura, di ospedali, di laboratori, affinché siano portatori di bene, di ordine.
Preghiamo per i Sindaci affinché si interessino dei membri del loro Comune e dell’ordine generale del paese, della città.
Preghiamo per i Capitani di Marina e dell’Aviazione perché il buon senso li conduca a non commettere imprudenze per quanti viaggiano in cielo e in mare.
Preghiamo per i genitori, per i capi famiglia, perché siano dei buoni educatori dei  loro figli.

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Preghiamo per le Autorità della Chiesa.  

Preghiamo per le autorità della Chiesa.
«Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18). Cristo, nel fondare la Sua Chiesa, ha inteso edificarla nella persona di Pietro e dei Suoi successori, i Vescovi. Per questo preghiamo perché ogni Vescovo sia l’edificatore della Chiesa di Cristo con una vita santa, ricca di virtù, per prestare così un servizio pieno al gregge che Dio gli ha affidato.
Affinché un Vescovo possa compiere il Suo dovere apostolico verso le anime, è necessaria però anche la nostra preghiera. Tutti abbiamo il dovere di pregare per la loro santificazione perché non bastano le parole che escono dalla loro bocca per convertire i fratelli, ma è necessario che governino con lo stesso Cuore di Cristo. 
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