Maggio 2002

 

Sommario  

  1. Carissimi amici
  2. Invocazione alla Vergine Potente
  3. Il sentiero dell'amore
  4. Signore dove sei?
  5. Offerta della giornata
  6. Ostie viventi
  7. Preghiamo per i Sacerdoti

 

 

 

Carissimi amici

Questa nuova rivista nasce per voi affinché insieme possiamo meglio amare e servire il Signore.

L’Associazione Volontari della Carità è formata da volontari e volontarie al servizio dei fratelli per svolgere le opere di misericordia verso quanti scrivono in cerca di consiglio e di aiuto.

Qui in sede radunate vi sono delle sorelle con un unico spirito e una medesima vocazione. Il loro compito è di pregare per quanti presentano le loro necessità e per tutti i Sacerdoti del mondo, specie i Missionari che devono affrontare ogni giorno il pericolo della vita. Anche questo gruppo fa parte dell’Associazione. Le sorelle hanno desiderato chiamarsi “Sorelle d’orazione”.

L’Associazione è civilmente approvata ed è a servizio del prossimo. Chi desidera scrivere per chiedere preghiere può farlo liberamente sia per via e-mail che per lettera. Già ci giungono diversi messaggi di richiesta attraverso la posta elettronica da varie parti del mondo. Rispondiamo.

Il Consiglio dell’Associazione ha desiderato, dietro richiesta degli associati, di preparare questa semplice rivista “Virgo Potens”, stampata in proprio nella sede di Via S. Lucia, nella casa natale di Madre Provvidenza che ci ha gratuitamente accolto per operare il bene nelle anime.

L’Associazione desidera che la stessa scriva degli articoli anche su questa rivista, giacché i suoi scritti sono graditi, e ormai dall’Occidente hanno raggiunto l’Oriente.

Anna Maria ANDREANI, dell’Ordine Secolare del Carmelo Teresiano, in cui emise i Santi Voti il 15-03-1964 con il nome di Suor Maria Maddalena del Divin Martirio, ricevette l’abito religioso da Sua Eccellenza Mons. Giuseppe FRANCIOLINI Vescovo di Cortona nella Parrocchia di Casale il 7 Ottobre 1973, e il nome di Madre Provvidenza come Fondatrice. Questo avvenne alla presenza di molti di voi, carissimi amici, che leggerete queste pagine, e di quanti la soccorsero per le varie città d’Italia quando, pellegrina per obbedienza a Sua Santità il Papa Paolo VI il 28 Maggio1969, viaggiò sofferente, dopo essersi offerta per la santificazione dei Sacerdoti, alla ricerca di un Vescovo che l’accogliesse. Riuscì a realizzare il mandato del Papa e a dar inizio alle Fondazioni che conoscete.

Nonostante tanto sofferente non perde il tempo prezioso e, sia di notte che di giorno, lavora per quanti, bisognosi, bussano alla sua porta, laici e Religiosi.

Felici di poter dare un aiuto a chi soffre, iniziamo la prima rivista, semplice perché povere ma ricca di fede.

Vergine Potente assistici, guidaci affinché quanti leggeranno queste pagine possano meglio avvicinarsi al Tuo Figlio Gesù.

 

Vostre affezionatissime

Sorelle d’Orazione

 

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Invocazione alla Vergine Potente

Ave Maria, piena di grazia, benedetta dall’eterno nei secoli.

O Beata tra i Beati, o Santissima tra i Santi, Tu sei l’alba del mattino e l’aurora della sera. Tu sei nella notte nera la guida sicura sul cammino del viandante, la forza contro gli spiriti del male che si aggirano come leoni ruggenti per il mondo al fine di poter divorare il peccatore e il santo.

Madre bellissima Tu sei. La Tua trasparenza riflette l’illibato Tuo spirito.

I Tuoi occhi brillano come perle preziose su un volto esile e sofferente. Le Tue gote hanno sete d’affetto, di quell’affetto che i Tuoi figli continuano a negarTi perché non Ti vogliono Madre.

Sei bella, tutta bella; sei santa, tutta santa; sei immacolata, tutta immacolata.

Il Tuo candore fa vergognare anche i Santi, ma soprattutto quanti peccano contro di Te e contro il Tuo adorabile Gesù Figlio.

Sei Madre e sei Vergine. La Tua verginità impreziosisce la Tua maternità e fa innamorare quanti a Te devoti s’inginocchiano per chiedere pietà, pietà.

La Tua innocenza è simbolo di umiltà, di quell’umiltà che fa vergognare la superbia dei reprobi, degli scostumati, dei disordinati figli di Dio. E Tu sei Madre di quel Dio che si abbassò e si umiliò fino a chiederTi di esserGli Madre.

«Ecce ancilla Domini, fiat Mihi secundum verbum Tuum» (Lc 1,38). Non Ti spaventò l’annuncio dell’Arcangelo, ma spontaneamente hai risposto con il fiat dell’amore. Non hai pensato: «Come farò io, umile serva di Dio, a diventarGli Madre?», ma piuttosto hai creduto che Dio è onnipotente e Ti avrebbe aiutato, Ti avrebbe guidato, Ti avrebbe stretto al Suo Cuore, soprattutto in quel momento in cui lo Spirito Santo Ti fece Sua Sposa.

E nella Tua castità e umiltà accettasti un compagno, il più degno per Te: Giuseppe, il falegname, anch’Egli umile e poverello, uomo di fatica e di preghiera, apostolo nascosto e silenzioso, al quale affidasti il Tuo Figlio diletto come a un Padre, a un Custode.

E lui, Giuseppe, Ti riconobbe vergine anche se in maternità già eri quando a lui Ti affidasti.

Maria, splendida stella che dall’oriente all’oc-cidente risolvi i problemi più difficili ad ogni creatura, risolvi anche quelli di questa famiglia che a Te si rivolge bisognosa d’aiuto, di conversione, di guarigione; bisognosa di luce, di pace, di serenità, di orientamento.

Bella tra le creature più belle Tu sei, Santissima Madonna. T’amo e Ti venero come la pupilla dell’umanità, la gemma dei fiori più belli, il frutto squisito di Dio Creatore.

Quanto sei buona, grande Regina! Sei grande nella Tua piccolezza, dolce nella Tua serietà, soave nella Tua amabilità, splendente tra i rovi, olio sulle spine pungenti, balsamo per i cuori induriti, consolazione degli afflitti, rifugio dei tribolati, speranza dei carcerati, mezzo di unione nelle famiglie divise, mezzo di riconciliazione del peccatore pentito, conforto dell’anima in pena, sostegno dell’ammalato, porta del cielo per il moribondo, sorella del Sacerdote, compagna dei soli, stella del mare, potente messaggera dai mari agli oceani, dai laghi ai fiumi, dalle valli alla piccola sorgente.

Fortezza e guida alla fonte della Divina Misericordia, spargi una pioggia di rugiada celeste sulle teste di quelli che hanno perso la fede. Inietta nelle coscienze dei piccoli l’amore, e il Tuo volto sia un mezzo di gaudio perché sulla Tua fisionomia spirituale indirizzino la loro vita.

O Madre di Dio, quante mamme ammazzano i loro figli senza risentimento e senza paura del Suo giudizio! Veglia su quante operano certe brutalità e scuotile affinché abbiano a riconciliarsi almeno col Tuo Figlio Gesù.

A tante brave giovani dona un compagno fedele e sincero, casto come l’acqua vergine.

Manda la Provvidenza di Dio a chi ha bisogno per meglio vivere, e Ti prego, Madre di Dio, di visitarmi nel momento della tentazione, della lotta, dello scoraggiamento, del dovere che non ho la forza di compiere.

Visitami nel momento in cui Tu mi chiedi un figlio ed io sono gelosa di quel che posseggo e lo rifiuto, non lo voglio, e poi vengo a dirTi: «O Madonna, aiutami affinché mi passi questo mal di testa».

Da un monte all’altro Tu trascorri le Tue ore pregando, pensando, amando, consolando, sostenendo, difendendo, piangendo. Ogni tanto appari e chiedi penitenza, penitenza, penitenza…

Il Tuo Rosario chiama ad una continua meditazione, alle gioie della Tua maternità, ai patimenti della Tua Passione e di quella del Tuo Figlio   Gesù, alle glorie della Sua Risurrezione e dell’Ascensione di tutti quei figli che con Lui pregano il Padre e cercano di salire ogni giorno quel monte sempre più in alto, sempre più in alto, con la mano nella Tua mano, a Lui attaccati affinché un giorno il Padre possa dire: «Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto. AscoltateLo»   (Mt 17,5).

E allora il numero dei Santi aumenterà, la Vergine SS.ma godrà di tutto il Suo lavoro faticoso in mezzo alle anime e, finalmente, saremo in Paradiso a governar la terra insanguinata dal peccato.

Ave Maria!

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Il sentiero dell'amore

Che cos’è l’amore?

L’amore è una forza interiore che sprona alla donazione totale di sé e delle proprie sostanze.

L’uomo creato da Dio ha un corpo ma anche un’anima, ed è proprio per mezzo dell’anima che sente il bisogno di amare. Amare ciò che vede è facile, mentre amare ciò che non vede è difficile, ma non è impossibile.

Col tempo che cammina, cammina anche l’uomo.

L’uomo è stato creato da Dio libero di compiere il bene o il male. L’uomo che desidera compiere il bene è guidato da una forza che non è quella della carne, ma la forza dello spirito che sale col tempo i gradini del sentiero dell’amore, senza accorgersi di salire. Eppure sale con nel cuore quel fuoco che vorrebbe incendiare, ma da solo non può perché è fuoco divino, uscito da Cristo.

Cristo, essendo un Dio nato uomo, ha abbracciato i Suoi fratelli e li conduce verso una mèta che è il meraviglioso panorama della Sua essenza e della Sua potenza.

L’uomo, piccola creatura, debole, guidata da Dio, viene innalzata a poteri sovrumani se si lascia dominare da queste potenze. Se poi crede che esse vengono non già da debolezza umana, ma da scienza divina, sale.

Ogni tanto teme di perdere questa compagnia, e allora si sofferma a pensare: «Io chi sono? Da dove viene questo fuoco, da dove viene questo amore e questo bisogno di amare?».

Viene sicuramente da una Forza soprannaturale che, per mezzo della mia fede, mi fa camminare serenamente sul sentiero dell’amore.

Sul sentiero dell’amore Dio chiama l’uomo, a Sé legato, a compiere opere grandi, anche se piccolo, incapace, ignorante, analfabeta.

Abbiamo davanti a noi l’immagine di Abramo, un uomo semplice, umile e già anziano, che sente una Forza che lo trasporta ad obbedirla: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che Io ti indicherò. Farò di te un popolo grande e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione»  (Gn 12, 1-2).

Senza distacco non si può dire che si segue Cristo. Bisogna lasciare tutto, anche col pensiero e col desiderio di riavere ciò che si è lasciato. Bisogna che Dio sia l’unico motore dei nostri pensieri e la radice del nostro cuore, quella radice che si farà pianta e darà abbondanti frutti ai fratelli senza fede.

L’esempio di Abramo è un esempio di fede autentica, di quella fede che riempì la terra di redenti, di ferventi, di seguaci di Cristo.

Se vogliamo essere di Dio non dobbiamo essere schiavi degli uomini, e nemmeno di alcuna sostanza che c’è appartenuta prima di donarci a Lui. Anche Maria, la Madre di Gesù, ebbe il coraggio di lasciare Suo Figlio nelle mani dei crocifissori perché così il Padre aveva dall’eterno stabilito per la nostra redenzione.

Dobbiamo distaccarci dalle nostre idee, dai desideri frivoli, e soprattutto dalla passione della carne, dalle pompe del mondo, dalle amicizie pericolose, per diventare una cosa sola con il Signore.

Fa che il tuo cuore sia vuoto dai pensieri terreni e dall’amore alle cose vane di quaggiù e ami Colui che ti ha fatto, Cristo Signore, obbedendo alla Sua legge che è scritta nei Suoi Comandamenti.

Il sentiero dell’amore è il sentiero della vita. L’uomo su questa terra è portato ad imitare certi comportamenti che lo soddisfano proprio perché umani e contrari alla volontà di Dio.

Per molti imitare il peccatore è più facile che imitare il santo, mentre per quei pochi santi che sono ancora sulla terra è impossibile imitare il peccatore perché camminano alla scuola del Maestro Divino che li indirizza verso le virtù. Dice l’Imitazione di Cristo: «Tutto è vanità delle vanità, fuorché amare Dio e servire Lui solo» (Im. di Cristo: libro Iº, cap. 1).

Sul sentiero dell’amore l’anima vive nella serenità e nella pace. Talvolta sembra che il suo spirito venga rapito: è la sapienza divina che lo istruisce, lo sostiene, lo nutre per mezzo della grazia in cui lui vive nel regno dei beati.

Sul sentiero dell’amore si vive veramente nel regno della beatitudine terrena.

La terra, piena di triboli e di spine, diventa per l’anima in grazia il paradiso terrestre dove lei prega e s’immola nel gaudio del Signore. L’immolazione non comporta fatica, ma gioia per chi ama davvero.

Tutte le difficoltà scompaiono, e l’anima, nutrita dalla grazia, nel silenzio parla col Suo Signore e Lo ascolta, e Gli obbedisce fino a quando il Suo cuore si dilata. Pian piano l’anima si consuma per Lui, e Lui l’accarezza e la unge con l’olio della predilezione perché nessun demone possa toccarla e possa rubargliela. La potenza della grazia allontana il diavolo, e quando l’anima si trova sul sentiero dell’amore è talmente ricca di fede che satana di lei ha paura.

Non dimentichiamo la Vergine SS.ma tutta cuore, tutta amore per ciascun Suo figlio. La Madonna va ogni giorno alla ricerca del peccatore pentito per poterlo indirizzare sul sentiero della vita. Non è in questo esilio terreno la nostra eternità, ma è nella patria celeste dove tanti Santi ci attendono.

«Potessi brillare come una lampada sul candelabro e mandare i miei bagliori per tutta la terra!».

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Signore dove sei?

«Dove sei, Signore? Ti cerco e non Ti trovo. Sento parlare di Te, ma non Ti conosco. Cerco di costruirTi dentro di me ma non riesco; Ti prego che Tu mi venga in sogno, ma non mi esaudisci. Ma dove sei, Signore? Ci sei o non ci sei? Se esisti fatti sentire, se sei vivo parlami. Molte persone mi circondano: le interrogo e chiedo loro se sanno chi sei, ma mi guardano esterrefatte e mi dicono: –– Quel che tu sai, sappiamo anche noi ––. Signore, dove sei?».

Il Signore è in cielo, in terra, in ogni luogo.

«Questo è vero, però io non Lo vedo e non Lo sento. Anche nelle favole si fa cenno a tante storie di fate, di streghe, di maghe, ma tutte cose inventate… Ma chi è e che cos’è questo Dio di cui tanti se ne fanno burla e certi Lo citano come prezioso Essere?».

Il Signore è il padrone assoluto del cielo e della terra, tutto appartiene a Lui, anche te stesso. Tutto ciò che dici esser tuo è Suo, e tutto ciò che è Suo, se vuoi, può anche esser Tuo.

«Mostrami, Signore, il Tuo volto. Voglio conoscerTi».               

Dio mostra il Suo volto a chi Lo cerca con amore e non già per schernirLo, per deriderLo, per umiliarLo, per farne di Lui uno scherno tra la società.

«Signore, dove sei?».

E il Signore risponde a chi Lo cerca: «Sono appresso a Te e attendo che anche tu Mi mostri il tuo volto, non il solito volto di carne, ma quello dello spirito, il volto della grazia, il volto della perfezione, e allora Io Mi farò conoscere a Te e tu ti innamorerai di Me e insieme con Maria camminerai sulla via della Divina volontà.

Guarda queste Mie mani, sono forate dai chiodi; guarda questi Miei piedi, sono trapassati con il martello; guarda questo Mio Cuore, è forato dalla spada. Questo Mio capo è bucato da innumerevoli spine. Guarda questa Mia spalla grondante di sangue: ha portato la croce, una croce pesante che comprende i peccati di tutta l’umanità.

OsservaMi profondamente: il Mio volto è rigato di sangue, ma se Mi guardi negli occhi non Ti allontanerai mai più dalla Mia presenza».

Gli occhi di Cristo sono trasparenti come due perle preziose, e più li guardi e più t’immedesimi in essi. Diventano così per te una strada su cui camminare. Camminando in quegli occhi vedi tante cose e ne conosci altrettante.

Prima di tutto dimentichi te stesso, non ti ricordi più quello che devi fare, se devi farlo o non farlo, non sei più un indeciso: ti senti incorporato in Lui, e con Lui e per Lui cammini nelle mani di Sua Madre. Allora ascolti e vivi quella Sua profonda voce: «Se uno Mi ama, osserverà la Mia parola e il Padre Mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23).

Ecco: quando Cristo è in te, con Lui c’è il Padre e lo Spirito Santo, quindi c’è tutta la divinità, tutto quel Signore che Tu vuoi conoscere. Era necessario che Tu ti staccassi da tutto per poter sentirLo, per poter gustare al tuo palato la Sua dolce Carne, per lavarti col Suo prezioso Sangue e per innamorarti di quelle pupille che sanno solo di Paradiso.

Quanto è preziosa la compagnia di questo Essere immacolato che il Padre con lo Spirito Santo lasciò sulla terra a cercare l’uomo perché bevesse alla Sua sorgente e, attraverso quest’acqua ristoratrice s’innamorasse della Trinità SS.ma.

«Signore, dove sei?».

«Sono nel tuo cuore. Aspetto che tu Mi parli perché ti possa rispondere».

«Che cosa devo fare per renderti felice?».

«È indispensabile che tu ti consideri un nulla e nel nulla di tutte le cose tu veda Me, padrone assoluto di ciascuna di esse. Allora comincerai ad adorarMi e se mi adorerai Io ti farò grande, pur conservandoti  piccolo, ti farò capace di tutto senza che tu ti riconosca tale. Ti farò camminare a Me appresso come adesso e più d’adesso quando sarò sempre dentro di te. Allora tutto quello che farai con le tue mani sarà fatto da Me, tutto quello che costruirai con i tuoi occhi sarà costruito da Me, tutto quanto amerai con il tuo cuore sarà amato da Me. E allora navigherai nel mare trinitario trasportato dalle sue onde e da un mare all’altro con Me pescherai le anime, quelle che hanno perduto la bussola d’orientamento e stanno affogando nel disordine della vita».

«Signore, se Tu vuoi puoi salvarmi. Fallo subito, Signore, non aspettare. Ho già visto il Tuo volto attraverso lo specchio dell’Amore».

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Offerta della giornata

Alzati, fratello, dal tuo giaciglio e loda il tuo Signore. Non attendere che il sole ti faccia da coltre, ma appena l’aurora spunta, alzati. Rivolta le coperte e apri la finestra. Prima di lavarti siediti sul letto a meditare.

«Grazie, Signore, sono ancora vivo. Grazie di questo nuovo giorno che mi dai. Non merito così tanto amore. Anche ieri Ti ho offeso, eppure Tu mi hai perdonato e mi hai dato una nuova possibilità di migliorare la mia vita.

Ti offro questo mio giorno ad onore e gloria Tua, per le mani di Tua Madre, nostra Madre; per le mani degli Angeli e dei Santi, di tutta la Corte Celeste; per le mani del mio Angelo Custode, testimone autentico della mia povera vita.

Ti offro tutto il bene che farò, e del male, Ti prego, dimenticati, brucialo con il fuoco del Tuo Amore. Lo so che non sono perfetto, anche se desidero tanto esserlo.

— Padre Santo, Io non sono più nel mondo, e questi sono nel mondo ed Io vengo a Te. Custodisci nel nome Tuo quelli che hai a Me consegnato e fa che siano una cosa sola con noi, come Io sono una cosa sola in Te e Tu in Me, affinché siamo consumati nell’ unità —.

Signore, Mio Dio, Te premuroso io cerco, di Te ha sete l’anima mia, a Te anela il mio corpo, come languente in una terra riarsa, senz’acqua».

Dopo d’aver pulito il tuo corpo purificherai il tuo spirito con la recita del “Miserere”.

«Non ho nulla da darTi, Signore. Prendi Tu quello che vuoi. Io Ti chiedo l’amore, perché nel Tuo amore c’è tutto quello che serve a me per amarTi. Ti offro tutta la mia giornata. Intendo che ogni mio passo che farò a Tuo servizio sia un’anima che mi darai: un moribondo, un Sacerdote che si sta perdendo, due coniugi che si stanno dividendo, un orfano che cerca aiuto, un bestemmiatore perché si converta, un impuro perché si innamori della bellezza della vita nel profumo della creazione.

Dammi anime, Signore, dammi anime, tutte quelle che vuoi. Ogni movimento delle mie mani sia una ricerca d’anime e un aumento di amore per questa povera anima mia».

Allora null’altro, fratello mio, ti attirerà, se non di servire il Signore fino al termine della tua vita così da meritarti il premio delle tue fatiche: il Paradiso eterno.

Perdona spesso e volentieri, e chiedi perdono dei tuoi peccati, accostandoti al Sacramento della Confessione. Impara a parlare con la Vita della tua vita, Cristo Signore, durante il Sacramento della Comunione: la Santa Eucaristia. Così facendo educherai i tuoi figli senza fatica perché vivranno del tuo esempio.

Cari sposi amatevi e non odiatevi, e non traditevi perché il tradimento è l’arte di satana, il mostro delle anime.

Non negate i figli a Cristo, ma siate dei procreatori sinceri, puri, ricchi di fede e di speranza. Dio vi benedica tutti, amici carissimi. Io vi porto nel cuore, specie quando Gesù mi chiama ad amarLo da vicino. A Lui espongo i vostri problemi e i Vostri desideri. Chiamatemi: vi risponderò sempre e non dimenticate la buonanotte di ringraziamento al Cuore Adorabile della Trinità Santissima.

 

 
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Ostie viventi

Quante ostie nascoste e solitarie esistono nel mondo! Sui giornali, per televisione, si sente parlare di tanto male, ma di bene si sente poco. Eppure esistono delle anime che hanno offerto la propria vita per la salvezza dei peccatori, anime che da anni sono stese in un letto e offrono i loro momenti di solitudine e di sconforto, i loro atroci dolori per tante anime che non conoscono e che offendono il Signore. Nel Corpo Mistico di Cristo c’è anche questa parte che spetta ai Suoi beniamini.

Anime che non conosco personalmente ma che sento a me unite, siate benedette, proprio perché crocefisse nella vostra carne, nel vostro pensiero e nella vostra anima; anime, che un giorno forse volevate svolgere l’apostolato tra i bambini, tra i nonni, i fidanzati, i genitori, e che il Signore invece vi ha chiamate a seguirLo molto più da vicino, vi ha chiamate ad esserGli compagne nel dolore della Sua Passione, a continuare praticamente sulla terra quella redenzione che non è bastata per portare a salvezza tanti peccatori ostinati. Sia la vostra preghiera un continuo ripetere: «Gesù Ti   amo», «Gesù e Maria Vi amo, salvate le anime».

Allora Gesù vi chiamerà ancora più vicine a Lui e vi parlerà come un giorno parlava con Sua Madre, Maria Santissima, con quei Santi che sono passati sulla terra e ora si trovano vicino a Lui, in Paradiso.

Per qualcuno può sembrare assurdo pensare di parlare col Signore. Parlare con il Signore non dipende dall’anima, ma dipende solo dal Suo amore che chiama e attira forte a Sé, fino a farti una cosa sola con Lui, fino a portarti dove Lui vuole e tu non vorresti andare, fino a servirsi di te per operare quei miracoli che Lui ha continuato ad operare anche dopo la Sua Passione e Morte.

A Gesù spiace vederti soffrire, però riceve ogni giorno dal Padre il compito di avvicinarsi a quelle anime crocefisse per amore. Voi, cari amici che leggete queste pagine, visitate queste anime che da tempo vivono solitarie, immerse in prove dolorose: riceverete sicuramente grande forza spirituale e materiale, riuscirete meglio a portare la vostra croce.

A quanti a me s’avvicinano lamentandosi delle loro prove quotidiane: «Madre, ho sempre mal di testa… Madre, ho perso il posto di lavoro… Mio marito ha un’altra donna… i miei figli non si confessano più… mio figlio si è svegliato cieco, sordomuto…», io dico sempre: «Capisco, sono prove dolorosissime, però almeno avete le gambe per camminare. Dio non vi ha tolto tutto. Ma pensate a chi il Signore ha privato di quanto è indispensabile, per riuscire a vivere senza scoraggiarsi».

La croce l’ha portata Lui che era innocente, senza peccato. Dobbiamo portarla anche noi, non quella che ci costruiamo, bensì quella che ci offre Lui.

Qualcuno si lamenta perché vorrebbe aver più soldi nel borsellino. Questa è una croce che si potrebbe fare a meno di avere. Oppure una mamma piange perché suo figlio si è fidanzato con una ragazza che a lei non piace: anche questa è una croce inventata.

Ciascuno deve avere la sua libertà, soprattutto quando si tratta d’unirsi con la compagna del proprio Matrimonio.

Quanti giovani piangono perché hanno sposato ragazze che piacevano ai genitori e non a loro. Poi succedono le ribellioni, le divisioni, le liti e talvolta si tolgono anche la vita.

Genitori, che gravi responsabilità avete davanti a Dio per i figli che mettete alla luce! Certo, nessuno vi ha obbligato a sposarvi. Tante mogli si lamentano perché il marito non è come lo vorrebbero. Io rispondo: «Perché l’hai sposato? Non sapevi che la vita a due è diversa dalla vita a uno?».

«Ah, se lo sapevo mi facevo suora!».

Ma forse tu pensi che le suore non abbiano da grattarsi la testa? Anche in convento, la vita è difficile se una religiosa non è arrivata a un buon grado di unione con Dio. Bisogna morire alla propria volontà sempre, non solo davanti ai Superiori, ma anche davanti a confratelli e consorelle.

Ciascuno ha una croce da portare, e se cerca di schiacciarla il Signore gliene appoggia sulle spalle una più pesante, proprio perché ci ama e vuole che attraverso la croce purghiamo un po’ di peccati. Diversamente il Purgatorio sarà alquanto doloroso.

«Io sono cattolica, ma non praticante». La tua posizione è peggiore di quella che non è cattolica, perché tu che hai avuto la grazia e la luce di conoscere Dio, non ti sei curata di seguire la Sua dottrina. Beate voi, anime elette, che svolgete il compito di ostia vivente! Il profumo dei vostri meriti dona al Sacerdote la grazia di immolarvi sul suo altare. Pregate per la Chiesa e soprattutto per quei Matrimoni falliti. Quanti mariti picchiano le mogli davanti ai figli, e quanti figli per il cattivo esempio dei genitori si danno alla droga, alla malavita.

Quanti sfoghi ricevo da persone messe in queste condizioni! Bisogna ricordare che un giorno ciascuno dovrà presentarsi al Tribunale di Dio, e ammazzando il figlio o la moglie non realizza nulla di buono per sé, anzi, si prepara l’Inferno, dove patirà davvero.

Famiglie, state unite. Perfetto è solo Dio. E voi, ragazze, e tante ve ne sono, non cercate l’appartamentino personale per liberarvi dalla presenza dei genitori, perché sarà proprio lì che perderete il pudore e diverrete cenci, buone più a nulla, direi quasi delle disperate, perché, dopo d’aver speso quei quattro soldi che avete, vivrete certamente nel terrore che qualcuno venga a farvi del male.

La famiglia è una protezione, anche se i genitori, talvolta, sono un po’ pedanti perché nati in un’altra epoca. Pregate perché il Signore vi conduca lontano dagli imprevisti della vita. E se siete alla ricerca di un compagno, scegliete non tra gli orgogliosi e i superbi, ma tra i semplici, gli umili, i puri di cuore.

Chi ora vi tenta per farvi cadere nell’impurità, un domani, dopo il Matrimonio, farà lo stesso con un'altra donna, e se voi lo rimprovererete vi dirà: «Lo sapevi anche prima chi ero».

Giovani, non siate degli sporchi, ma siate forti perché quando perdete la fortezza siete peggio degli stracci che si usano per pulire il pavimento. Quando avete rovinato una ragazza, l’avete buttata nella disperazione: questi sono peccati gravi che gridano vendetta al cospetto di Dio, e nel vostro Matrimonio non avrete più pace.

Si può sbagliare, siamo deboli, ma l’errore va confessato e va purificato con una vita di penitenza per non cadere altre volte. Seguo diversi giovani deboli nella castità: cerco di consigliarli. Diversi mi ascoltano.

Attenzione, attenzione alle amicizie pericolose che vi portano fuori casa di notte, e poi vi obbligano a commettere anche peccati contro natura. Non pensate che Dio non vi veda: anzi è proprio Dio che vi vede e un giorno vi giudicherà.

Attenzione a corrompere gli innocenti, attenzione a insegnar certi peccati soprattutto a dei bravi giovani per mezzo della filosofia, dell’astuzia e dei soldi.

Non lasciatevi rubare quello che di più caro avete nel vostro essere.

«Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in Me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18,6), dice il Signore.

 

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Preghiamo per i Sacerdoti

Chi è il Sacerdote? Il Sacerdote è un Alter Christus, è un consacrato al servizio delle anime, è un chiamato da Dio a svolgere sulla terra la missione di Gesù.

I cristiani sono soliti pregare per ottenere grazie per se stessi o per la propria famiglia. È un dovere pregare per i Sacerdoti. Anch’essi sono fatti di sangue e di carne come noi, vivono in un mondo pieno di tentazioni e, pur avendo la grazia di stato, devono avere tanta forza per superarsi, per vincersi, per continuare un lavoro pesante, talvolta senza riposo. Bisogna pregare per il Sacerdote.

Il Sacerdote è colui che, nelle veci di Cristo, ti perdona i peccati; è colui che chiama Gesù a scendere in un pezzo di pane e in un poco di vino, e li fa diventare Corpo e Sangue del Signore. Se non ci fosse il Sacerdote le nostre chiese sarebbero vuote, fredde.

Il Sacerdote è Gesù che cammina sulla terra tra noi. Eppure tante persone sparlano dei Sacerdoti, cercano di inventare i difetti e seminano scandalo contro di loro. C’è una frase forte del Signore: «Nolite tangere unctos Meos». «Guai a chi tocca i Miei consacrati» (Salmo 105,15). Pregate piuttosto per loro affinché diventino santi.

Un santo Confessore quante anime salva! E anche se dovesse sbagliare, pregate ancora di più, perché solo Dio non sbaglia mai. Vi sono dei giorni in cui sta chiuso ad ascoltare le confessioni: è come se stesse tra le fiamme del Purgatorio perché certe anime imprudenti nel raccontare i loro peccati entrano in cose troppo particolari che non riguardano né il numero, né la specie, né le circostanze. Sembra che facciano apposta per sporcare il cuore del Confessore.

Non dimenticate che il Sacerdote rappresenta Gesù, specie quando confessa, quando celebra la S. Messa, quando amministra i Sacramenti. Cercate piuttosto di confessarvi bene perché i vostri peccati siano perdonati. Pregate per l’aumento delle vocazioni perché i Sacerdoti sono molto pochi proprio perché non si prega per loro, e qualcuno si perde in mezzo a questo mondo così corrotto.

Termino lasciando il pensiero dell’Angelo Custode, compagno fedele di ciascun’anima, quindi anche di quelle che s’inquietano, si scoraggiano, bestemmiano perché dal Signore vorrebbero qualcosa di meglio.

Pregate l’Angelo Custode perché sarà proprio Lui che vi aiuterà ad ottenere quello che di buono Dio vi potrà dare. Sarà lui alla fine della vita che vi consegnerà nelle mani del Signore e quando il Signore ci dirà: «Come mai hai fatto questi peccati?», lui certamente cercherà di scusarci il più possibile perché l’Angelo Custode è dell’uomo l’amico più caro e più fedele.

 

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Associazione Volontari della Carità

Via S. Lucia, 5

Pradalunga (BG)

tel. e fax  035 - 767618

e-mail: ama@sehaisetediluce.it 

 

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Aggiornato il: 22-01-11 .