Circolare per il Gruppo di preghiera "Virgo Potens"
Gennaio
Carissimi Amici, eccoci arrivati al Nuovo Anno.
Questa circostanza ci obbliga a fare alcune riflessioni a beneficio della
nostra vita. Anzitutto dobbiamo ringraziare Dio per averci conservato in vita
fino ad oggi, nonostante i pericoli che forse abbiamo incontrato e per colpa
dei quali potevamo morire. Sappiamo quante persone muoiono continuamente sulle
strade, o per incidenti sul lavoro, a causa di malattie, di terremoti, di
alluvioni. Il Signore per Sua bontà ci ha preservato dalla morte fino ad
oggi, e quindi dobbiamo ringraziarLo profondamente nel nostro cuore. Ogni
mattina quando ci svegliamo alziamo il nostro pensiero a Dio e diciamoGli: «Grazie
Signore che mi hai lasciato in vita fino a questo momento, che mi hai
conservato il corpo sano, che possiedo ancora tutte le mie facoltà, che posso
ancora camminare, vedere, sentire, parlare, pensare,
lavarmi, mangiare. Grazie Signore perché tutto ciò è un Tuo dono. Se
Tu avessi voluto mi avresti privato di tutto questo». Ringraziamo
spesso Iddio per i Suoi benefici, perché Lui gradisce molto il nostro
ringraziamento, ed è un mezzo per ottenere la Sua benevolenza.
Oltre a ringraziare Iddio dobbiamo anche pregarLo
affinché ci aiuti a trascorrere il Nuovo Anno nella Sua Grazia, ci preservi
dal peccato, ci dia tanta forza per vincere le tentazioni, ci tenga lontani da
ogni male dell’anima e anche del corpo. Gesù non respinge la nostra
preghiera, anzi gioisce quando Lo preghiamo, anche se Gli chiediamo soltanto
ciò che più ci sta a cuore.
Dice un proverbio: «Anno Nuovo vita nuova».
La nostra vita in questo Nuovo Anno dev’essere nuova soprattutto
nell’esercizio della bontà. Chi usa la bontà non sbaglia mai, perché è
la prima virtù che possiede Dio. Dio ci ha creato perché è buono, ci
mantiene in vita perché è buono, ci elargisce i Suoi doni perché è buono,
ci perdona i peccati perché è buono, ha tanta pazienza verso di noi perché
è buono, non ci castiga come meriteremmo
perché è buono. Allora anche noi dobbiamo essere buoni, gentili, rispettosi,
amabili, sorridenti, cordiali, pronti a perdonare. Usiamo molta bontà con
tutti, soprattutto in famiglia, e
il Signore userà bontà
con noi. Gesù infatti ha detto: «Con la misura con cui
misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6, 38).
Ascoltate ora due racconti veramente successi: uno ci fa capire come la bontà è gradita a Dio e viene premiata; l’altro invece ci insegna come viene castigata la cattiveria dopo morte:
*
Un giorno muore un uomo
dopo essere stato ricoverato all’Ospedale per un brutto male. Proprio
nel momento della sua morte le
persone che abitavano vicino a casa sua, sentono un gran profumo uscire da
quella casa, ed espandersi
ovunque. Eppure in quella casa non c’era nessuno. Il profumo fu sentito per una
settimana ininterrottamente giorno e notte. Non era un profumo di questa
terra, perché era talmente soave e delizioso che sembrava piuttosto
provenisse dal Paradiso. La gente
comprese allora il motivo di tale profumo: quell’uomo era stato, durante la
sua vita, di una bontà squisita e straordinaria. Nessuno era uguale a lui in
tale virtù, e tutti dicevano che era un grande santo, soprattutto
nell’esercizio della carità, della bontà, del sorriso, della gentilezza e
del perdono. Tutti ne facevano grandi elogi. Il Signore premiò in tal
modo la sua bontà.
Questo secondo fatto invece riguarda la
cattiveria:
* Un
giorno una donna, mentre si trovava in casa sua, naturalmente era sveglia,
sente un rumore strano che proviene dalla scala: era il rumore di una persona
che trascinava delle catene. Incuriosita da tale rumore apre la porta
d’ingresso del suo appartamento e vede di fronte a sé uno spettacolo
terrificante: vede suo marito sotto forma di scheletro, legato ai piedi da
grosse catene, e immerso in una disperazione diabolica. Purtroppo era proprio
lui. Ma perché suo marito era
finito così? Perché era sempre stato in vita un prepotente, un despota,
cattivo con tutti, voleva sempre aver ragione, faceva piangere sua moglie, la
picchiava, la insultava, la umiliava continuamente. Urlava e bestemmiava.
Ecco allora perché si meritò un simile castigo che durerà in eterno, e
nessuno potrà mai liberarlo da tale condanna.
Cari Amici, questi due fatti che Vi ho raccontato
ci fanno riflettere sull’importanza dell’esercizio delle virtù durante la
nostra vita. Il Signore ci ha creato e ci dà il tempo per prepararci
l’eternità. Saremo in eterno come siamo vissuti in questa vita. Dice bene
l’Apostolo S. Paolo: «Non vi fate illusioni; non ci si può prendere
gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato» (Gal.
6, 7). Chi avrà seminato bontà raccoglierà felicità; chi avrà seminato
cattiveria raccoglierà disperazione eterna.
Riflettiamo e pensiamo bene a quello che facciamo
ogni giorno. Si prova più gioia ad essere buoni che ad essere cattivi. Una
persona buona piace a tutti; una persona cattiva invece non piace a nessuno,
tanto meno a Dio. Piace solo al diavolo.
Vi saluto con tanto affetto, Vi benedico di cuore e Vi auguro un Anno pieno di bontà.
Padre Luigi Duilio Graziotti Fondatore